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FOGGIA – Un comitato per il Pantanella, ma il “custode abusivo” sarebbe ancora lì

Pubblicato: venerdì, 12 ottobre 2012 Commenta questo articolo Nessun commentoTorna alla pagina iniziale

Venti famiglie si mobilitano per gestire la struttura balzata alle cronache locali per la vicenda del “custode” che smontava il canestro per vietare a un bambino di continuare a giocare

Il custode toglie la rete

“Al parco Pantanella ora ci pensiamo noi”. Parola di cittadino. I residenti della zona, stanchi ormai del degrado in cui versa l’area, prendono il coraggio a due mani e decidono: domenica, alle 11.30, davanti alla casa del custode, in zona 167, pubblica assemblea per raccogliere le firme e costituire un comitato civico che si occupi direttamente della gestione del parco. Sono già 20 le famiglie scese in campo.

Obiettivo: giungere almeno a 200 firme prima di presentare l’istanza al Comune, presso l’assessorato allo Sport. “Un comitato senza alcun scopo di lucro” chiarisce il signor Pino Esposito che con la moglie, Milena Parlante, portavoce del costituendo comitato, si è fatto promotore dell’iniziativa.

Il parco, lo ricorderete, è quello balzato alle cronache locali per la vicenda del “custode” che smontava il canestro per vietare ad un bambino di continuare a giocare (lo stesso poi risultato, da accertamenti, in pensione qualche mese prima e dunque occupante abusivo della struttura riservata alla guardiania). Il caso, ripreso con un telefonino e postato su youtube, fece presto il giro del web scatenando l’indignazione collettiva.

IL VIDEO: VIA LA RETE, NON SI GIOCA

Il Comune si attivò. L’area fu sgomberata e recintata. Poi nuovamente sfondata e violata. Per ben 3 volte. Gli occupanti denunciati. Ma al momento la casa del custode sarebbe ancora occupata abusivamente e il Comune avrebbe “allentato la presa”, nelle more di riassegnarla.

“Non è più tollerabile una tale situazione di indigenza ed illegalità” continua Esposito. Lui oggi è in pensione, ed assieme ad altri residenti della zona potrebbe bene occupare il suo tempo prendendosi cura del luogo in cui vive. “Chiediamo al Comune solo di risistemarci gli impianti.

Al resto penseremo noi, anche col contributo di chi vorrà utilizzarli. Non è una follia pensare di cominciare a far pagare modiche cifre per l’uso,ad esempio, del campo da calcetto, così come avviene in altre strutture. Racimoleremmo un po’ di denaro per mantenere decentemente la struttura. E’ una pena vedere quei campi da basket, pallavolo, calcio, tennis ormai inutilizzabili. Per non parlare della pista di pattinaggio, malandata. E della dog area, inesistente”.

Insomma, insieme si può. Nelle more che il Comune proceda alla stesura di un piano di recupero degli impianti sportivi comunali per intercettare i fondi regionali.

Giovanna Greco da Foggiatoday

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