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FOGGIA – Denuncia al Prefetto
Ill.mo sign.Prefetto
S.E. Giovanni Francesco Monteleone
Foggia.
E p.c. Ill.mo sig.Procuratore
della Repubblica
dr Vincenzo Russo
Oggetto : Denuncia al Prefetto. Manutenzione delle aree e giardini comunali :violazione delle norme di disciplina della mozione consiliare e grave inerzia amministrativa del Sindaco Mongelli e del Presidente del Consiglio comunale Piemontese.
Eccellenza,
com’è noto,la città per tutta una serie di vicende legate,essenzialmente,ad una grave “dissennatezza amministrativa”, ed ad assenza di programmazione,risulta essere sporca ed invivibile.
Tralasciando,in questa sede, le vicissitudini di Amica spa,si premette che il sottoscritto insieme ad altri consiglieri di minoranza,recentemente, si sono fatti carico di convocare il consiglio comunale,sinteticamente, per:
a) la salvaguardia dei livelli occupazionali dei lavoratori delle cooperative sociali del “verde”;
b) di quest’ultimi il pagamento degli stipendi arretrati;
c) approntare un piano occupazionale futuro;
d) organizzare il ripristino del servizio di cura del verde pubblico.
Con deliberazioni n. 7 del 27.03.2012 ,l’intero consiglio comunale approvava una mozione,dove,tra l’altro,si impegnava l’amministrazione,entro quindici giorni, al reperimento delle risorse per il pagamento degli stipendi arretrati ,ed entro trenta giorni dall’approvazione delle mozione stessa,alla presentazione in consiglio comunale di un programma operativo,sia per la pulizia della città,che per la salvaguardia dei livelli occupazionali.
Con delibera di consiglio comunale n.9 del 06.04.2012,si approvava,a beneficio dei lavoratori, un piano di rateizzazione degli stipendi arretrati ,tramite l’istituto del riconoscimento del “debito fuori bilancio” .
A seguito di tali eventi,in maniera singolare,il Sindaco di Foggia annunciava,finanche,che la sua era la politica del fare e che non era scappato davanti ai problemi.
Nonostante i toni trionfalistici e speculativi , nonostante il consiglio comunale abbia sancito un preciso indirizzo vincolante per l’intera amministrazione e nonostante una formale diffida ad agire da parte del sottoscritto,datata 7 maggio 2012 ed indirizzata al Sindaco Mongelli ed al Presidente del consiglio comunale Piemontese,ad oggi risultano interamente disattesi i contenuti ed i termini perentori previsti dalla mozione consiliare,sia per quanto attiene la rateizzazione degli stipendi arretrati,sia per quanto riguarda la convocazione del consiglio comunale per l’approvazione o illustrazione del succitato“programma operativo.
Per questi motivi,il sottoscritto consigliere comunale,Dr Bruno Longo,
Denuncia,
l’evidente violazione,da parte del Sindaco Mongelli e del Presidente del Consiglio Piemontese,delle norme statutarie e regolamentari del Comune di Foggia,nonché di quelle contenute nel D.Lgs n. 267/2000,in tema di attribuzione di competenze,di trasparenza e correttezza amministrativa e per aver gravemente eluso ed oltraggiato l’intero consiglio comunale non rispettando un chiaro indirizzo politico-amministrativo dell’assise che,costituendo criterio.-guida dell’azione gestionale dell’Ente di fatto vincola il Sindaco,gli assessori i dirigenti ed i responsabili del servizio ad attenervisi e conformarsi;
Chiede,
a Sua Eccellenza il prefetto di Foggia,di intervenire per il ripristino della legalità e per favorire l’instaurarsi delle “buone pratiche amministrative”,anche al comune di Foggia dove,invece,è persistente una perversa logica dove i termini per l’approvazione di odiose e perverse varianti urbanistiche vengono rispettati e tutelati ,anche con la doppia convocazione- come recentemente accaduto- ed i problemi di igiene , di decoro della città e quelli della povera gente vengono regolarmente ignorati e dimenticati.
Foggia 21 maggio 2012
Il consigliere comunale
Dr Bruno Longo
FOGGIA – Amica, salvo l’esercizio provvisorio
animato vertice in tribunale – Il Comune fissa una data per gli accreditamenti

Sindaco Mongelli
Un faccia a faccia animato quello di ieri a Palazzo di giustizia tra il giudice fallimentare, di Amica Roberto Gentile, la curatela, il Comune, i rappresentanti dei creditori e le organizzazioni sindacali. L’esercizio provvisorio, almeno per il momento, non sarà messo in discussione come paventato nella lettera di convocazione dal magistrato.
Alla richiesta di certezza sul’accreditamento delle somme mensili ad Amica, il Comune da un lato ha mostrato gli accrediti già effettuati, dall’altro ha fissato una data precisa per il trasferimento delle somme. Questo per evitare che in una fase così delicata si possano accumulare nuovi debiti e che il passivo, già milionario, cresca ulteriormente. Cosa che farebbe scattare immediatamente la revoca dell’esercizio provvisorio.
Antonella Caruso da Corriere del Mezzogiorno/Foggia
Condividi in FacebookFOGGIA – Amica, Mongelli dal giudice Gentile – «Perplessità sulla gestione dell’azienda»
Il magistrato del fallimento potrebbe revocare l’esercizio provvisorio. L’ammistrazione chiamata a difendersi
È fissata per questa mattina la convocazione dell’amministrazione comunale, della curatela di Amica e dei sindacati confederali e autonomi dal giudice fallimentare, Roberto Gentile. Il magistrato, che ha autorizzato l’esercizio provvisorio fino a dicembre sulla base dell’accordo sottoscritto tra Comune e curatela sul costo del servizio ha sollevato delle perplessità proprio sui flussi finanziaria. Gentile, nella convocazione, non esclude di poter revocare il prosieguo del servizio di raccolta e smaltimento da parte di Amica a causa di costi definiti «abnormi».
Di qui la convocazione di tutte le parti in causa a ridosso per altro delle sentenze che a breve pronunceranno i giudici della Corte d’appello di Bari che devono esprimersi sul ricorso presentato dal Comune sia sulla mancata ammissione all’esercizio provvisorio che contro la dichiarazione stessa di fallimento.
«Fino a questo momento abbiamo versato il rateo all’azienda così come concordato, seppur con qualche giorno di ritardo.
Vedremo comeevolve domani (oggi, ndr) la riunione », precisa l’assessore comunale al Bilancio, Rocco Lisi. Ieri pomeriggio a Palazzo di città c’è stata una riunione tra l’assessore, il sindaco Gianni Mongelli e il dirigente del settore finanziario Carlo Dicesare per preparare l’incontro di oggi e replicare anche all’accusa di «inerzia» mossa dal magistrato.
Antonella Caruso da Corriere del Mezzogiorno
Condividi in FacebookFOGGIA – Amica, il giudice convoca Mongelli -«Costi di gestione da rivedere»
Martedì l’incontro con il magistrato del fallimento – Messo in discussione l’esercizio provvisorio

Non sarà possibile declinare l’invito. Martedì prossimo, con una mossa a sorpresa, il giudice delegato del fallimento di Amica spa e Daunia Ambiente, Roberto Gentile, ha convocato in tribunale il sindaco, l’assessore al Bilancio e il dirigente dell’ufficio finanziario del Comune, il presidente del Consiglio comunale, la curatela fallimentare, il comitato dei creditori sia di Amica che di Daunia Ambiente e i segretari generali dei sindacati confederali e autonomi. Tenuti fuori dalla porta le rappresentanze aziendali delle due ex società.

Un mezzo dell'Amica
È lo stesso giudice nella lettera di convocazione inviata a fine aprile – di cui si appreso solo ieri – a spiegare il perché intende mettere tutti intorno ad una tavolo e «ascoltarli in contradditorio».
Secondo il magistrato, l’esercizio provvisorio, che lui stesso ha autorizzato una prima volta a gennaio e poi la seconda ad aprile, non può andare avanti in quanto «i costi di gestione del servizio di entrambe le società appaiono abnormi».
Secondo quanto era stato stabilito dalla curatela fallimentare e dal Comune, il servizio fino alla fine dell’anno costerà 23 milioni di euro, ovvero l’introito della Tarsu.
Ma proprio sul fronte dei flussi finanziari il magistrato chiede lumi anche «sul contributo economico che dovrebbe pervenire dai Comuni dell’Ato Foggia».
Da oltre tre anni questi Comuni non scaricano a Foggia, per le note emergenze legate alla discarica di Passo Breccioso. Dovrebbero quindi rientrare a smaltire nell’impianto di biostabilizzazione, ma al momento tutto ciò non si è concretizzato.
Altra critica mossa da Gentile quella secondo la quale il Comune continuerebbe ad essere «inerte» nella creazione della nuova società, alla quale stanno lavorando i tre consulenti, Raphael Rossi, Paolo Parisotto e Giuseppe Belfiore.
Il magistrato, poi, sottolinea – ed è per questo che ha convocato anche i sindacati – che sarebbe «quanto mai opportuna una riduzione del personale» nelle due ex società comunali per «creare una virtuosa gestione».
Licenziamenti di cui secondo il giudice «si dovrà far carico, anche con l’ausilio degli ammortizzatori sociali il nuovo soggetto che il Comune deve in tempi brevissimi individuare».
È noto, invece, che secondo un accordo sottoscritto dal sindaco Gianni Mongelli, controfirmato dal prefetto Francesco Monteleone e approvato dal Consiglio comunale, si dovranno garantire gli attuali livelli occupazionali nel momento in cui si darà vita alla nuova società.
Infine, nel testo della convocazione il magistrato foggiano suggerisce anche la possibile strada alternativa all’esercizio provvisorio: «l’acquisto o l’affitto, temporaneo, dell’azienda da un soggetto pubblico o privato gradito al Comune di Foggia».
Il giudice fallimentare rimarca che dall’approfondimento di queste «questioni urgenti dipende la decisione del Collegio circa l’opportunità di interrompere lo svolgimento dell’esercizio provvisorio».
Dunque, ciò che ad aprile sembrava assodato, ovvero che i lavoratori avrebbero continuato ad avere un posto e uno stipendio almeno fino alla fine dell’anno, potrebbe essere messo in discussione dopo la riunione di martedì.
Antonella Caruso da Corriere del Mezzogiorno/Foggia
Condividi in FacebookFOGGIA – OdG Amica bis
Il Consiglio comunale
ascoltata la relazione del sindaco in ordine all’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e della Procura della Repubblica di Foggia su presunte infiltrazioni mafiose e criminali nella società di proprietà comunale AMICA SpA, alle attività compiute dall’Amministrazione comunale per la riorganizzazione del servizio e la tutela dei livelli occupazionali della stessa società ed alla procedura giudiziaria per il riconoscimento dell’amministrazione straordinaria,
ESPRIME
apprezzamento per l’operato della magistratura e delle forze dell’ordine che hanno individuato le attività illegali poste in essere all’interno della società di gestione del ciclo integrato dei rifiuti e ne hanno neutralizzato gli effetti;
CONDIVIDE
la scelta dell’Amministrazione comunale di costituirsi parte civile nel processo giudiziario che scaturirà dall’inchiesta della magistratura.
IMPEGNA
l’Amministrazione comunale a promuovere tutte le azioni necessarie a rendere edotto il Consiglio comunale circa gli effetti delle diverse soluzioni operative previste dalla vigente normativa dei servizi pubblici locali in ordine all’efficiente, efficace ed economico svolgimento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti ed alla tutela dei livelli occupazionali di AMICA SpA e Daunia Ambiente SpA.
INVITA
il sindaco a riferire in Consiglio comunale sugli interventi da adottare nel più breve tempo possibile.
Ufficio Stampa Citta’ di Foggia – Staff Sindaco – Ufficio Comunicazione
Condividi in FacebookFOGGIA – Rifiuti a Foggia, “Lavoro e Welfare”: andare oltre l’emergenza
La drammatica situazione dei rifiuti a Foggia, resa più emblematica dai recenti risvolti giudiziari, impone un deciso cambio di passo per quanto riguarda sia l’azione della politica con riferimento alla gestione e all’adeguamento del servizio, sia l’atteggiamento dei cittadini.
Il sostegno al consulente esterno del Comune di Foggia, Raphael Rossi, deve partire dalla consapevolezza del difficile compito che gli si prospetta anche in relazione alla discontinuità rispetto al passato, da far valere nelle modalità manageriali e nel progetto industriale più complessivo.
Essere l’ultimo territorio in qualità della vita non è una maledizione ineludibile; talvolta, come in questo caso, è vitale porsi obiettivi che guardano ben oltre l’emergenza e che possano addirittura far scattare la molla del saper fare da parte di una comunità troppe volte, di recente, ingiustamente vilipesa e penalizzata a causa dell’inefficienza della sua classe dirigente. In periodi di crisi come quello attuale i cittadini vorrebbero vedere segnali di saggezza sociale e istituzionale, oltre che politica, a partire da una forte riduzione dei costi “politici” delle società che assicurano servizi pubblici.
Chi si occupa del bene comune deve tornare a farlo con competenza, per tutelare l’intera comunità, non il proprio personale tornaconto. Inoltre, oltre al ripristino di una funzionalità ordinaria, è indispensabile programmare e attivare interventi innovativi che garantiscano la qualità della vita, la tutela ambientale, il risparmio sui costi, l’occupazione. «Pensiamo, dice Domenico della Martora, referente cittadino di Foggia dell’Associazione “Lavoro&Welfare”, alla sostituzione del modello tradizionale di raccolta dei rifiuti, con uno nuovo, basato su un sistema pneumatico, come abbiamo già proposto in un nostro documento sullo sviluppo territoriale.
Con questo sistema i rifiuti vengono stoccati all’interno di contenitori, diversi per tipologia di rifiuti e collocabili in vari punti della città (o, per aree di nuovo insediamento, direttamente negli edifici), da cui partono tubazioni sotterranee a pressione negativa che trasportano i rifiuti fino ai punti di raccolta fuori città; qui i rifiuti vengono differenziati meccanicamente e compattati tramite vuoto pneumatico in container di grandi dimensioni per essere poi destinati a idonei impieghi. Si tratta di un processo silenzioso, inodore, che elimina i cassonetti e i camion di raccolta e comporta vantaggi per il decoro e il decongestionamento urbano, oltre a ridurre l’inquinamento.
Questo sistema è attivo da decenni in Svezia ed è diffuso in varie parti del mondo.
La sua realizzazione è allo studio anche in alcune aree del nostro Paese.
Le stime prevedono un abbattimento del 15-20% dei costi rispetto alla gestione tradizionale, il chè consentirebbe la realizzazione dell’impianto con le economie rivenienti dall’abbattimento dei costi di manutenzione. Non ci sarebbe alcuna dispersione di posti di lavoro, la tassa rifiuti potrebbe subire un graduale ribasso, la modalità gestionale potrebbe superare il carrozzone pubblico«.
Ovviamente non basta un impianto innovativo a risolvere il problema: anche il sistema più avveniristico necessita di un cambio di mentalità, di un atteggiamento responsabile, a partire dalla consuetudine dei cittadini a differenziare coscientemente la raccolta dei rifiuti.
da Teleradioerre
Condividi in FacebookFOGGIA – Gestione rifiuti, Pezzano: “L’emergenza occupazionale non può condizionare la riorganizzazione del servizio per 300.000 cittadini”
“La riorganizzazione del ciclo dei rifiuti non è questione che può affrontarsi stretti nella morsa dell’emergenza occupazionale”. Lo afferma il consigliere provinciale Rino Pezzano sollecitando “un’approfondita riflessione tecnica e politica” sull’ipotesi di costituire un consorzio tra le società Amica SpA (Foggia), ASE SpA (Manfredonia) e SIA Srl (ATO FG/4) per gestire in house il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti fino al 2015.
“L’ipotesi operativa può anche essere, in linea di principio, condivisibile per i benefici che ne derivano in termini di recupero dell’economicità del servizio – continua Pezzano – ma le singole aziende vivono problemi organizzativi e finanziari che potrebbero minare alle fondamenta il progetto, determinando il tracollo di un sistema già oggi tutt’altro che solido.
Con la costituzione del consorzio, le società dovrebbero fornire un servizio pubblico essenziale ad una comunità di circa 300.000 cittadini che da anni attendono una concreta svolta qualitativa, soprattutto per quanto attiene la raccolta differenziata.
Una prospettiva che suggerisce cautela e ponderazione da parte di tutti – conclude il consigliere provinciale del Partito Democratico – ed impone un ampio confronto politico e istituzionale fondato su valutazioni tecniche rigorose”.
Ufficio stampa PD Capitanata
Condividi in FacebookFOGGIA – Consiglio comunale convocato giovedì 19 aprile
All’ordine del giorno anche le vicende che hanno interessato AMICA SpA
Il presidente del Consiglio comunale, Raffaele Piemontese, ha convocato l’Assise cittadina giovedì 19 aprile (ore 10.00), presso l’Aula consiliare di Palazzo di Città, con il seguente ordine del giorno:
1) Comunicazioni Sindaco vicenda AMICA S.p.A.;
2) Intitolazione curva nord stadio ‘Zaccheria’ a Franco Mancini;
3-72) Riconoscimento debiti fuori bilancio.
La ripresa integrale della seduta del Consiglio comunale sarà disponibile sul sito internet istituzionale del Comune di Foggia (www.comune.foggia.it) a partire dal giorno successivo.
Ufficio Stampa Citta’ di Foggia – Staff Sindaco – Ufficio Comunicazione
Condividi in FacebookA Parco San Felice sbuca una vipera: ci sarà un nido a Foggia?

Che il ‘polmone verde’ foggiano è ormai ridotto a una vera e propria discarica a cielo aperto non è certamente una novità né motivo di orgoglio foggiano.
Quel che però in queste ore desta preoccupazione e sconcerto è il ritrovamento di una vipera in quel parco frequentatissimo già dalle prime ore del mattino per attività di footing e jogging.
Inoltre da sempre famiglie, ragazzi e anziani si ritrovano lì per trascorrere alcune ore ‘immersi’ nel verde.
Gli operatori ecologici dell’Amica, incaricati di sostituire gli operatori delle cooperative del verde fallite nella pulizia del parco, hanno trovato una vipera di piccole dimensioni tra i cespugli.
La scoperta ha fatto scattare il timore che vi possa essere un nido tra il verde del parco.
Sul posto è arrivata anche Eliana Maccione, presidente della Guardia nazionale Ambientale della provincia di Foggia, che ha assicurato che il rettile verrà rimesso nel suo habitat naturale. La vipera è stata consegnata ai veterinari della Asl.
Laura Zotti da Il Quotidiano Italiano
Condividi in FacebookFOGGIA – Netturbini minacciati se puliscono – L’Amica denuncia intimidazioni
I lavoratori hanno comunque pulito le strade – Ma la raccolta rifiuti è sospesa per i giorni festivi
Le strade di Foggia finalmente ripulite
Netturbini inviati a pulire i giardini, ma costretti a subire velate minacce e intimidazioni affinché le aree verdi restino nel degrado.
Ma a differenza del passato gli episodi sono stati denunciati dalla società Amica alle forze dell’ordine. Da alcuni giorni la curatela fallimentare ha disposto la «bonifica» dall’immondizia di alcune aree verdi pubbliche come piazza Padre Pio, piazza De Gasperi, piazza Medaglie d’oro, piazza Volontari della Pace, la Borgata di Segezia dove da mesi si era accumulato di tutto.
L’ACCUSA – Quindici operatori ecologici, dipendenti di Amica e Daunia Ambiente, sia ieri che nei giorni scorsi, armati di ramazze e navette, hanno ripulito le aree subendo però in alcuni casi le attenzioni di alcuni individui che li invitavano a lasciare stare e andare via. «Inviti» che però non hanno sortito l’effetto sperato, gli operatori hanno proseguito il loro lavoro che nella giornata di oggi sarà completato.
PULIZIA – Da una decina di giorni la città si presenta molto più pulita: svuotati regolarmente i cassonetti, non ci sono rifiuti a terra, tranne qualche rara eccezione, ma soprattutto sono ricomparsi gli spazzini. Compresa la squadra dedicata ai giardini pubblici nelle strade foggiane al lavoro ci sono quotidianamente 98 operatori ecologici a piedi.
Scongiurata, inoltre, una nuova emergenza rifiuti. La discarica di soccorso, il cui esercizio fu autorizzato dal sindaco Gianni Mongelli il 15 febbraio scorso, lavorerà da oggi senza più problemi.
L’amministrazione comunale, dopo diversi solleciti, ha nominato il responsabile della sicurezza all’impianto e inviato il piano come previsto dalla normativa. Senza questi due adempimenti si sarebbe bloccata la raccolta, visto che nell’impianto di biostabilizzazione ieri pomeriggio erano state riempite le ultime quattro celle.
L’AZIENDA – Resta invece difficile la situazione interna ad Amica, società in mano alla curatela fallimentare, a causa della posizione assunta dai sindacati confederali e autonomi che non condividerebbero la nuova organizzazione del lavoro.
In particolare la soppressione del servizio di raccolta dei rifiuti la domenica e i giorni festivi, conseguenza dell’ordinanza del sindaco che vieta il conferimento dell’immondizia nei cassonetti in quei giorni.
Alla base dell’ordinanza c’è la necessità di risparmiare risorse e dunque evitare il ricorso al pagamento di straordinari e festivi. La società fallita continua ad erogare il servizio in virtù dell’esercizio provvisorio concesso dal Tribunale. Diversamente gli oltre 300 lavoratori sarebbero senza lavoro.
Antonella Caruso da Corriere del Mezzogiorno/Foggia
Condividi in FacebookFOGGIA – LETTORI – Cassonetti dei rifiuti distrutti, tra responsabilità e pericoli
L’avv. Maurizio Antonio Gargiulo denuncia lo stato pietoso dei bidoni dell’immondizia tra viale Cavotta e viale Europa. “Per ordinanza del sindaco i coperchi dovrebbero rimanere chiusi”

Cassonetti rotti
Cosa succede a Foggia? Anche questo.
Certamente non è una novità vedere in città dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti distrutti dalla mano barbara di qualche pseudo cittadino.
Forse lo è, invece, vedere quei cassonetti devastati anche dal meccanismo di scarico dei camion dell’Amica preposti alla raccolta dei rifiuti (Viale L. Cavotta/Viale Europa).
Le immagini confermano anche questa tesi.
Chiaramente, se la colpa non è attribuibile all’operatore, a cui spetta il compito esclusivo di azionare il meccanismo, a chi si deve la rottura di questi coperchi, che – lo ricordiamo – per ordinanza del sindaco dovrebbero rimanere chiusi?
CASSONETTI RIFIUTI ROTTI: FOTO MAURIZIO ANTONIO GARGIULO

Nonostante il “Signor Caso” è disponibile ad addossarsi tutte le colpe, qualcosa non funziona. Il risultato è un danno che si unisce al danno a discapito dei civili cittadini. In tutto questo si verifica anche il gioco dello scaricabarile, avendo personalmente segnalato ieri pomeriggio (con scarso risultato) la cosa al Comando dei Vigili del Fuoco di Foggia (distanti non più di 400 metri dal posto), sicuramente non preposti a tale manutenzione, ma certamente alla sicurezza dei cittadini sì.
Questa mattina i bidoni apparivano ancora così. Persiste il danno come persiste il pericolo per gli utenti della strada. Tutto questo con “buona pace” per il sottoscritto che continua invece ad avvelenarsi, inutilmente, in una città dove ognuno si limita a dire “non è nostra responsabilità ma di.” o semplicemente “provvederemo a segnalare la cosa a chi di competenza”
da Foggiatoday
Condividi in FacebookFoggia, servizio gratuito per differenziare apparati elettrici ed elettronici
La convenzione tra Comune e Puglia Recupero per incrementare la raccolta differenziata
Incrementare la raccolta differenziata rendendo un servizio efficiente ed a costo zero ai cittadini e alle imprese della città.
In sintesi, è quanto sarà determinato dall’avvio delle attività di conferimento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche organizzate dall’assessorato all’Ambiente ed Energia del Comune di Foggia in collaborazione con Amica SpA e Puglia Recupero Srl.
In pratica, a partire da domani, chi ha in casa grandi e piccoli elettrodomestici o computer e telefonini da buttare deve contattare il Servizio Ambiente del Comune di Foggia (0881.814206 – ambiente@comune.foggia.it / dal lunedì al venerdì 9.00-13.00) per segnalare le proprie necessità.
Sarà, quindi, indicato il cassonetto nei cui pressi lasciare l’apparecchiatura successivamente ritirata da un mezzo di Amica (il lunedì, mercoledì e venerdì) e conferita nell’impianto di Puglia Recupero. Lo stesso a cui potranno essere direttamente e gratuitamente consegnati gli elettrodomestici (viale degli Aviatori km 2,5 – 0881.617948 / dal lunedì al venerdì tra le 08.00 e le 13.00 – il sabato dalle 8.00 alle 12.00).
“La convenzione con Puglia Recupero durerà 6 mesi – ha spiegato l’assessore all’ambiente, Pasquale Russo – tempo necessario ad attrezzare la nostra piazzola di stoccaggio dei RAEE all’interno dell’impianto di multiselezione di Passo Breccioso, che sarà presto messo in sicurezza grazie ad un finanziamento regionale pari a 200.000 euro. Il servizio non avrà costi per i cittadini e l’Amministrazione comunale, ed è particolarmente rivolto ai commercianti che hanno l’obbligo di ritirare i vecchi elettrodomestici quando ne vendono di nuovi”.
Prendendo a base le medie nazionali, “ogni cittadino produce annualmente 38 chili di rifiuti di questo genere – ha precisato il dirigente del Servizio Ambiente, Paolo Affatato – possiamo, quindi, ipotizzare un incremento del 6% della raccolta differenziata su base annua”. I rappresentanti di Amica Spa e Puglia Recupero Srl (piattaforma CONAI da oltre 10 anni) hanno garantito massima attenzione alle segnalazioni dei cittadini, sollecitando la loro collaborazione al buon esito di una buona prassi di partenariato tra pubblico e privato.
Puglia Recupero
da Spazio Sociale
Condividi in FacebookFOGGIA – Trisciuoglio: mai minacciata la Amica – «Piazza Pulita», i primi interrogatori
Si difende il boss della mafia foggiana, ai domiciliari – Giovedì potrebbe essere sentito l’ex presidente Aimola
«Io non so neanche dove si trovi l’Amica». Cosi ha risposto al magistrato che lo interrogava Federico Trisciuoglio, il boss della mafia foggiana ai domiciliari dopo essere stato coinvolto nel blitz «Piazza Pulita» che avrebbe fatto luce sulle presunte infiltrazioni mafiose nell’azienda di igiene urbana del capoluogo e in alcune cooperative ad essa collegate.
Sei le persone che sono state interrogate ieri mattina dal gip del tribunale di Foggia Elena Carusillo: molti di questi hanno rispedito al mittente le accuse.
Oltre al boss Trisciuoglio anche il figlio Giuseppe ha ribadito la sua innocenza.
Federico Trisciuoglio è accusato di estorsione aggravata con il metodo mafioso: avrebbe fatto pressione sui vertici dell’Amica affinché fosse garantito lo stipendio al figlio nonostante si fosse assentato più volte.
Padre e figlio hanno detto di non aver mai fatto quanto loro contestato dall’accusa.
Inoltre, Giuseppe Trisciuoglio ha riferito di non essere un mafioso.
«Se lo fossi stato – ha detto al magistrato – non avrei avuto tutti quei richiami disciplinari».
Innocenti si sono dichiarati anche i fratelli Mario e Alessandro Lanza; non ha risposto al magistrato, invece, Gaetano Immarino.
Ernesto Gatta, accusato di aver preso tutti i soldi della cooperativa – la Centesimus Annus – che gestiva i parcheggi ha ribadito la sua innocenza, sottolineando di essere rimasto vittima di un complotto messo a segno da qualcun altro che poi ha deciso di scaricare su di lui tutte le responsabilità dell’ammanco.
E giovedì potrebbe essere interrogato Elio Aimola, ex presidente di Amica, ai domiciliari e accusato di corruzione: avrebbe favorito la cooperativa Fiore in cambio di favori economici, come il pagamento del funerale del padre o l’acquisto della batteria del suo scooter.
Luca Pernice da Corriere del Mezzogiorno/Foggia
Condividi in FacebookFOGGIA – La destra vuole la dichiarazione di dissesto del Comune, noi un futuro migliore
Quello che il consigliere comunale, e segretario provinciale del PDL, Landella chiede invocando le dimissioni del sindaco Mongelli e la nomina di un commissario di governo alla guida dell’amministrazione comunale, è la dichiarazione di dissesto del comune con tutto ciò che ne consegue: aumento delle imposte comunali; affidamento della raccolta dei rifiuti a un privato; vendita dell’azienda per la mobilità sostenibile; eliminazione degli aiuti alle famiglie e all’occupazione femminile; vendita di quel che resta del patrimonio immobiliare del comune; etc.
Probabilmente, accecato dalla luce che intravede dal fondo del tunnel in cui si è cacciata la destra foggiana, non riesce a capire che la città ha bisogno, ora più che mai, di una guida politica che sappia troncare con il passato che ha due nomi: Agostinacchio e Ciliberti.
Landella dimentica che è nelle mani della destra la commissione del consiglio comunale che ha il potere, e il dovere, di accertare le cause del disavanzo economico del comune, dimentica che in due anni non ha prodotto neanche uno straccio di atto.
Se la DDA di Bari ha evidenziato i processi attraverso cui si è consolidata la debitoria di AMICA, quali siano le cause del degrado delle aziende, e dei servizi, comunali l’ha spiegato l’assessore Pellegrino quando ha affermato, pubblicamente, che la politica, e i consiglieri, sono la causa di assunzioni oltre ogni limite sopportabile per le aziende di servizio.
A conferma di ciò, i lavoratori delle cooperative del verde hanno dichiarato, nella stessa occasione, che è sempre stato detto loro che dovevano considerarsi dipendenti comunali.
Quello che Landella non dice, è che il degrado dell’amministrazione pubblica iniziò con la giunta di destra di Agostinacchio, con la fallimentare impresa della compagnia aerea Federico II che ha dato il via al dissesto dei conti, vicenda che meriterebbe una sua seria autocritica, e che l’azione di risanamento economico è stata parzialmente vanificata dai tagli che il governo Berlusconi ha fatto a danno dei comuni.
Tagli che continuano con il governo Monti. Tagli voluti e sostenuti dal suo partito.
C’è bisogno che la Politica ridia speranza alla città, che prospettando un futuro diverso dalla realtà odierna sappia coniugare la soluzione dei problemi quotidiani, raccolta dell’immondizia e buche stradali in primo luogo, con la compatibilità dei conti pubblici e la moralizzazione amministrativa.
C’è bisogno che i partiti tornino a parlare in prima persona, che il sindaco si confronti con le associazioni e i movimenti che l’hanno sostenuto, che apra il confronto stimolando la partecipazione attiva dei cittadini.
C’è bisogno che il dibattito in consiglio comunale sia la sintesi del confronto che avviene all’interno della comunità cittadina e non mercato tra interessi di bottega dei singoli consiglieri comunali.
Invitiamo il sindaco a non cedere alle pressioni della destra avviando, invece, il confronto con la città per ridefinire le linee programmatiche della sua giunta che la realtà odierna ha reso obsolete.
Dare una casa a chi da anni vive nelle baracche del comune, assicurare asili nido e servizi comunali di qualità, sostenere il diritto allo studio e al lavoro sono le priorità che noi indichiamo.
Lo invitiamo a riprendere un percorso che, mettendo in secondo piano gli interessi legati al mattone, porti ad alleviare le conseguenze della crisi economica che, aggravandosi ogni giorno di più, diventa anche crisi sociale.
Il segretario del circolo PRC di Foggia “Che Guevara”F. Giorgio Cislaghi
FOGGIA – «Piazza Pulita», al via gli interrogatori
Si parte con Federico Trisciuoglio, boss della «Società» - Giovedì sarà sentito Aimola, ex presidente di Amica

Elio Aimola
Al via oggi gli interrogatori delle 9 persone coinvolte nel blitz della polizia denominato «Piazza Pulita» che avrebbe scoperto delle infiltrazioni mafiose nell’Amica, l’azienda di igiene urbana di Foggia e in alcune cooperative ad essa collegate.
I primi ad essere interrogati dovrebbero essere Federico Trisciuoglio e suo figlio Giuseppe accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Federico Trisciuoglio, esponente di spicco della mafia foggiana, la «Società», avrebbe fatto «pressioni» sui vertici dell’Amica affinché fosse garantito lo stipendio al figlio nonostante si fosse assentato più volte; per queste assenze aveva ricevuto anche numerosi «richiami».
Gli interrogatori si svolgeranno per rogatoria: il gip del tribunale di Bari, Giovanni Anglana, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare, nominerà un collega di Foggia per interrogare gli arrestati.
Ecco perché non si esclude che, la maggior parte degli indagati possa fare scena mura non rispondendo alle domande del magistrato. Giovedì, invece, dovrebbe essere interrogato Elio Aimola, ex presidente dell’Amica, accusato di corruzione. Per gli investigatori Aimola avrebbe favorito una cooperativa in cambio di favori, anche economici.
Luca Pernice da Corriere del Mezzogiorno/Foggia
Condividi in FacebookFoggia – «Piazza Pulita», al via gli interrogatori
Si parte con Federico Trisciuoglio, boss della «Società». Giovedì sarà sentito Aimola, ex presidente di Amica
Al via oggi gli interrogatori delle 9 persone coinvolte nel blitz della polizia denominato «Piazza Pulita» che avrebbe scoperto delle infiltrazioni mafiose nell’Amica, l’azienda di igiene urbana di Foggia e in alcune cooperative ad essa collegate.
I primi ad essere interrogati dovrebbero essere Federico Trisciuoglio e suo figlio Giuseppe accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Federico Trisciuoglio, esponente di spicco della mafia foggiana, la «Società», avrebbe fatto «pressioni» sui vertici dell’Amica affinché fosse garantito lo stipendio al figlio nonostante si fosse assentato più volte; per queste assenze aveva ricevuto anche numerosi «richiami».
Gli interrogatori si svolgeranno per rogatoria: il gip del tribunale di Bari, Giovanni Anglana, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare, nominerà un collega di Foggia per interrogare gli arrestati. Ecco perché non si esclude che, la maggior parte degli indagati possa fare scena mura non rispondendo alle domande del magistrato. Giovedì, invece, dovrebbe essere interrogato Elio Aimola, ex presidente dell’Amica, accusato di corruzione. Per gli investigatori Aimola avrebbe favorito una cooperativa in cambio di favori, anche economici.
Luca Pernice da Corriere Mezzogiorno
Condividi in Facebook«Foggia deve uscire dalle fogne»
Il discorso di Pasqua nel santuario dell’Incoronata
«I cittadini non devono lasciar fare agli altri»
Foggia deve uscire delle fogne in cui è caduta e noi foggiani dobbiamo aiutarla».
Il monito alla città ma, soprattutto, ai foggiani questa volta arriva direttamente dalla Chiesa. Nel corso della messa di domenica di Pasqua in un santuario dell’Incoronata gremito di fedeli don Gernaldo Conti, già direttore dell’istituto religioso dedicato alla Madonna nera, nella sua omelia, ha lanciato un monito alla città e ai foggiani.
«Foggia – ha detto il prete – è una città che boccheggia. È una città finita nelle fogne e noi cittadini, noi foggiani dobbiamo aiutarla ad uscire da queste fogne».
Una esortazione che arriva all’indomani del blitz della polizia che avrebbe scoperto delle infiltrazioni mafiose nell’Amica l’azienda di igiene urbana di Foggia. Forse non c’è alcun collegamento tra l’operazione della polizia e l’omelia di don Gernaldo ma, mentre il sacerdote parlava, tra le volte del santuario è riecheggiato un applauso partito spontaneo, durato alcuni minuti. «I cittadini – ha ribadito ancora il sacerdote – non devono lasciar fare agli altri».
Luca Pernice da Corriere Mezzogiorno
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da foggbook Satira foggiana
Condividi in FacebookFOGGIA – Sui parcheggi di Foggia gestione occulta dei clan
Scandalo Amica, il day after, affiorano nuovi particolari dall’inchiesta di dda e procura di Foggia sui pericoli di infiltrazione mafiosa nell’azienda ex municipalizzata della nettezza urbana. I soldi incassati dalla coop incaricata dal Comune della gestione dei parcheggi finivano nelle casse del clan Moretti-Pellegrino, si parla di 25mila euro al mese.
È quanto sostengono poliziotti, pm e gip nell’operazione «Piazza pulita» in relazione al filone dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Ciro Imperio, di 45 anni (piantonato in ospedale perchè malato) e dell’amico Ernesto Gatta di 38 anni, finito in carcere. Sono accusati di estorsione ai danni dell’ex presidente della coop «Centesimus annus» perchè lo avrebbero costretto, dal gennaio 2007 al marzo 2008, a versare a loro ed al clan la maggior parte degli incassi mensili del servizio parcheggio, con l’aggravante del metodo mafioso e di aver agevolato il gruppo Moretti/Pellegrino, al quale sono ritenuti affiliati.
Ecco cosa raccontò a investigatori e pm nel luglio 2010 il presidente della coop finita nel mirino della mafia.Saranno interrogati a partire da martedì i 9 foggiani arrestati l’altra mattina nel blitz «Piazza pulita» di squadra mobile e colleghi della sezione di pg del Tribunale, su ordinanze firmate dal gip di Bari Giovanni Anglana chieste dal pm della Dda Giuseppe Gatti e dal collega Antonio Laronga della Procura di Foggia.
Il gip ha disposto il carcere per 5 indagati, gli arresti domiciliari per altri 2, e per altri due indagati (già ai domiciliari per altre vicende processuali) il piantonamento in ospedale considerate le condizioni di salute, in attesa che gli esami medici chiariscano le patologie di cui sono affetti.
Ecco chi sono gli arrestati e le accuse contestate nei tre filoni dell’inchiesta: Federico Trisciuoglio, 59 anni, boss mafioso già detenuto ai domiciliari, trasferito in ospedale e piantonato; il figlio Giuseppe di 35 anni (carcere); i fratelli Alessandro e Mario Lanza di 33 e 30 anni, per i quali è stato disposto il carcere; Ernesto Gatta, 38 anni (carcere); Gaetano Iammarino, 48 anni, (carcere); Ciro Imperio, 44 anni, già ai domiciliari per altra causa, trasferito in ospedale e piantonato. Disposti infine gli arresti domiciliari per Elio Aimola , 58 anni, ex presidente dell’Amica; e Giacomo Iammarino, 43 anni, fratello di Gaetano.
«Trisciuoglio Giuseppe rappresenta tra le persone reclutate in “Amica spa” la massima espressione di infiltrazione malavitosa all’interno di una società partecipata al 100% con capitale pubblico comunale. E’ il figlio del noto capo-clan foggiano Federico».
Va letta l’informativa degli agenti della sezione criminalità organizzata della squadra mobile foggiana per capire come una persona assunta dall’azienda per la raccolta dei rifiuti abbia potuto prendere per 6 anni lo stipendio senza lavorare, a sentire la campana dell’accusa, grazie ad un clima di paura e di scaricarabile.
Intanto in città nessuna reazione da parte dei partiti. Un assordante silenzio fatta eccezione per il sindaco che, come è noto, ha annunciato di volersi costutuire parte civile come amministrazione comunale.
da La Gazzetta Del Mezzogiorno
FOGGIA – «Foggia troppo condizionata – Ai livelli di Napoli e Caserta»
«Il nome che abbiamo dato all’operazione («Piazza pulita», ndr) non è affatto casuale. Tutte le volte che sono venuto qui, ho sempre trovato la città un po’ sporca e malandata. Evidentemente non poteva essere altrimenti.
Diciamo che “Piazza pulita” è un auspicio, o meglio una speranza.
I risvolti sociali di questa vicenda dovete valutarli voi, ma i danni arrecati alla comunità sono enormi.
Io non sono un foggiano ma questa città ho l’impressione che sia fortemente condizionata».
Come si dice? Una città osservata da uno “straniero” appare paradossalmente in maniera più limpida, apparentemente senza censure e soprattutto senza infingimenti. E così dev’essere apparsa Foggia al capo della Procura di Bari Antonio Laudati, voce più attesa alla conferenza stampa a margine dell’operazione «Piazza pulita» tenuta ieri mattina presso la Procura di Foggia.
Proprio da Laudati, uno “straniero”, sono arrivate parole pesantissime a commento di quella che già è stata ribattezzata come un’operazione da bombola di ossigeno. «Dal punto di visto giuridico un grande risultato – ha silurato Laudati – ma non so se si può dire lo stesso dal punto di vista sociale, perché è chiaro che questa comunità ha pagato un prezzo altissimo». Ed ancora, la pietra tombale su ogni residuo dubbio. «Infiltrazioni mafiose così profonde e radicate si erano registrate solo a Napoli e Caserta, ora a Foggia.
Che delle persone intervengano per il controllo, la gestione, l’eventuale erogazione e l’altrettanto probabile interruzione del servizio di nettezza urbana restituisce un quadro tipicamente mafioso».
E difatti Laudati è intervenuto alla conferenza stampa in qualità di procuratore capo della Direzione distrettuale antimafia, rappresentando ad un solo tempo l’efficacia e la preoccupazione dello Stato.
Oltre a lui all’incontro erano presenti anche il capo della Procura di Foggia Vincenzo Russo, i magistrati Antonio Laronga e Giuseppe Gatti, il dirigente della Squadra mobile di Foggia Alfredo Fabbrocini e il questore Maria Rosaria Maiorino. Di quest’ultima un’altra considerazione, sempre a margine dell’inchiesta, che dovrebbe far riflettere.
«Il degrado della città era sotto gli occhi di tutti, non dico che adesso le cose dovrebbero improvvisamente migliorare da un’ora all’altra.
Dico che, quando c’è un sistema criminale che impedisce di espletare un servizio indispensabile come la raccolta dei rifiuti, le conseguenze sono riscontranbili da tutti. La città deve avere più fiducia, le istituzioni ci sono e fanno fino in fondo il proprio dovere».
Ma a restituire un senso, anche fisico, di come la delinquenza aveva “penetrato” i meccanismi dell’Amica SpA, è stato soprattutto il racconto del pm Giuseppe Gatti: nuovamente sbigottito al momento di illustrarlo pubblicamente. «Qualcuno ha provato ad alzare la testa, quindi a segnalare questi abusi e soprattutto queste anomalie – ha spiegato il magistrato della Direzione distrettuale antimafia nel corso del suo intervento – ma immediatamente è intervenuta la forza, l’arroganza. La mafia. Un giorno un’auto, con dentro alcuni personaggi chiave di questa inchiesta (arrestati ieri; ndr), ha violato ogni tipo di controllo all’interno dell’azienda, ha sfondato il parapetto davanti alla palazzina, queste persone sono entrare ai piani dirigenziali dell’azienda, naturalmente senza che nessuno li fermasse, quindi nell’ufficio dove si trovava la persona che aveva tentato di segnalarne gli abusi (nella fattispecie la regolare corresponsione dello stipendio di Giuseppe Trisciuoglio, senza che si recasse al lavoro; ndr) facendole capire che era meglio cambiare atteggiamento.
Questi sono metodi mafiosi, sono tipici atteggiamenti degli uomini di mafia.
Che in azienda, molto probabilmente, tutti conoscevano. Ma venivano tollerati solo per paura».
Sul piano amministrativo, invece, è stato il pm Antonio Laronga a illustrare quella che – un po’ ironicamente, sempre durante la conferenza stampa – è stata salutata come una specie di assegnazione all’incanto.
«Il passaggio di consegne, tra le cooperative specializzate, apppre uno dei vizi più clamorosi della gestione Aimola (ex presidente dell’Amica, da ieri agli arresti domiciliari appunto per effetto dell’operazione «Piazza pulita»; ndr). Dalla Gabbiano verde alla Coop Borgo, quindi alla Coop Oes fino all’assegnazione alla Coop Fiore, che avviene diversi giorni prima della scadenza del contratto della cooperativa precedente.
Così, sulla fiducia – ironizza Laronga – per giunta senza che la cooperativa in oggetto avesse i requisiti per assumere l’incarico conferitole dall’Amica SpA». E ne sono talmente al corrente alla Coop Fiore che, mentre l’incarico gli viene conferito, al suo interno si «dànno da fare – aggiunge Laronga – per ottenere le certificazioni mancanti».
Una fotografia impietosa, quella emersa ieri mattina in Procura.
Una immagine da stilizzare e semmai conservare, poiché racconta molto – non tutto, sia chiaro – di una città che da mesi va a letto con i rifiuti sotto casa e si alza coi rifiuti che sono ancora là.
A Foggia da mesi circolava una terribile freddura, evidentemente – cioè alla luce dei fatti – partorita da bene informati. E la freddura diceva che «la spazzatura rimaneva a terra poiché le persone preposte alla raccolta non potevano più farlo, tutte promosse (in particolare le 45 promozioni contestate da Procura di Foggia e Dda di Bari; ndr) e quindi non adatte a un lavoro così umile».
Questa freddura, molto probabilmente, è destinata a entrare nei costumi e nel linguaggio comune della città, visto quel che è successo.
E visto che anche il capo della Procura di Foggia, Vincenzo Russo, ha sentenziato «come quando non vogliono farmi fare una cosa, dicendomi che sono troppo preparato per occuparmene».
Ecco, la speranza è che Foggia venga al più presto inondata da onesti ignoranti orgogliosi del proprio lavoro, visto che la classe dirigente appare troppo colta per occuparsi di tutto.
Davide Grittani da La Gazzetta del Mezzogiorno
Condividi in FacebookFOGGIA . Piazza Pulita: Fiore Service avrebbe pagato funerali del padre di Aimola“

Elio Aimola
Il questore di Foggia Maria Rosaria Maiorino ha lodato “l’alto profilo delle indagini in una provincia mortificata da infiltrazioni mafiose”.
Soggetti non andavano a lavoravano ma percepivano lo stipendio
Denaro, favori, tra i quali anche il pagamento dei funerali del padre da parte della cooperativa Fiore Service: è questo quello che avrebbe ricevuto l’ex presidente della ‘Amica’, Elio Aimola, arrestato insieme ad altre otto persone, tutte esponenti della malavita foggiana, nell’ambito dell’inchiesta su una lunga serie di estorsioni ai danni del Comune di Foggia, della stessa ‘Amica’, la ditta municipalizzata di raccolta dei rifiuti solidi urbani in città, e della cooperativa ‘Centesimus Annus” delegata dall’amministrazione comunale alla gestione del verde pubblico e dei parcheggi nel capoluogo dauno.
Aimola dovrà rispondere di corruzione propria aggravata; gli altri di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il questore di Foggia Maria Rosaria Maiorino ha lodato “l’alto profilo delle indagini in una provincia mortificata da infiltrazioni mafiose”. Secondo i pm Giuseppe Gatti e Antonio Laronga che hanno chiesto gli arresti, “molte delle estorsioni messe in atto sono legate a soggetti che non andavano a lavorare e prendevano lo stipendio. In situazione normale questa sarebbe truffa.
Qui il meccanismo è completamente opposto: si voleva far vedere da parte di determinati soggetti che non si lavorava e che ciò nonostante si prendeva lo stipendio”. La criminalità organizzata, cioè, voleva dare, attraverso il meccanismo messo in atto, un chiaro messaggio ad una intera comunità: ‘noi ci siamo, noi comandiamo’.
da Foggiatoday
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FOGGIA – : Il PRC ringrazia Polizia e DDA di Bari
Il circolo Che Guevara – Rifondazione Comunista di Foggia, esprime i ringraziamenti per l’azione svolta alle forze di polizia di Foggia e dai magistrati della DDA. di Bari che hanno portato alla luce interessi innominabili nell’azienda partecipata AMICA.
I segnali che interessi poco chiari si erano insinuati nell’azienda comunale li avevamo più volte messi in evidenza denunciando come alla soluzione di una emergenza seguisse una nuova emergenza rifiuti, senza soluzione di continuità.
Più volte, inascoltati, abbiamo chiesto che l’amministrazione comunale rendesse pubbliche le date sia delle assunzioni del personale di AMICA che degli avanzamenti di carriera, indicando nell’esubero di forza lavoro la causa primaria del dissesto dell’azienda.
Purtroppo ora costatiamo che avevamo ragioni da vendere nel fare quelle richieste, rimaste inevase, e risultano puerili e omertose le scuse accampate di chi dirige la commissione del consiglio comunale che deve accertare le cause del buco di bilancio del comune.
Segnali positivi, di cambiamento, ci sono arrivati negli ultimi giorni con la firma del piano per il ritiro degli elettrodomestici, i R.A.E.E, e con un nuovo spirito di collaborazione che si sta instaurando tra l’amministrazione comunale e la dirigenza di AMICA che, auspichiamo, superate le polemiche (anche da parte nostra) porti alla ripulitura delle aree verdi urbane.
Segnali positivi che sono rafforzati anche dalle dichiarazioni del sindaco Mongelli e del consulente Raphael Rossi che intendono impegnare l’amministrazione comunale nel risanamento di AMICA riportando il costo del servizio entro i limiti stabiliti dal contratto di servizio in essere (cioè senza che vi sia un aumento dalla TARSU, ora IMU) tutelando, contemporaneamente, i livelli occupazionali.
Siamo convinti che la trasparenza dell’azione amministrativa oggi sia la condizione base per ridare fiducia alla cittadinanza, che l’attivazione di istanze che permettano la democrazia partecipata, come i forum tematici previsti nelle linee programmatiche della nuova giunta comunale, non siano più rinviabili perché solo con la trasparenza e la pubblicità degli atti di governo, con il sostegno della popolazione, può crescere nella comunità la ribellione ai soprusi che rende più efficace l’azione di contrasto alla camorra locale.
per il direttivo del circolo PRC di Foggia “Che Guevara”
Il segretario
F. Giorgio Cislaghi
Foggia – Coop verdi, trovati i soldi per gli stipendi.Il Consiglio approva all’unanimità
Saranno pagati i lavoratori: sborsati 789mila euro . Tra cinque giorni sarà già versato un acconto
Un recente Consiglio comunale (foto Cautillo)

Il Consiglio comunale graverà i foggiani di un nuovo debito fuori bilancio: 789mila euro.
È stata approvata all’unanimità (24 voti di cui 20 del centrosinistra e 4 del centrodestra, assente il Pdl) durante il Consiglio di questa mattina la delibera con la quale pagheranno a rate gli stipendi dei 200 dipendenti delle Coop del verde.
Un credito maturato da ottobre 2011 a gennaio tra le coop e Amica, finito nella massa fallimentare quando è stato dichiarato il fallimento.
Dopo mesi di proteste a Palazzo di città, minacce al sindaco, a consiglieri e assessori, dopo aver impedito il 23 febbraio che si svolgesse la seduta del Consiglio, i lavoratori del verde e i tre presidenti hanno ottenuto quel che volevano: far accollare al Comune il debito di Amica.
La delibera ha avuto una corsia preferenziale: lunedì il giudice delegato del fallimento ha risposto positivamente al Comune rispetto alla possibilità di accollarsi il debito; immediatamente sono state fatte riunioni tecniche, due giorni fa il presidente del Consiglio comunale, Raffaele Piemontese ha convocato la seduta per questa mattina.
Nella delibera si scrive genericamente che le risorse saranno iscritte nel nuovo bilancio di previsione.
Stando alle indiscrezioni del Palazzo tra cinque giorni sarà versato un acconto.
Si chiama fuori dalla mischia il consigliere comunale di Sel Leonardo De Santis che aveva già abbandonato l’aula il 23 febbraio. «È la prima volta che diserterò la seduta – scrive in una nota – in un Comune come il nostro, dove l’amministrazione si trova a gestire una situazione economica e finanziaria ereditata, da pre-dissesto, vi sono migliaia di posizioni di credito legittime d’imprenditori, cooperative, singoli cittadini, lavoratori che meritano una risoluzione tempestiva e non si può accettare che per questi problemi prevalga la legge del più forte».
De Santis sottolinea che i lavoratori hanno diritto ad avere ciò che gli spetta ma non condivide il metodo utilizzato.
Ha investito il prefetto e il ministro dell’Interno per quanto accaduto nelle ultime sedute del Consiglio, addebitando anche al presidente «precise responsabilità» per come si sono svolte le sedute. «Sono consapevole che in una città dove non è netta la divisione tra ciò che è legale e ciò che non lo è, che una posizione del genere potrebbe generare ripercussioni sull’incolumità personale», conclude il consigliere di Sel.
Antonella Caruso da Corriere del Mezzogiorno
Condividi in FacebookFOGGIA – Inchiesta Amica SpA, Mongelli: “Nessuna relazione del Comune con i soggetti coinvolti; l’Amministrazione si costituirà parte civile in giudizio”
“La magistratura, non da oggi, ha tutta la nostra fiducia ed attendiamo di conoscere gli esiti dell’attività investigativa su una vicenda così inquietante”. Lo afferma il sindaco Gianni Mongelli a commento degli arresti eseguiti su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.
“Ritengo opportuno precisare che l’Amministrazione comunale non ha mai avuto alcuna relazione giuridica con la cooperativa le cui attività sono al centro delle indagini – continua Mongelli – e che la stessa non fornisce più alcuna prestazione ad Amica SpA da oltre 2 anni; così come l’ex presidente del CdA è stato sostituito nel febbraio del 2010.
La necessità di attivare un’azione profonda e rigorosa di riorganizzazione e risanamento delle aziende comunali, in particolare dell’Amica, trova nelle indagini della DDA un ulteriore riscontro, e ciò vale tanto per quanto fatto che per quanto sarà ancora necessario fare.
A nome dell’intera Amministrazione comunale esprimo piena solidarietà ai dipendenti della società che hanno subito minacce e pressioni – conclude il sindaco – e annuncio fin d’ora che il Comune si costituirà parte civile in giudizio a tutela del buon nome e degli interessi della comunità foggiana”.
Ufficio Stampa Citta’ di Foggia – Staff Sindaco – Ufficio Comunicazione/Sindaco
Condividi in FacebookFOGGIA – Il Consiglio ratifica all’unanimità la transazione tra Comune e coop del verde
Circa 790.000 euro lo stanziamento per l’ultimo trimestre 2011
Il Consiglio comunale ha approvato la delibera con cui si riconosce la legittimità del debito fuori bilancio riveniente dall’spletamento del servizio di manutenzione del verde pubblico.
Il voto favorevole è stato unanime da parte dei consiglieri presenti in Aula, della maggioranza (PD, PS, MeP, UdCap, Socialismo Dauno, Lista Mongelli, Lista Lambresa, Indipendenti) e della minoranza (la Destra, Foggia prima di tutto, Prima Foggia e Ppdt).
La somma stanziata dall’Amministrazione comunale ammonta a 789.077,37 euro ed è relativa ad ottobre, 1-9 novembre e dicembre 2011. A beneficiarne le cooperative ed i consorzi di cooperative Union Coop, Eurocoop e Social Service, che riceveranno la prima tranche entro 5 giorni.
“Sottoscritta la transazione e ratificato il debito fuori bilancio in Consiglio comunale, nessun’altra somma potrà essere riconosciuta dall’Amministrazione comunale – ha specificato in Aula il sindaco Gianni Mongelli – che non aveva relazioni giuridiche con le cooperative del verde ed ha onorato per intero il contratto di servizio con Amica SpA”.
Nel suo intervento conclusivo, Mongelli ha espresso solidarietà a “chiunque abbia subito gli effetti di comportamenti inaccettabili che hanno travalicato la legittima rivendicazione dei propri diritti”, ed ha rivendicato “la natura politica di un atto di responsabilità e di governo”.
“Ora è nostro dovere enunciare la programmazione di rilancio dell’azione amministrativa – ha affermato il sindaco – con cui dare un senso ai sacrifici chiesti e alle scelte difficili compiute”.
La ripresa integrale della seduta del Consiglio comunale sarà disponibile sul sito internet istituzionale del Comune di Foggia (www.comune.foggia.it) a partire da domani.
Ufficio Stampa Citta’ di Foggia – Staff Sindaco – Ufficio Comunicazione/Presidenza del Consiglio Comunale
Condividi in FacebookFOGGIA – Verde pubblico, Russo scrive all’AMICA per coordinare le attività
L’assessore all’Ambiente: «Necessario pulire le aree prima della tosatura»
Un cronoprogramma degli interventi di rimozione dei rifiuti delle aree verdi «affinché, immediatamente dopo, possa essere, in maniera coordinata, effettuato l’intervento di tosatura dei prati».
È la richiesta contenuta in una nota dell’assessore all’Ambiente e all’Energia, Pasquale Russo, trasmessa ieri alla curatrice fallimentare di AMICA SpA.
La comunicazione, sottoscritta anche dal Dirigente del Servizio, Paolo Affatato, è corredata da una serie di fotografie, frutto dei sopralluoghi svolti mercoledì 4 aprile scorso dal personale tecnico comunale e da due vigili della Polizia Municipale, nelle quali appare evidente che l’operazione di sfalcio con macchine a lame rotanti non può essere eseguita «in presenza di vetro, plastica e detriti diversi».
«Auspico che possa consolidarsi una sinergia stretta – ha commentato Russo – allo scopo di attrezzare le risposte più efficienti alla domanda dei cittadini e alla necessità di rendere i giardini fruibili».
Ufficio Stampa Citta’ di Foggia – Staff Sindaco – Ufficio Comunicazione/Assessorato all’Ambiente e Energia
Condividi in FacebookFOGGIA – Mafia, arresti a Foggia coinvolto ex presidente azienda raccolta rifiuti
Gli agenti della squadra mobile hanno arrestato l’ex presidente dell’azienda ‘Amicà di Foggia che si occupa della raccolta dei rifiuti, Elio Aimola, e altre otto persone, ritenute personaggi di spicco della criminalità foggiana: dovranno rispondere di estorsione aggravata dal metodo mafioso, tranne Aimola, che dovrà rispondere di falso aggravato dalla modalità mafiosa.
Le indagini riguardano presunte infiltrazioni mafiose che gli investigatori avrebbero accertato nei servizi esterni gestiti dall’azienda ‘Amicà.
Gli arresti sono stati eseguiti sulla base di ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dalla Dda di Bari su richiesta dei pm Giuseppe Gatti e Antonio Laronga.
Particolari sull’operazione saranno resi noti in una conferenza stampa che si terrà in procura alle 11,30 e alla quale parteciperanno i pm e il procuratore della Repubblica, Antonio Laudati.
Aimola è stato presidente dell’azienda ‘Amicà dal giugno 2007 al gennaio 2010. Tre i filoni d’inchiesta sui quali hanno lavorato i pm, uno dei quali riguarda le estorsioni.
Gli altri otto arrestati sono Federico Trisciuoglio, considerato dagli investigatori a capo dell’omonimo clan locale, il figlio Federico, che lavorava alla ‘Amicà, i fratelli Mario e Alessandro Lanza, Ernesto Gatta, i fratelli Giacomo e Gaetano iammarino e Ciro Imperio.
da La Gazzetta del Mezzogiorno
Condividi in FacebookFoggia – L’ombra della mafia sull’azienda rifiuti tra i 9 arrestati l’ex presidente Aimola
Le indagini sulle infiltrazioni mafiose nei servizi esterni dell’Amica.
Arrestate altre otto persone, ritenute personaggi di spicco della criminalità foggiana: dovranno rispondere di estorsione aggravata con metodo mafioso

Tra gli altri coinvolti ci sono anche Federico Trisciuoglio, a capo del clan Triscuoglio-Prencipe ed alcuni personaggi vicini alla mala locale, accusati di estorsione.
I particolari verranno resi noti in tarda mattinata.
Amica è nel mirino della procura da tempo: a febbraio l’ultimo blitz, messo a segno dalla guardia di finanza, che acquisirono le ordinanze del servizio di gestione dei rifiuti affidato all’ex municipalizzata foggiana, ma anche il contratto di esercizio provvisorio e il decreto di fallimento dell’azienda.
Fu acquisita anche la documentazione amministrativa relativa agli ultimi 18 mesi di attività dell’ente di corso del mezzogiorno, adesso in mano a Mirna Rabasco, curatrice fallimentare.
Tre persone sono state oggetto di un’iscrizione generalizzata, un atto preliminare a quello dell’iscrizione vera e propria nel registro degli indagati. Si tratta del sindaco di Foggia Gianni Mongelli, dell’assessore all’ambiente Pasquale Russo e del dirigente del Comune Paolo Affatato.
L’attività investigativa è condotta dal procuratore capo di Foggia Vincenzo Russo e dai sostituti Domenico Minardi e Antonio Laronga.
Intanto la città è ancora una volta sommersa dai rifiuti, soprattutto nei rioni periferici e vicino alle scuole del rione Martucci.
L’immondizia cresce in maniera esponenziale e resta in balia di topi e cani randagi. Il 16 febbraio prossimo è previsto un tavolo tecnico che deciderà del futuro di Amica con il supermanager Raphael Rossi, ma alla luce di questa nuova indagine qualcosa potrebbe cambiare.
C’è, inoltre, il problema delle cooperative del verde, dal 18 gennaio scorso senza contratto e tornate a presidiare il Comune per reclamare gli stipendi arretrati. Entro aprile il servizio andrà a gara.
PIERO RUSSO da Repubblica
Condividi in FacebookFoggia, arrestato ex presidente Amica
La squadra mobile ferma in totale nove persone
Ci sono anche esponenti della criminalità organizzata

Elio Aimola
Avrebbero messo a segno estorsioni ai danni dell’Amica, la fallita società foggiana di nettezza urbana, e di alcune cooperative ricadenti nell’orbita del Comune di Foggia. Con questa accusa – aggravata dal «metodo mafioso»- la squadra mobile di Foggia ha arrestato 9 persone, tra cui l’ex presidente di Amica, Elio Aimola, accusato di falso. L’inchiesta riguarda diversi filoni: uno relativo alle estorsioni alla Amica, che sarebbero state messe a segno da alcuni coinvolti nell’indagine per essere assunti; l’altro filone riguarda delle estorsioni ad una cooperativa e il terzo degli appalti per l’affidamento di alcuni lavori.
MALAVITA - Tra i destinatari del provvedimento restrittivo anche elementi di spicco della criminalità organizzata foggiana, tra cui Federico Strisciuoglio, ritenuto a capo dell’omonimo clan della Società (la mafia foggiana), il figlio, i fratelli Mario e Alessandro Lanza, Ernesto Gatta, i fratelli Giacomo e Gaetano iammarino e Ciro Imperio. Le indagini sono state coordinate dai sostituti procuratori Antonio Laronga e Giuseppe Gatti. I dettagli del blitz nella conferenza stampa convocata alle 11.30 negli uffici della procura di Foggia, alla quale parteciperanno i pm e il procuratore della Repubblica, Antonio Laudati.
Luca Pernice da Corriere Mezzogiorno
Condividi in FacebookFoggia: operazione Polizia, 9 arresti per estorsione
La Polizia di Stato di Foggia e la Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura di Foggia stanno eseguendo 9 provvedimenti restrittivi a carico di altrettante persone ritenute responsabili di estorsione continuata commessa con l’aggravante di aver agito con metodologie mafiose.
Il provvedimento cautelare – spiega una nota della polizia -, e’ relativo alla perpetrazione di estorsioni prolungate nel tempo e compiute ai danni del Comune di Foggia, della ditta di raccolta rifiuti Amica e della cooperativa Centesimus Annus, delegata dall’amministrazione comunale per la gestione del verde pubblico e dei parcheggi nel capoluogo.
Le indagini hanno preso spunto dalla intimidazione posta in essere in danno della Amica spa da parte dei vertici della criminalita’ organizzata foggiana come Federico Trisciuoglio, indiscusso capo dell’omonimo clan, che aveva imposto la permanenza del proprio figlio Giuseppe all’interno dell’azienda predetta.
Gli ispettori e responsabili della ditta temendo per la loro incolumita’ a seguito delle minacce subite, si astenevano dal compiere il proprio dovere evitando di segnalare il continuo assenteismo da parte del Giuseppe.
Ulteriori indagini hanno permesso di far luce sul rapporto instauratosi tra gli amministratori di Amica spa e i soci occulti della cooperativa Fiore Service, di fatto gestita dal punto di vista organizzativo, materiale e decisionale dai fratelli Giacomo e Gaetano Iammarino, pregiudicati contigui alla criminalita’ organizzata foggiana.
I dipendenti della cooperativa Fiore, tra cui i fratelli Mario ed Alessandro Lanza, organici del sodalizio mafioso foggiano Francavilla, utilizzavano i locali, i mezzi ed il personale dell’Amica spa (specie i sorveglianti) per le loro faccende personali, determinando un chiaro ed assoluto quadro di soggezione ed intimidazione generale all’interno dell’Amica spa, soprattutto nel personale ispettivo e di controllo.
La manifestazione della forza criminale ed intimidatrice infiltratasi all’interno della cooperativa Fiore Service emergeva in maniera chiara nel momento in cui i contratti di cottimo fiduciario cessavano per scadenza naturale, con indicazioni contrarie dell’attuale Giunta comunale alla proroga del rapporto contrattuale tra Amica spa e la cooperativa ”FIORE Service”. Questa decisione suscitava una feroce protesta da parte dei lavoratori della cooperativa Fiore Service e dei suoi occulti rappresentanti sfociata nei disordini del 09 e 10 aprile 2010 quando si rendevano responsabili di veri e propri atti di intimidazione con finalita’ estorsiva in danno dell’Amica, bloccando ininterrottamente tutti i siti dell’azienda, sottraendo le chiavi dai mezzi e cagionando cosi’ una situazione di estrema criticita’ igienico-sanitaria per l’accumularsi di immondizia in questo capoluogo.
Il provvedimento restrittivo degli arresti domiciliari e’ stato emesso anche nei confronti dell’ex presidente dell’Amica poiche’ in cambio di favori economici e sfruttando la posizione di vertice, favoriva la cooperativa ”Fiore Service” e i suoi occulti amministratori.
Ulteriori dettagli saranno resi noti nel corso della conferenza stampa che si terra’ alle 11.30 in Procura.
da asca.it
Condividi in FacebookFOGGIA – Organizzata la raccolta e lo smaltimento dei RAEE Conferenza stampa di presentazione del servizio a Palazzo di Città
L’organizzazione e la gestione del sistema di raccolta e smaltimento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) è il tema della conferenza stampa convocata domani, giovedì 5 aprile (ore 10.30), presso l’Aula consiliare di Palazzo di Città.
All’incontro con i giornalisti parteciperanno i rappresentanti dell’Amministrazione comunale, Amica SpA e La Puglia Recupero.
Ufficio Stampa – Città di Foggia – Staff Sindaco – Ufficio Comunicazione
FOGGIA – Amica, Comune sotto assedio: i dipendenti battono cassa
Ottanta lavoratori hanno presidiato Palazzo di Città blindato.
Chiedono il pagamento degli stipendi.
Per il sindaco due le grane: dove trovare i soldi e con che formula giustificare i pagamenti
Nuovo assalto al Palazzo da parte delle cooperative del verde.
Circa un’ottantina i lavoratori che oggi hanno presidiato per l’intera giornata il Comune di Foggia, intralciando e “disturbando” rumorosamente (con fischi e pugni contro le porte) anche la cerimonia del Precetto Pasquale in corso nell’aula consiliare, alla presenza dell’arcivescovo Francesco Pio Tamburrino.
Reclamano gli stipendi arretrati e certezze occupazionali (dopo la risoluzione del contratto con Amica, contestuale al fallimento dell’azienda di igiene urbana).
Solo la scorsa settimana, lo ricordiamo, il consiglio (in una seduta monotematica dedicata) aveva votato all’unanimità una mozione politica che impegnava l’amministrazione comunale a corrispondere “nel giro di 15 giorni il pagamento di almeno due mensilità arretrate e, nel giro di un mese, di un serio programma operativo che tenga conto dei problemi ricollegabili alla cura del verde pubblico”.
Neanche sette giorni, dunque, e gli oltre 150 dipendenti di Unioncoop ed Eurocoop sono tornati a batter cassa in corso Garibaldi. Lunga camera di consiglio per il sindaco Mongelli e il presidente del consiglio comunale, Raffaele Piemontese, in un Comune blindato, presidiato costantemente da Digos, Polizia, Carabinier. e un drappello “potenziato” di Polizia Municipale (circa 18 gli agenti schierati davanti all’aula consiliare).
AMICA: I DIPENDENTI ASSEDIANO IL COMUNE | FOTO GRECO/FOGGIATODAY

La vertenza non è di poco conto: non solo la transazione economica, infatti, dovrà essere il Tribunale fallimentare ad autorizzarla ma tra Comune di Foggia e cooperative non intercorre un rapporto giuridico diretto (che passa invece per Amica), motivo per cui bisognerà trovare la formula legalmente e amministrativamente valida per permettere a Palazzo di Città di trasferire quel denaro ai lavoratori. Non solo.
Il secondo step sarà quello di “rimediarlo” quel denaro: circa 800mila euro, somme importanti, notevoli, quasi proibitive per un Comune in forti difficoltà economiche.
Intanto il verde cittadino langue, parchi e giardini sono ridotti a discariche. La città mostra ormai segni di insofferenza. E c’è chi verga di rosso il proprio lenzuolo: “Basta vivere nell’immondizia – l’appello- vogliamo una città più pulita”. Ed è delle ultime ore il chiarimento del sindaco Mongelli alla curatrice fallimentare di Amica, Mirna Rabasco: la cura del verde è competenza delle cooperative, ma la pulizia delle aree verdi è compito di Amica.“
Giovanna Greco“ da Foggiatoday
Condividi in FacebookNota chiarificatrice del Comune di Foggia alla Curatela fallimentare di Amica SpA
Foggia - Si rimette in allegato la nota a firma del dirigente del Servizio Economico Finanziario e del dirigente del Servizio Avvocatura del Comune di Foggia, indirizzata alla Curatela fallimentare di Amica S.p.A., rappresentata dalla dott.sa Mirna Rabasco e dall’avv. Maria Augusta Dramisino
Di seguito il testo della nota
“La determinazione dirigenziale n. 348 del 19.03.2012, concerne l’affidamento dell’incarico al dott. Belfiore La Caprio in ordine all’attività di consulenza ed attività di assistenza tesa alla ottimizzazione della filiera rifiuti per il territorio del Comune di Foggia.
Tale conferimento di incarico, legittimamente ed opportunamente rientrante nell’esercizio dell’attività discrezionale del Comune di Foggia, non ha alcuna ingerenza con gli organi della procedura concorsuale di fallimento di Amica S.p.A.
Si ritiene che la lettura del conferimento di incarico possa aver ingenerato confusione sulle competenze degli organi del fallimento, ma si ritiene altresì dirimente sul punto l’assoluta indipendenza ed autonomia tra i detti organi e la consulenza affidata al dott. Belfiore La Caprio.
L’attività, affidata al professionista designato, dovrà solo tener conto degli eventuali scenari programmatori all’esito della definizione del fallimento e/o dell’eventuale ammissione all’amministrazione straordinaria senza alcuna posizione di conflitto ma, laddove possibile, condiviso dalla curatela e/o del commissario straordinario, di eventuale supporto alle attività del fallimento nell’assoluto interesse del ceto creditorio
Il Comune di Foggia conferma che ogni sua attività riferita alla gestione dei rifiuti sarà pienamente conforme alla normativa che disciplina il fallimento.
Si ritiene, inoltre, sempre nel rispetto della normativa regolamentatrice delle procedure concorsuali, che la curatela o l’eventuale commissario straordinario, possano interloquire sì da poter convenire strategia di rilancio dell’intera questione rifiuti”
FOGGIA – Il sindaco Gianni Mongelli ordina il divieto di conferimento di rifiuti solidi urbani la domenica e nei giorni festivi
Di seguito, il testo dell’ordinanza sindacale n.28 del 30.03.2012, con la quale il sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, ordina il ordina il divieto di conferimento di rifiuti solidi urbani la domenica e nei giorni festivi
IL SINDACO
PREMESSO che il servizio di gestione e di raccolta dei rifiuti solidi urbani nel territorio del Comune di Foggia viene svolto dall’azienda AMICA s.p.a. in fallimento, con sede legale in Foggia;
RILEVATO che la permanenza dei rifiuti lungo le strade si verifica prevalentemente nei giorni festivi;
CONSIDERATO che è necessario, anche in ragione dell’approssimarsi della stagione estiva e quindi di temperature più elevate, evitare il permanere dei rifiuti sulle strade cittadine, onde evitare il diffondersi di odori molesti;
RILEVATA l’esigenza di evitare disagi di natura igienico‐sanitari pericolosi per la salute pubblica e per l’ambiente, nonché fastidio alla cittadinanza derivante dalla situazione di degrado igienico-ambientale;
RITENUTO che il contenimento dei disagi di cui sopra possa conseguirsi con il divieto del conferimento dei rifiuti da parte della cittadinanza la domenica ed i giorni festivi;
PRESO ATTO della necessità di attuare ogni provvedimento possibile con indifferibile urgenza;
VISTO l’articolo 198 del D.Lgs. 03/04/2006 n. 152 e s.m.i. che attribuisce ai Comuni le competenze in materia di gestione dei rifiuti;
VISTI gli articoli 50 e 54 del Testo Unico degli Enti locali, approvato con D.Lgs. n°267/2000 e successive modifiche ed integrazioni;
VISTI altresì la Legge n. 689/1981 e s.m.i.;
RILEVATA la propria competenza e dato pertanto atto che la situazione in essere impone l’adozione del potere di ordinanza da parte del Sindaco;
Fermi i limiti edittali fissati per le violazioni alle ordinanze sindacali dall’art 7 bis del D.Lgs. n°267 del 18/08/2000, la violazione della presente ordinanza comporta l’applicazione delle sanzioni amministrative di cui al Regolamento Comunale di gestione dei rifiuti di Foggia, di cui alla deliberazione C.C. n°32 del 18/9/2008.
ORDINA
1) È vietato effettuare il conferimento dei rifiuti solidi urbani provenienti da utenze domestiche, attività commerciali, artigianali ed uffici, nei giorni di domenica e negli altri i giorni festivi a decorrere dalla data odierna.
2) E’ vietato l’abbandono incontrollato di rifiuti di qualsiasi genere sul suolo pubblico e privato e di lasciare aperti i cassonetti stradali adibiti al conferimento dei rifiuti.
Della presente ordinanza, non potendosi procedere alla notifica ad personam, è data adeguata pubblicità alla cittadinanza mediante pubblicazione sul sito istituzionale del Comune www.comune.foggia.it e a mezzo stampa.
La Polizia Municipale è incaricata di vigilare sulla esecuzione della presente ordinanza.
La presente ordinanza è trasmessa alla società AMICA S.p.A. in fallimento, Al Prefetto di Foggia, Al Servizio Ecologia della Regione Puglia, al Settore Ambiente della Provincia di Foggia, al Servizio di Igiene e Prevenzione della ASL FG/3.
Avverso il presente provvedimento è ammesso:
- Ricorso gerarchico al Prefetto della Provincia di Foggia, entro 30 giorni dalla pubblicazione all’albo Pretorio;
- Ricorso giurisdizionale al Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia, entro 60 giorni dalla pubblicazione all’albo Pretorio;
Ricorso straordinario al Capo dello Stato, per soli motivi di legittimità, entro 120 giorni dalla pubblicazione all’Albo Pretorio.
Ufficio Stampa Citta’ di Foggia – Staff Sindaco – Ufficio Comunicazione
FOGGIA – Il Comune di Foggia invia una nota alla Curatela fallimentare di Amica SpA per chiarire le posizioni tra l’ente e gli organi della procedura fallimentare
Si rimette in allegato la nota a firma del dirigente del Servizio Economico Finanziario e del dirigente del Servizio Avvocatura del Comune di Foggia, indirizzata alla Curatela fallimentare di Amica S.p.A., rappresentata dalla dott.sa Mirna Rabasco e dall’avv. Maria Augusta Dramisino
Di seguito il testo della nota
“La determinazione dirigenziale n. 348 del 19.03.2012, concerne l’affidamento dell’incarico al dott. Belfiore La Caprio in ordine all’attività di consulenza ed attività di assistenza tesa alla ottimizzazione della filiera rifiuti per il territorio del Comune di Foggia.
Tale conferimento di incarico, legittimamente ed opportunamente rientrante nell’esercizio dell’attività discrezionale del Comune di Foggia, non ha alcuna ingerenza con gli organi della procedura concorsuale di fallimento di Amica S.p.A.
Si ritiene che la lettura del conferimento di incarico possa aver ingenerato confusione sulle competenze degli organi del fallimento, ma si ritiene altresì dirimente sul punto l’assoluta indipendenza ed autonomia tra i detti organi e la consulenza affidata al dott. Belfiore La Caprio.
L’attività, affidata al professionista designato, dovrà solo tener conto degli eventuali scenari programmatori all’esito della definizione del fallimento e/o dell’eventuale ammissione all’amministrazione straordinaria senza alcuna posizione di conflitto ma, laddove possibile, condiviso dalla curatela e/o del commissario straordinario, di eventuale supporto alle attività del fallimento nell’assoluto interesse del ceto creditorio
Il Comune di Foggia conferma che ogni sua attività riferita alla gestione dei rifiuti sarà pienamente conforme alla normativa che disciplina il fallimento.
Si ritiene, inoltre, sempre nel rispetto della normativa regolamentatrice delle procedure concorsuali, che la curatela o l’eventuale commissario straordinario, possano interloquire sì da poter convenire strategia di rilancio dell’intera questione rifiuti”
Ufficio Stampa Citta’ di Foggia – Staff Sindaco – Ufficio Comunicazione/Servizio Economico Finanzario Servizio Avvocatura
FOGGIA – Piazza Padre Pio: il polmone verde coperto da un manto di immondizia
Il degrado prosegue anche dopo la denuncia di Salvatore Valerio.
Un uomo scrolla la testa: “Più in basso di così.
Chi di dovere intervenga. Subito”. “Più che passeggiare, quest’estate dovremo fare la gim-kana tra i rifiuti”

Piazza Padre Pio
Scene da degrado e da…bivacco.
Il viaggio di Foggiatoday tra le aree verdi abbandonate della città fa tappa, ancora una volta, a Piazza Padre Pio, dove i foggiani spendono probabilmente il loro biglietto da visita peggiore: il santo con le stimmate “invaso” dai rifiuti.
Solo qualche giorno fa la denuncia di Salvatore Valerio, presidente del “Laboratorio di evoluzione politica e delle idee”, che segnalava, tra l’altro, la presenza nell’area di un tombino aperto, pericolosissima con l’approssimarsi della bella stagione e la frequentazione del parco da parte di famiglie con bambini.
“E’ vergognoso – tuonava Valerio – peraltro in una piazza dedicata ad un santo. Si aspetta l’incidente per intervenire?”.
Ma le foto raccontano non solo le responsabilità (che pur non mancano) dell’amministrazione comunale o il fermo forzoso delle cooperative del verde (senza contratto dal fallimento di Amica).
Piazza Padre Pio a Foggia: foto degrado


Al contrario: le scene da bivacco fotografate sono il termometro, concreto, dell’incuria e dell’inciviltà dei foggiani: bottiglie di birra, scatole di snacks vari, ciò che resta di feste per bambini, contenitori in plastica del sapone per i piatti e di olio da frittura. E ancora: escrementi di cani, carte, cartone, pezzi di mobili.
La discarica è servita.
A nulla sono valse le proteste dei cittadini del quartiere che, in più occasioni, hanno chiesto l’intervento delle istituzioni.
Né per piazza Padre Pio, vero e proprio polmone verde della città, né per la vicina Piazza De Gasperi.
Ma interventi di pulizia languono un pò in tutte le piccole oasi di cui è disseminata la città.
Il verde in piazza Padre Pio quasi non esiste più, letteralmente coperto da un manto di immondizia.
Degrado Piazza Padre Pio: foto Salvatore Valerio



Una discarica a cielo aperto alla periferia della città, ma allocata in una zona frequentata, soprattutto nei periodi caldi, quando famiglie ed anziani si rifugiano all’ombra del parco per cercare un pò di refrigerio.
“Più che passeggiare, quest’estate dovremo fare la gim-kana tra i rifiuti” commenta sarcastico un residente della zona, che però ammette:
“La colpa è anche nostra, dei cittadini che frequentano l’area scambiandola per discarica” mentre, tutt’intorno, cassonetti e cestini restano vuoti, ad ornamento. Degrado Piazza Padre PioPer non parlare di chi porta il proprio cane a “pascolare” tra le panchine della piazza, senza minimamente preoccuparsi di raccoglierne le deiezioni ma lasciando addirittura che l’animale le lasci a due passi dalla statua di San Pio.
Un uomo scrolla la testa: “Più in basso di così. Chi di dovere intervenga. Subito”
Giovanna Greco da Foggiatoday
Condividi in FacebookConsiglio Comunale del 27/03/2012 sui lavoratori delle cooperative del verde
I lavoratori esasperati al sindaco di Foggia Mongelli…Sei un bugiardo!!
Durante il Consiglio Comunale del 27/03/2012 i lavoratori delle Coop del Verde, a favore dei quali il consigliere Longo ha ingaggiato una dura battaglia con l’Amministrazione Comunale per tutelarne i livelli occupazionali e garantire la prosecuzione del servizio di manutenzione del Verde Pubblico, dopo le ennesime dichiarazioni del Sindaco Mongelli atte solo a rimandare la risoluzione dei loro problemi, si scagliano contro di lui manifestando tutto il loro disappunto e la rabbia accumulata sia per quanto riguarda le diverse mensilità di spettanze non ancora corrisposte, sia per le continue prese in giro del Sindaco nei loro confronti.
da foggiaincomune.it
Condividi in FacebookFOGGIA – Coop verdi, il Comune scrive al giudice – Dubbi sull’ordine del giorno del Consiglio
«L’iter non convince, attenzione alla Corte dei conti» – Politica, l’Udc chiede le dimissioni del sindaco Mongelli

Il Consiglio di Mrtedi' scorso
Una lettera al giudice delegato del fallimento Amica, Roberto Gentile, per chiedere se sia possibile pagare ai lavoratori delle cooperative del verde le due mensilità arretrate di dicembre e gennaio, circa 500mila euro.
La firmerà il sindaco a nome dell’amministrazione e dell’intero Consiglio comunale.
L’ordine del giorno approvato martedì dal Consiglio comunale sotto la pressione e le minacce dei lavoratori, e su iniziativa del consigliere della destra Bruno Longo, ha impegnato l’ente ad intraprendere una strada dai contorni amministrativi poco chiari .
Le cooperative del verde avevano un contratto con Amica e non con il Comune; a che titolo dal bilancio potranno uscire risorse per pagare un credito legittimo ma maturato con un’azienda e non con il Palazzo di città?
Una procedura che potrebbe finire nel mirino della Procura della Corte dei conti oltre che suscitare più di una perplessità nei palazzi della Procura della Repubblica.
Sono questi gli interrogativi che ieri hanno sollevato alcuni assessori, per nulla convinti dell’iter.
E per questo si chiederà al giudice delegato del fallimento di Amica, visto che le somme vantate dalle cooperative del verde fanno parte in questo momento della massa fallimentare, se sia possibile percorrere questa strada.
Resta da chiedersi cosa accadrà se la risposta del giudice non risolverà i dubbi sollevati da più di un assessore e consigliere.
Foggia, tensione al Consiglio comunale
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Fa discutere anche il secondo ordine del giorno, quello con il quale si approverà «entro 30 giorni un adeguato e serio programma operativo che tenga conto dei problemi ricollegabili alla cura del verde pubblico».
Nel testo si sottolinea che le cooperative sociali per la cura del verde hanno rappresentato anche «un veicolo a basso costo per l’accrescimento dei livelli occupazionali locali».
Dichiarazioni smentite dalle relazioni della Corte dei conti: il servizio è costato oltre 3 milioni e mezzo di euro all’anno negli ultimi 5 anni.
Inoltre l’amministrazione Mongelli aveva già preannunciato per il verde pubblico la gara d’appalto.
Si sta facendo marcia indietro, si domandavano ieri alcuni consiglieri comunali?
Altra nota in discussione l’aver inserito nel testo approvato all’unanimità un giudizio politico negativo sull’intera manovra finanziaria portata avanti in questi tre anni da Mongelli.
Chiede le dimissioni del sindaco la segreteria cittadina dell’Udc: «Non avvertiamo minimamente la presenza della nuova giunta, presentata trionfalmente dal primo cittadino come possibile rinascita di Foggia che continua a vivere in un disordine sociale».
Antonella Caruso da Corriere del Mezzogiorno/Foggia
Condividi in FacebookFOGGIA – Amica: la Curatela Fallimentare attacca Mongelli
Il legale: “L’incarico conferito a Belfiore è illegittimo e in opponibile”
Si schiera contro il sindaco Gianni Mongelli la Curatela del Fallimento Amica spa.
Infatti, il legale rappresentante ha indirizzato una lettera al primo cittadino nella quale dichiara che l’atto con il quale quest’ultimo ha conferito l’incarico a Belfiore, professionista individuato per lo svolgimento di attività di assistenza e consulenza tecnico – amministrativa per la predisposizione di un piano di risanamento della fallita Amica spa, è “del tutto illegittimo ed inopponibile alla curatela considerato che sino a quando pende la procedura concorsuale di fallimento tutte le attività riguardanti la società fallita sono di competenza degli organi della procedura secondo quanto dispone la legislazione di riferimento”.
da Daunia News
FOGGIA – Degrado in piazza Libertà, rifiuti ovunque
In pieno centro, sotto gli uffici Asl, giardini non curati Coop, oggi il Consiglio. E su Amica si decide a Bari
Piazza Libertà
Sporca, sporchissima e in uno stato di abbandono. Nel centralissimo corso Roma, sotto le finestre dell’Azienda sanitaria locale, piazza Libertà versa in una condizione di degrado insopportabile per chi la frequenta e per chi si limita solo ad attraversarla.
Oltre alle piante non curate, all’erba che non esiste più, alle panchine semi distrutte, è la sporcizia la cosa che salta di più agli occhi.
Le due grandi aiuole sono coperte da cartacce, rifiuti, escrementi di cani. Probabilmente da settimane la piazza non vede la presenza di un operatore ecologico della società Amica. Chi frequenta quei luoghi non se ne spiega il motivo.
IL CONSIGLIO – E oggi, sia la manutenzione del verde pubblico sia il destino della società Amica saranno al centro di due importanti discussioni che si svolgeranno a 100 chilometri di distanza l’una dall’altra. A Palazzo di città è infatti convocata la seduta del Consiglio comunale chiamata a votare una proposta di delibera, della giunta Mongelli, che prevede l’affidamento temporaneo per due mesi della gestione del verde pubblico. Una gara finanziata con 200mila euro e che dovrebbe dare respiro ai lavoratori delle cooperative del verde senza lavoro da gennaio.
AMICA – A Bari, invece, in sede di Corte d’appello, si discuterà il ricorso del Comune di Foggia contro la decisione del tribunale fallimentare di non ammettere la società Amica all’amministrazione straordinaria.
Al Comune si è affiancato anche il ministero dello Sviluppo Economico che aveva dato sin dall’autunno scorso parere positivo per la procedura straordinaria. Il reclamo di nove pagine del ministero è firmato dal direttore generale Andrea Bianchi che giudica il provvedimento di gennaio del tribunale fallimentare foggiano «carente nell’istruttoria», ravvisa «l’incoerenza tra l’istruttoria e il provvedimento». Se la Corte d’appello accoglierà il ricorso del Comune e del ministero, si interromperà la procedura fallimentare.
LA LETTERA – Intanto fa discutere la lettera aperta ai foggiani del neo assessore comunale Pippo Cavaliere che riprende alcune riflessioni fatte dal Corriere del Mezzogiorno su quanto accaduto al mercato ortofrutticolo, al teatro Mediterraneo e sulla «città distratta».
Cavaliere scrive tra l’altro: «Io andrei ben oltre. Ho sempre avuto la sensazione che la collettività foggiana sia pervasa da un senso di assuefazione, di rassegnazione, e forse anche d’indifferenza, come se fossimo condannati ad un triste destino senza via d’uscita». Una città, aggiunge Cavaliere, per cui è diventata «normalità il teatro chiuso e le aree invase dai rifiuti». Come in piazza Libertà, appunto.
Antonella Caruso da Corriere del Mezzogiorno/Foggia
Condividi in FacebookFOGGIA – Sicurezza sul lavoro, Amica rischia grosso – Gli ispettori danno 30 giorni all’azienda
I verbali dei tecnici della servizio Spesal della Asl -Le visite cominciate dopo la morte di Antonio Di Gennaro

I mezzi della Amica
Un mese per mettersi in regola e per garantire condizioni di sicurezza ai lavoratori della fallita società Amica; altrimenti, prima ancora dei creditori, sarà la Asl di Foggia ad apporre i sigilli all’azienda.
È il contenuto dei verbali di ispezione dello Spesal (il servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro) della Asl Foggia a tenere banco in queste ore, con un vertice in prefettura e un impegno formale dell’amministrazione comunale e della curatela fallimentare a mettersi in regola quanto prima.
Gli ispettori della Asl hanno rilevato violazioni in materia di sicurezza negli impianti, negli uffici, presso le officine.
Molte delle carenze erano note, alcune le avevano denunciate i sindacati nei mesi scorsi.
Altre rischiavano di bloccare i servizi con evidenti e gravi ripercussioni sulla raccolta.
Pericolo che per il momento è stato scongiurato con gli impegni assunti dal Comune con la Asl.
Le ispezioni sono scattate dopo la denuncia dei sindacati all’indomani della morte di Antonio Di Gennaro, dipendente della società deceduto mentre lavorava nella discarica di Passo Breccioso.
Incidente sul quale non si conoscono ancora le risultanze alle quali è approdata l’inchiesta della Procura della Repubblica che è ancora in corso. Ma in questo momento sono gli ispettori dello Spesal a fare più paura ai vertici dell’azienda e, in maniera indotta, all’amministrazione comunale.
Secondo alcune indiscrezioni negli impianti manca la segnaletica e le aree di sicurezza per la movimentazione dei mezzi; vi sono problemi, inoltre, anche per la pavimentazione dell’autoparco; sono stati poi trovati estintori non revisionati negli uffici, prodotti privi di contrassegni.
Carenze igieniche e nel corredo dei lavoratori, l’assenza di un corrimano in una scalinata.
Gli spogliatoi e le docce di corso del Mezzogiorno non era suddivisi tra uomini e donne. Ma per questo la curatela aveva già provveduto, in quanto le lavoratrici utilizzano bagni e spogliatoi della palazzina in via Fratelli Biondi.
Ieri mattina sono partiti alcuni interventi per mettersi in regola. Come raccontavano alcuni autisti, è stata delimitata l’area nel piazzale di manovra. «Questa è la prescrizione dello Spesal per la quale ci vorranno alcune settimane – spiega la curatrice Mirna Rabasco – abbiamo comunque, grazie alle transenne e alla segnaletica che prontamente ci ha messo a disposizione il sindaco, un percorso sicuro per i mezzi in uscita e in entrata. Entro lunedì copriremo le buche e poi si provvederà a rifare l’intera pavimentazione con una gara».
Nel verbale di chiusura dell’ispezione c’erano anche violazioni riguardanti i mezzi rilevate dagli ispettori mesi fa prima del fallimento. Violazioni che sono state già sanate.
È stato anche indispensabile pagare la sanzione amministrativa di 1200 euro.
Antonella Caruso da Corriere del Mezzogiorno/Foggia
Condividi in FacebookFOGGIA – Parco San Felice: da polmone verde a discarica a cielo aperto
Imbrattate ed impiastricciate le giostrine per bambini inaugurate solo due mesi fa.
Quattro pali della luce a terra, muri imbrattati e vetri rotti. Un immenso prato trasformato in una discarica a cielo aperto

Parco San Felice
Torna la primavera.
E con essa le belle giornate e le serate dal clima dolce e mite, che invogliano a stare all’aria aperta e a godere di parchi e giardini. Ma la città si scopre inadeguata, non all’altezza della nuova stagione.
Le aree verdi restano una discarica a cielo aperto, ridotte durante l’inverno a ricettacolo di immondizia, vessate dall’immancabile azione demolitrice dei vandali e dalla mancanza di pulizia e manutenzione da parte di Amica e delle cooperative del verde, in fermo forzoso da oltre due mesi a causa della risoluzione anticipata del contratto con l’azienda comunale di igiene urbana all’indomani del fallimento di Amica.
E certo che con un esercito (cooperative comprese) di quasi 500 uomini Foggia potrebbe (e dovrebbe) godere di un’immagine ben diversa!
Ma così, purtroppo, non è. E lo spettacolo offerto oggi dalla città è la raffigurazione plastica e forse più impietosa delle passate gestioni della cosa pubblica e di una crisi acuta che morde il capoluogo.
Parco San Felice a Foggia: le foto

Emblematica la fotografia di Parco San Felice.
A nulla sono serviti gli appelli dei mesi scorsi.
Il secondo polmone verde della città resta una discarica a cielo aperto: imbrattate ed impiastricciate le giostrine per bambini inaugurate solo due mesi fa, comprate con i soldi dei cittadini e installate dopo un’attesa infinita; uno, due, tre, quattro pali della luce per terra, che giacciono lì da settimane nell’indifferenza totale; l’anfiteatro irriconoscibile, con i muri sfondati e i vetri rotti, usato come alcova notturna (la presenza ovunque di preservativi ne è la conferma); il campetto abbandonato; un immenso prato (verde?) trasformato in una grande discarica a cielo aperto.
Molto amato da quanti amano correre al mattino presto e alla sera da famiglie con bambini, Parco San Felice è lasciato alla completa mercé dei vandali e degli incivili, carente da tempo di interventi da parte degli enti preposti (Comune, Amica).
Eppure con il progetto “Un euro per Parco San Felice” e la successiva (anche se dopo un’attesa infinita) installazione delle giostrine per bambini due mesi fa ci si era illusi che potesse essere giunto il momento buono per restituire un minimo di dignità e decoro all’area verde.
Ad aprile scorso anche la Terza Circoscrizione era tornata ad occuparsi del’area, deliberando una serie di interventi come la sistemazione dei bagni, la piantumazione di alberi e chiedendo alle amministrazioni, provinciale e comunale, di gestire le strutture annesse per fare di Parco San Felice la “Casa delle Associazioni”.
Un progetto del quale, poi, non si è saputo più nulla. Ma le parole, oggi, sono superflue: bastano le immagini
Giovanna Greco da FoggiaToday
Condividi in FacebookFallimento Amica: già pronti gli avvoltoi
Il sindaco di Foggia, ing. Mongelli, con incompetenza e superficialità, ha voluto fortemente il fallimento di Amica spa, procurando danni incalcolabili alla città, per sporcizia ed incuria,e danni incalcolabili ai lavoratori con il licenziamento dei dipendenti Amica, Daunia Ambiente, cooperative del verde, Foggia Servizi ed altro ancora;
Sindaco incompetente
Sulla vicenda la magistratura sta, finalmente, indagando sull’operato del Sindaco, che è sotto inchiesta insieme a Dirigenti e politici, anche perché il Tribunale fallimentare ha giustamente sancito, che il fallimento dell’Amica spa è stato uno scientifico progetto dell’Amministrazione comunale;
Sindaco incapace
Intanto il sindaco Mongelli, mentre licenzia centinaia di persone perché dice che non ha soldi, con arroganza assume, su ordine di Vendola, e a spese della comunità, consulenti da stipendi d’oro (15 mila euro al mese): consulenti che altre città, come Napoli, hanno, invece, scacciato in malo modo, perché spendaccioni ed incompetenti;
Sindaco bugiardo
Mentre, a chiacchiere dice di non voler licenziare nessuno, il Sindaco, avendo paura di esporsi e per mancanza di coraggio, usa il suo consulente dallo stipendio d’oro, per lanciare e sostenere gli imprenditori privati, (si dice un gruppo di mattonari) fatti apparire come l’unica salvezza per Amica spa, ed invece in grado solo di licenziare senza pietà ed aumentare il costo del servizio, pescando ancora una volte nelle tasche dei cittadini;
Sindaco la città e stufa di te e delle tue menzogne
- I cittadini sono stufi di pagare tasse, solo tasse e vedere una città sporca, invivibile;
- I cittadini sono stufi di vederti attento solo in sporchi “affari di famiglia”, con i suoli comunali;
- I cittadini sono stufi di vederti sperperare il pubblico denaro per scopi politici ed elettorali;
- I cittadini classificandoti ultimo sindaco d’Italia ti dicono una sola cosa: dimettiti per restituire dignità e decoro alla città
Dr. BRUNO LONGO
Consigliere Comunale di Opposizione

FOGGIA – Circondano Mongelli – Il sindaco scortato dalla Digos
I lavoratori del verde urlano contro il primo cittadino – Contestano la delibera dell’ultima giunta | Il testo


L'intervento della polizia
Fatto oggetto di minacce, ieri, il sindaco Gianni Mongelli quando in mattinata ha varcato poco prima delle 9 il portone del Comune.
Ad attenderlo c’era, come sempre da molte settimane, un gruppo di lavoratori delle coop del verde.
Uno di loro si è avvicinato al primo cittadino e ha inveito contro di lui cercando di intimidirlo pesantemente.
Successivamente è giunta la Digos e una pattuglia delle volanti.
Nonostante in questi mesi Mongelli abbia sempre dialogato con i dipendenti rimasti senza lavoro dopo il fallimento di Amica, il clima è ogni giorno più pesante anche a causa di alcuni esponenti politici di opposizione che alzerebbero il livello dello scontro con dichiarazioni e affermazioni incaute.
A scatenare la rabbia dei lavoratori, la delibera approvata mercoledì pomeriggio in giunta che garantirà alle cooperative del verde due mesi di lavoro.
Nelle more della gara d’appalto europea per l’assegnazione del servizio di manutenzione del verde pubblico, l’assessore all’Ambiente Pasquale Russo ha predisposto un bando per affidare il servizio di potatura e pulizia dei giardini per due mesi a queste cooperative, sfruttando una norma per alcune categorie di lavoratori.
Dunque la delibera avrebbe dovuto essere salutata positivamente visto che sono settimane che i lavoratori chiedono di tornare in servizio e avere uno stipendio seppur minimo. E invece è esplosa la protesta rabbiosa in quanto 100mila euro al mese, secondo chi protestava, sono troppo pochi.
Come sempre accade i lavoratori inveiscono, poi dopo qualche ora arrivano al Comune i presidenti delle cooperative. Ma sia i lavoratori che i presidenti delle cooperative del verde sapevano da giorni che sarebbe stata quella la cifra stanziata dal Comune.
«Lo sapevano perfettamente che con quel tipo di bando non avremmo mai potuto superare la soglia dei 200mila euro. E che non c’è alternativa. Tanto è vero che per la gestione futura del verde stiamo già predisponendo il bando per la gara europea», sottolinea l’assessore Russo.

Il sindaco ieri mattina
Dopo l’aggressione e l’arrivo della Digos, con i lavoratori si sono fermati a parlare il presidente del Consiglio comunale Raffaele Piemontese e il capogruppo del Psi, Emilio Piarullo.
Poi anche il sindaco Mongelli, scortato dagli uomini della Digos che successivamente lo hanno accompagnato in Prefettura dove era atteso per una riunione sullo smaltimento dei rifiuti di tutti quei Comuni che sversano a Cerignola.
La discarica dove si accumula il biostabilizzato è stracolma.
È stato deciso di autorizzare la sopraelevazione del lotto in funzione, in attesa che sia completato il quinto lotto che dovrebbe essere pronto tra un mese. E sempre in Prefettura si è svolto l’incontro tra la curatela fallimentare di Amica e lo Spesal, il servizio di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro della Asl.
Gli ispettori, giunti in Amica su sollecitazione dei sindacati, hanno verbalizzato una decina di contestazioni e prescritto interventi.
Antonella Caruso da Corriere del Mezzogiorno/Foggia
Condividi in FacebookFOGGIA – Amica, concesso l’esercizio provvisorio
Il giudice del fallimento accoglie la richiesta di Mongelli – Proroga anche per Daunia Ambiente, salvi i lavoratori


I mezzi della Amica
La società per la nettezza urbana Amica non chiuderà i battenti a fine marzo. Il giudice delegato del fallimento, Roberto Gentile, spazzando via ogni più fosca previsione ha autorizzato la proroga dell’esercizio provvisorio sia per Amica che per Daunia Ambiente.
La proroga è però subordinata alla sussistenza di alcune condizioni che dovrà verificare la curatrice fallimentare, Mirna Rabasco: si tratta della copertura finanziaria di qui alla fine dell’anno per garantire il servizio, le spese straordinaria, già preventivate e destinate ai lavori di messa in sicurezza.
La cifra richiesta è quella di 21 milioni e 500mila euro più Iva, ovvero 25 milioni di euro da inserire nel bilancio di previsione 2012 dell’ente. Inoltre la curatrice dovrà garantire che ci siano nell’azienda le condizioni di sicurezza per i dipendenti.
Su questo aspetto la Rabasco si era già mossa all’indomani dell’incendio alla discarica di Passo Breccioso chiedendo ai responsabili dei vari settori di Amica relazioni mirate.
A fronte dell’impegno formale del Comune sulla copertura finanziaria, l’amministrazione comunale per i foggiani potrebbe chiedere la garanzia che il servizio venga espletato, che non si debba convivere con i rifiuti per terra e le strade sporche come da due anni a questa parte.
Il provvedimento del giudice è arrivato sul tavolo del sindaco, Gianni Mongelli nella tarda mattinata di ieri. Il primo cittadino aveva anticipato al magistrato con una lettera la volontà di voler formalizzare la richiesta di proroga per garantire il servizio alla città e il posto di lavoro ai 323 dipendenti.
Gentile ha anticipato la richiesta dando una proroga in conformità per altro con quanto ha stabilito il governo spostando al 31 dicembre l’obbligo per i Comuni di mettere a gara i servizi pubblici con un valore superiore ai 200mila euro.
La proroga dell’esercizio provvisorio garantisce quindi in prima battuta i lavoratori che altrimenti dal primo aprile si sarebbero ritrovati disoccupati di una società dichiarata fallita. Consente però al Comune di lavorare alla costituzione della nuova società con un lasso di tempo meno stretto.
Società dove fa confluire i lavoratori per poi mettere a gara una parte delle quote societarie per l’ingresso dei privati, così come prevede la legge.
Nel frattempo resta da vedere cosa accadrà il 27 marzo, quando si discuterà a Bari il ricorso contro il mancato riconoscimento dell’amministrazione straordinaria, ricorso che vede accanto al Comune anche il ministero per lo Sviluppo economico. E poi l’11 aprile, con l’appello contro la dichiarazione di fallimento.
Antonella Caruso da Corriere del Mezzogiorno
Condividi in FacebookFOGGIA — Il Comune vuole comprare i beni di Daunia Ambiente
Il documento
La società era partecipata al 90 per cento da Amica – Si tratta di un autocompattatore e di una pala meccanica

I lavoratori di Daunia Ambiente
Acquistati, messi all’asta e ora pronti per essere riacquistati da chi aveva già speso soldi pubblici qualche anno fa per comprarli. Succede anche questo nell’intricata vicenda delle società del gruppo Amica fallite e ora nelle mani della curatela fallimentare.
Illuminante la vicenda di un autocompattatore Iveco Magirus e di una pala meccanica modello Terna che facevano parte fino al 2010 del patrimonio di Daunia Ambiente, società partecipata al novanta per cento da Amica e fallita oltre un anno fa.
I due mezzi sono stati messi all’asta il primo ad un prezzo di 30mila euro e la pala meccanica a 5mila euro. Ebbene, all’asta giudiziaria del tribunale di Foggia ha partecipato anche il Comune di Foggia per riacquistare quei due beni che una volta erano di una delle proprie società.
IL COMUNE – Con una determina dirigenziale dell’assessorato all’Ambiente si è dato il via libera alla partecipazione all’asta con questa motivazione: «I beni risultano utili all’espletamento del servizio di raccolta dei rifiuti. Una volta perfezionato il trasferimento di proprietà all’ente potranno essere dati in locazione all’azienda Amica in fallimento per un migliore servizio da offrire alla città».
L’amministrazione comunale oltre un anno fa, quando Amica era in piena emergenza rifiuti, aveva chiesto alla curatela fallimentare di Daunia Ambiente, la stessa che ora ha in mano Amica, di poterli acquistare.
Ma la curatela rappresentata da Mirna Rabasco avrebbe replicato picche in quanto i due mezzi facevano parte della massa di beni del fallimento. Poi autocompattatore e pala sono stati messi all’asta e il Comune li ha riacquistati.
Ora, secondo quanto recita la determina dirigenziale, il Comune li dovrebbe affittare ad Amica.
Antonella Caruso da Corriere del Mezzogiorno/Foggia
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Gli addetti dell’Amica non partecipano all’agitazione – Passo Breccioso, al lavoro l’assessore Agnus Dei
Rifiuti in corso Roma (foto Cautillo)
Ha prevalso il senso di responsabilità nei lavoratori della società Amica che ieri solo in minima parte hanno aderito allo sciopero indetto da Federambiente.
Secondo l’azienda, la partecipazione è stata esigua e dunque non ci sono state ripercussioni sul servizio di raccolta e smaltimento ripreso regolarmente sabato pomeriggio.
Come è noto dal fine settimana i rifiuti biostabilizzati dell’impianto di Passo Breccioso vengono depositati nella discarica di soccorso autorizzata all’esercizio con un’ordinanza urgente del sindaco che al momento resterà in vigore sino al 31 marzo. Tanti i cassonetti che sono stati svuotati nel corso della giornata di ieri, mentre non si sono viste le squadre che raccolgono tutti i sacchetti e l’immondizia che si è accumulata in terra nei giorni scorsi. Strano caso quello di alcune strade, come ad esempio via Capozzi, dove da un lato i cassonetti sono stati svuotati, mentre su quello opposto sono rimasti stracolmi.
Molto sporche le strade centralissime della città, dove anche quando i mezzi passano a raccogliere resta a terra di tutto, indecente la condizione igienica ad esempio in via De Stisi. Ma come questa ce ne sono decine di vie grandi e piccole sporche e sudicie. Non si sa, ad esempio, quando i mezzi interverranno in via Guerrieri: alle spalle dei cassonetti si è formata un enorme discarica.
Il camion in questa strada arriva dopo mezzanotte, svuota i cassonetti ma tutto ciò che è a terra rimane non raccolto. In via Lecce i residenti sostengono di vedere raramente la spazzatrice. Da nord a sud della città sono però le periferie ad aver accumulato più sacchetti lungo i marciapiedi.
Nel frattempo l’assessore ai Lavori pubblici, Matteo Agnus Dei, sta programmando alcuni interventi indispensabili e urgenti alla discarica di Passo Breccioso, quella dell’incendio della scorsa settimana.
È necessario sistemare il secondo settore dove c’è ancora la possibilità, in quanto autorizzati, di poter conferire circa 30 mila metri cubi di rifiuti. Ma prima di poter ritornare con i mezzi è necessario l’eliminazione del percolato in eccedenza. L’assessorato sta provvedendo ad acquistare le pompe per l’aspirazione.
In questi quindici giorni che separano l’amministrazione dalla decisione del giudice fallimentare di concedere o meno la proroga dell’esercizio provvisorio, la maggioranza è impegnata a prepararsi nel caso dal primo aprile Amica non possa più raccogliere e smaltire i rifiuti.
Certo c’è anche da attendere il responso della Corte d’appello sul primo ricorso avverso il mancato via libera alla procedura di amministrazione straordinaria, ma i tempi sono strettissimi.
Il ricorso si discute il 27 e l’esercizio provvisorio scade il 31 marzo.
Antonella Caruso da Corriere del Mezzogiorno/Foggia
FOGGIA – I rifiuti verso discarica di soccorso – Via libera a mezzi Amica dopo sopralluogo
Si potrà utilizzare il primo lotto, Passo Breccioso è chiusa – Oggi nuovo sciopero dei lavoratori della società

Rifiuti nei giorni scorsi a Foggia (foto Cautillo)
Solo dopo mezzogiorno di sabato l’Amica ha ripreso la raccolta dei rifiuti dopo due giorni in cui nelle strade non si sono visti né camion né uomini.
Cinque i mezzi al lavoro: tre side loader e due compattatori a carico posteriore. Una ventina gli uomini impegnati nei mercati rionali.
Gli interventi hanno riguardato diverse zone della città, anche se sono molto poche le strade pulite. Come sempre accade quando la raccolta si blocca per più giorni, ci vorrà almeno una settimana prima che le tonnellate di immondizia nei cassonetti e a terra raggiungano la discarica.
Il muro contro muro tra la Curatela fallimentare e il Comune di Foggia si è concluso sabato mattina dopo il sopralluogo alla discarica di soccorso autorizzata per l’utilizzo da un’ordinanza d’urgenza del sindaco, Gianni Mongelli venerdì pomeriggio.
Alla ex società comunale era stato imposto di riprendere immediatamente il servizio.
Ma la Curatela fallimentare prima ha chiesto formalmente se per la discarica era stato indicato un direttore; poi dopo la comunicazione della nomina del tecnico responsabile la ripresa del servizio è stata subordinata ad un sopralluogo al nuovo impianto.
Della discarica di soccorso potrà essere utilizzato solo il primo lotto, il secondo come era già noto deve essere completato con un muro di cinta in quanto una parte del confine della discarica è in zona P.A.I.
L’opera è stata chiesta alcuni mesi fa dall’Autorità di bacino. La discarica di soccorso è annessa all’impianto di biostabilizzazione, questo consentirà anche un utilizzo migliore dell’impianto che non è completamente a regime.
Nel frattempo l’amministrazione comunale interverrà anche per «tombare», ovvero chiudere, definitivamente la discarica di Passo Breccioso coinvolta nell’incendio all’inizio della settimana.
I vigili del fuoco sabato hanno inviato agli enti preposti un ulteriore fax dopo quello in cui precisavano che non avevano dichiarato instabile tutto l’impianto, ma solo la parte interessata dall’incendio.
In questo secondo fax ribadiscono che l’intervento di spegnimento di tutti i focolai si è concluso alle 11.29 di venerdì. Una precisazione dovuta anche per evitare di essere strumentalmente utilizzati nel balletto di note e provvedimenti tra Comune, Curatela e Tribunale fallimentare.
Resta ora da capire se il giudice fallimentare concederà o meno una proroga dell’esercizio provvisorio a fine marzo. L’amministrazione comunale con il sindaco ha già anticipato la formalizzazione della richiesta.
Nella lettera si «assicura l’adozione di misure idonee per la messa in sicurezza della discarica e per il regolare svolgimento del servizio di gestione del ciclo integrato dei rifiuti». Ovvero anche le risorse economiche.
Senza la proroga, i 323 dipendenti tra Amica e Daunia Ambiente saranno senza lavoro.
Sull’immondezzaio cittadino pesa ora lo sciopero previsto per oggi dei lavoratori di Amica.
La giornata di protesta, durante la quale saranno garantiti solo i servizi minimi, è stata indetta alcune settimane fa dai sindacati aziendali confederali e autonomi della società dopo la rottura del tavolo di confronto con l’amministrazione comunale.
È nota la posizione dei lavoratori: sostengono che dietro il fallimento ci sia una precisa regia, che si stia spacchettando l’azienda per poi favorire i privati. Temono licenziamenti ed esuberi.
A proposito degli esuberi, nel corso della conferenza stampa di quattro giorni fa i sindacati avevano sostenuto che i primi esuberi avrebbero colpito i 12 lavoratori della discarica di Passo Breccioso a causa del passaggio della gestione da Amica al Comune.
Gli esuberi non ci sono stati: i dipendenti sono stati ricollocati in altri servizi.
Antonella Caruso da Corriere del Mezzogiorno/Foggia
Condividi in FacebookFOGGIA – Tiene banco l’emergenza rifiuti
Raccolta ripresa dopo lo stop di un giorno, decisiva l’ordinanza del sindaco Mongelli
Emergenza rifiuti: Foggia si gode qualche ora di tranquillità dopo il ripristino della raccolta da parte di “Amica” su intesa con il Comune.
Non appena, infatti, è stata notificata l’ordinanza del sindaco Gianni Mongelli finalizzata allo smaltimento dei rifiuti presso la discarica di soccorso, l’azienda ha predisposto l’incremento, da parte dell’area servizi ambientali, di personale da adibire nel pomeriggio di ieri alla raccolta, in modo tale da intensificare il servizio specie in quelle zone in cui si registrano maggiori accumuli di rifiuti a seguito del blocco durato ventiquattro ore.
da Daunia News






