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 Quotidiano di Foggia -Giornale Regionale della Puglia domenica, 12 novembre 2006 – pag. 2

OSSERVATORIO AUTHORITY / LA QUESTIONE DELL’AGENZIA RIPROPONE IL PROBLEMA DELL’ IRIIP - CAVALLI STALLONI,  UN PATRIMONIO DA RILANCIARE

FOGGIA – Ormai sembra chiaro che la partita tra Foggia e Verona per aggiudicarsi la sede nazionale dell’agenzia per la sicurezza alimentare, si giocherà su due tavoli differenti. Il primo politico, il secondo, tecnico ed economico. Sarebbe per Foggia un grave errore ritenere di non poter avere partita vinta su entrambi i tavoli. Se per il capoluogo dauno le cose stanno bene dal punto di vista politico, dopo l’annuncio del Ministro Paolo De Castro, l’impegno a suo tempo assunto da D’Alema e la recente presa di posizione dell’altro vicepremier Rutelli, sarebbe un grave errore affidarsi soltanto alla via politica. Sarebbe infatti come dar ragione a quanto si va sostenendo nella città scaligera, circa gli scarsi titoli che Foggia avrebbe, dal punto di vista scientifico, economico ed agricolo, per accreditare la sua candidatura. Le cose non stanno affatto così, e lo documenteremo doviziosamente nei prossimi giorni. Oggi vogliamo soffermarci sulla recente presa di posizione del Comitato per l’ IRIIP, il glorioso Istituto per l’ Incremento Ippico Cittadino, che per iniziativa di Franco Cuttano ha sottolineato come, proprio in tema di cavalli, Foggia abbia assai poco da invidiare a Verona. Nella sua appassionata nota, Cuttano non ha mancato di mettere in evidenza come, nonostante la straordinaria importanza dell’ IRIIP, l’ Istituto non faccia parte del comitato che sostiene la candidatura di Foggia all’ authority e non venga menzionato nel sito (www.siafoggia.it) del comitato. Ci sembra in effetti una grave dimenticanza, anche se riteniamo si tratti di una dimenticanza involontaria. La corsa all’agenzia può essere affrontata e vinta soltanto irrobustendo la “rete” (di istituzioni, di centri di ricerca, di imprese) che sostiene la candidatura, e nella prospettiva di questo irrobustimento va anche riconsiderata la questione dell’ IRIIP. Fino a qualche anno fa, l’Istituto – che è il più antico istituto di ricerca collegato all’agricoltura ed alla zootecnia del capoluogo, e tra i più antichi d’Italia – era una sorta di fiore all’occhiello per il territorio. Era la sola istituzione regionale che chiudesse il proprio bilancio in attivo, e svolgeva un ruolo importante per il sostegno della difesa del patrimonio equino. I problemi sono cominciati quando l’ Università ha puntato sul sito dell’ex ippodromo e sulla sede dell’Istituto come sede di alcune facoltà e corsi di laurea, senza che si riuscisse ad ottenere una sistemazione per l’ Istituto altrettanto decorosa di quella rappresentata dal vecchio deposito dei cosiddetti Cavalli Stalloni. Si era pensato ad un trasferimento all’ippodromo di Castelluccio dei Sauri, ma la cosa non ha avuto l’esito sperato. La corsa all’ agenzia può e deve rappresentare un’occasione propizia per riconsiderare nel complesso il problema dell’IRIIP, ed assicurare all’Istituto la sua giusta collocazione ed il suo giusto peso, nelle dinamiche di sviluppo del territorio. E, speriamo, anche all’interno del circolo virtuoso che sarà azionato dall’agenzia.

 

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