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NON SI FA L’ORTO NELLA VASCA DA BAGNO ! (16/06/2007)


In Natura, una Natura che segue una sua logica che è prevedibile purché sia resa accessibile ad una serena conoscenza, esistono le Idee ed i luoghi perché si realizzino queste idee.
Così, l’Istituto per l’Incremento Ippico della Puglia (IRIIP) con sede a Foggia, è – da sempre – il luogo per lo sviluppo della economia legata al settore equino: dalla equitazione alla ippoterapia, dalla produzione del latte antiallergico da asina al cavallo da carne, dal cavallo da corsa alla selleria, e così via.
L’IRIIP ha bisogno di stalle per la custodia dei suoi preziosi cavalli, e di spazio verde attrezzato.
Modernamente, affinché il cavallo – oggi – continui ad avere un senso, l’IRIIP deve rimanere al centro della città, proprio perché si sviluppino i settori economici ad esso collegato.
Ciò avviene nelle città, anche italiane, dove anche il foggiano medio può capitare, durante le sue risicate vacanze, ed osserva, con espressione beota, anche l’istituto ippico di Ferrara o il museo delle carrozze di Macerata, estasiato ed incredulo, al centro di queste città, non sapendo che il più importante Istituto di Incremento Ippico fu proprio a Foggia…
L’Università è il luogo della Scienza: ha bisogno di ambienti silenziosi e confortevoli, dove le menti si possano forgiare.
E’ chiaro ed evidente che le due differenti Istituzioni richiedano spazi e servizi con caratteristiche assai diverse!
La giornata di ieri al consiglio comunale di Foggia è stata una delle più tristi, credo, nella vita cittadina.
E’ stata persa una bella occasione di Civiltà per Foggia! Molti hanno parlato, ed a lungo, ma pochi hanno detto qualcosa!
Ai cittadini, a cui pure si deve la spinta di opinione che ha costretto il consiglio comunale di Foggia ad una seduta monotematica sulla vicenda IRIIP, è stato vietato di parlare. Anche quando l’illustre Sindaco ha detto che quando fu firmato l’accordo di programma del giugno 1996 il comitato pro IRIIP non c’era. E la faticosissima manifestazione equestre, del 9 febbraio precedente, registrata da RAI tre e dalla Gazzetta del Mezzogiorno, per la quale il Sindaco del tempo si compiacque ed assicurò il “massimo” interessamento? Eppure, i termini del problema sono semplici.
E’ l’IRIIP che ha molto bisogno di stalle. Ha bisogno di restare al centro della città proprio perché il suo uso moderno è al centro della città, per sviluppare il modello che è poi l’induttore delle attività economiche correlate! E Foggia ne ha bisogno perché è povera.
L’Università ha molto bisogno di aule, laboratori e silenziose biblioteche. Queste cose vengono male se “ricavate” nelle stalle, e lo spazio dell’IRIIP non basta!
E poi ci sono i costi. Fare le aule nelle stalle tutelate dalla sopraintendenza ai beni culturali costa molto più del normale e non rende! Meglio spendere meno, perché Foggia è povera.
Gli atti pubblici che hanno portato alla questione sono fatti male dal principio perché non hanno tenuto conto, come avrebbero dovuto, del buon senso né delle categorie interessate. Su quegli atti mancano le firme degli allevatori, degli agricoltori, dei disabili che erano tardivamente riusciti ad accedere alla Ippoterapia nella cavallerizza dell’IRIIP, spazzata via da persone insensibili travestite da architetti, e di tutte le categorie sociale che – da decenni – attendono un futuro da un “incremento ippico” che non arriva mai. Tra l’altro, i terreni previsti a Castelluccio dei Sauri, da anni non sono più disponibili.
Chi scrive ha vissuto la università fatta male: Sveglia alle 5 del mattino in un quartiere popolare periferico di Foggia, poi “circolare” e treno per Bari. Una volta lì, gara di velocità fra il quartiere Mungivacca, sede degli istituti biologici ed il Policlinico, dove si insegnava anatomia: quattro chilometri da percorrere di corsa fra una lezione e l’altra, tutto d’un fiato, perché chi arrivava fra i primi a lezione potesse riuscire ad ascoltare la voce del docente, gli altri rimanevano fuori. Vinceva il più forte). Invece, la Scienza ci insegna che ogni luogo ha la sua precisa funzione. A Foggia, nel mio quartiere, si raccontava simpaticamente che qualcuno, forse per ignoranza ma forse per necessità, chiedendosi a cosa servisse la vasca da bagno, vi realizzasse un piccolo orticello, comodo da innaffiare…).
A soccorrere chi voglia capire, esiste un esperimento scientifico di psicologia, l’esperimento di Hash. Questo Scienziato, sebbene non foggiano, dimostrò, nel 1956 che l’essere umano, 98 volte su 100, purtroppo si adegua all’errore !
dr Luigi SANSONE
Comunicato stampa Comitato pro IRIIP – Foggia

 

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