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IL DIBATTITO ( Il dono della buona riflessione .......) ndr


<<L’Università sbaglia a occupare tutti gli spazi cittadini>>

Franco Mercurio (Preside di Lettere): Mi sembra giusto chiudere al traffico via Arpi. Per rivitalizzarla bisogna vietarla alle auto. Ma la stessa facoltà di Lettere ha contribuito a congestionarla

Corsera - Corriere del Mezzogiorno, 20 genn. 2005


FOGGIA - Permette: è d’accordo. Alla proposta di Franca Pinto Minerva, preside di Lettere, che vorrebbe via Arpi chiusa al traffico, almeno in parte, è favorevole. Poi, però, Franco Mercurio, direttore della biblioteca provinciale e autore di saggi sulla storia della Capitanata, si lancia in una serie di riflessioni piuttosto critiche sul ruolo stesso dell’università e sul suo rapporto col territorio cittadino; anche con via Arpi. Proprio dalla università, è in particolare dalla facoltà di Lettere, la Pinto Minerva vorrebbe partire per rivitalizzare via Arpi; la strada più nobile e bella di Foggia, dove, fra l’altro, sono dislocate le tre sedi in cui si divide la facoltà. Ma per rivitalizzare quella strada, a parere della preside, bisogna vietarla alle auto:almeno in parte.

<<Mi sembra giusto chiudere via Arpi al traffico - commenta Mercurio, intervenendo sulla proposta della Pinto Minerva - quella strada così antica non è stata certo progettata per accogliere il traffico del XXI secolo. Inoltre, il sottosuolo è come un gruviera, punteggiato di grotte e cavità; chiuderlo alle auto servirebbe a salvaguardarlo. Però...bisogna ricordare che la stessa facoltà di Lettere ha contribuito a congestionare via Arpi>>.



Sarebbe a dire?

<<Il tratto finale di via Arpi, prima che vi si insediasse la facoltà di Lettere, era sgombro, libero. Adesso non c’è un posto per parcheggiare. La Facoltà ha portato, insieme, affollamento e traffico>>



Lei non pensa che la presenza degli studenti e dei docenti vivacizzi il centro storico?

<<Il centro storico di Foggia, e in particolare le zone intorno a via Arpi, sono da anni abbastanza esuberanti. E ciò si deve ai tanti locali che hanno aperto, soprattutto intorno al Duomo; cioè, verso la metà di via Arpi. La facoltà di Lettere, al contrario, non porta vivacità. Ricalca il cliché dei famosi centri direzionali che qualcuno vuole ubicare nei centri storici. Un dibattito lungo di anni; io sono contrario, perché dopo l’orario di ufficio, o nel nostro caso dopo le lezioni, il centro si svuota>>.



Ma non crede che alcuni edifici storici siano stati valorizzati proprio grazie alla università, che vi ha dislocato alcune sue sedi?

<<Il compito dell’università non è quello di restaurare palazzi di pregio; quello caso mai è il compito di privati o enti pubblici, se ne avvertono la sensibilità. Peraltro, la facoltà di Lettere ha avuto in dotazione i locali di una bella chiesa, S.Giovanni di Dio; ma so che li utilizza con difficoltà. Comunque, il compito dell’università è dare il meglio agli studenti>>.


E oggi non ci riesce?

<<Sono convinto che l’università di Foggia abbia sbagliato completamente strategia. Sta attuando una vera occupazione di tutti gli spazi che invece sarebbero potuti essere restituiti alla popolazione. Si sta muovendo come un elefante in una cristalleria. E poi provoca reazioni, come le proteste di chi non vuole che l’ex Istituto Incremento Ippico diventi la sede della Facoltà di Economia>>.




Il centro storico, insomma, le sembra inadeguato ad ospitare aule e studenti?

<<L’ho detto. E non solo per i flussi umani e veicolari che porta. C’è un altro aspetto che tutti sembrano voler trascurare; rimane nell’ombra, è sempre lì, ma non ne parla nessuno>>.

A cosa si riferisce?

<<Foggia è, da secoli, zona sismica. Periodicamente viene distrutta da terremoti>>.


Cosa c’entra il terremoto con l’università?

<<L’università sta acquisendo spazi che non sono antisismici, come appunto quelli nel centro storico. Avrebbe bisogno di consolidamenti che non so se possono essere eseguiti. Ma se si verifica un sisma un po’ più forte della norma, e non è affatto impossibile... l’Università si ritrova in ginocchio>>.


Cosa dovrebbe fare insomma l’università?

<<Dovrebbe strutturarsi come un campus, concentrando i servizi, e trasferendosi in periferia. Sul modello americano; qui invece si preferisce scegliere il modello delle antiche università europee. Ma siamo ancora in tempo per progettare una grande università degna del XXI secolo>>.

(Claudio Gabaldi)
 

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