Dalle stelle… alle stalle!
Luigi Cambarau articolista controcampus.it
In pochi anni, grazie all’Università degli Studi di Foggia, la città capoluogo di provincia ha mosso dei passi sicuri verso una emancipazione culturale che non si pensava fattibile. Tuttavia, lo slogan che comunque continua ad andare di moda a Foggia, pare sia ancora “Accontentiamoci!”.
In un centro abitato che si rispetti, ogni istituzione, organo di governo o ente preposti ad un compito specifico devono fare la loro parte per far si che le sinergie di tutti portino a un risultato. L’Università, ad esempio, ha il compito di formare e specializzare i dirigenti del futuro, seguire la Ricerca scientifica in ogni suo passo e , questo, perché un’evoluzione costante accresca il benessere sociale.
Da qualche decennio a questa parte si dice di voler aiutare il Mezzogiorno ad emergere… Ma siamo sicuri che voglia essere aiutato?
D’accordo, non facciamo di tutt’erba un fascio.
Allora, l’Università di Foggia ha la possibilità di costruire un Campus universitario per mettersi, finalmente, in carreggiata con gli altri atenei europei ed americani. Perché?
La Regione Puglia le ha messo a disposizione cinque milioni di euro più quattro ettari abbondanti di terreno a pochi passi dal centro cittadino, tra la Fiera di Foggia e la Motorizzazione. Questa vantaggiosa proposta va di gran lunga a coprire le pecche di un accordo di programma Regione-Università, firmato dieci anni fa, che assegna a quest’ultima le stalle ed i capannoni dell’I.R.I.I.P. (Istituto di Incremento Ippico Pugliese), già ex Regio Deposito Cavalli Stalloni. La convenienza è palese, diciamocelo. Chiunque avrebbe accettato.
Nelle maggiori città italiane sono già iniziati i lavori per confezionare appositamente queste “città nelle città”. Milano offrirà ai propri iscritti sette ettari di superficie in cui prenderanno vita il dipartimento di Ingegneria, una biblioteca, aule, laboratori ed uffici amministrativi, entro il 2008. Genova avrà a disposizione oltre quaranta ettari di terreno per sfornare un Polo tecnologico scientifico con tanto di laboratori produttivi high-tech ed abitazioni per studenti e ricercatori, entro il 2015. Torino, entro il 2011, terminerà le Facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche con piazze e spazi verdi nel suo comprensorio. Roma offrirà ai suoi studenti e ricercatori tre Campus e dal 2009 ci saranno le prime inaugurazioni. Foggia, addirittura entro 6 mesi (termine perentorio entro il quale la Regione dovrà rispondere legalmente del ritardo nell’assegnazione delle stalle), offrirà ai propri studenti nientemeno che due opzioni: o delle belle stalle enormi, umide e adatte più a studiare l’Arte della Mascalcia (vista la destinazione d’uso per la quale sono nate) oppure una sana e costruttiva “fuga dei cervelli”… magari in groppa a qualche asino sfrattato!
Come mai?
C’è un continuo accanimento su quegli altri duemilacinquecento metri quadrati dell’I.R.I.I.P., occupati già da un secolo dai cavalli della razza Murgese, esemplari autoctoni in via d’estinzione, come gli asini della “razza asinina di Martina Franca”.
C’è qualcos’altro da sapere, forse, su questa storia?
Tutte le città puntano ad espandersi ,a diventare sempre più grandi, in senso lato. Foggia, pur avendo le potenzialità di fare altrettanto (ricordiamoci che le più grandi menti ed i più talentuosi artisti sono nati sotto il nostro cielo), tende a rimanere nel piccolo facendo la “guerra all’asino”, rinunciando a cavalcare le ali del progresso.
Luigi Cambarau
articolista controcampus.it
