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Raddoppio Termoli-Lesina, al Cipe il 15 novembre

Pubblicato : venerdì, 31 ottobre 2014

Mono binario tra Puglia e Molise

Rfi disposta a riprendere la discussione sul progetto ferroviario Bari-Matera per la Capitale cultura 2019 Torna da trionfatore dal ministero dei Trasporti l’assessore regionale alle Infrastrutture, Gianni Giannini, per aver chiuso (si spera senza ulteriori sorprese) e dopo un anno di lavoro, la vicenda del raddoppio della tratta ferroviaria Termoli-Lesina di 34 chilometri. Un incartamento che andrà al Cipe il 15 novembre prossimo per la parola finale.

È questa la data in cui il Comitato si pronuncerà definitivamente sul progetto ed è anche la vera novità. Alla riunione con l’ad delle Fs Michele Elia e il capo della struttura tecnica, Ercole Incalza, hanno partecipato anche le Regioni Molise e Abruzzo, oltre al presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna e al vice Nino Marmo.

«L’articolo 165, comma 6, del decreto legge 163/2006 del Codice degli appalti — spiega Giannini — disciplina le opere che riguardano più regioni. Nell’ipotesi in cui esista un diniego di una delle regioni interessate, scatta una procedura che prevede — dopo l’approvazione del progetto preliminare da parte del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, che si è già consumata incluso l’esame dei rilievi — che il progetto vada al Cipe».

Qui la Regione che «resiste» ribadirà le ragioni del no, già esaminate e superate, poi il progetto proseguirà al Consiglio dei ministri che lo approva e, infine, va alla firma del presidente della Repubblica. Entro 60 giorni viene emesso il decreto di approvazione.

Questo l’iter che difficilmente potrà essere bloccato ancora dal Molise: dovrebbe riuscire in pochi giorni a presentare una nuova variante al tracciato che prevede una galleria. Il Molise ne ha già ottenuta una che è costata quasi 300 milioni di euro.

La nuova, che prevede lo spostamento della linea in parallelo alla autostrada Campomarino-Termoli con una galleria al posto di un viadotto, porterebbe costi per altri 250 milioni di euro. Dunque si tratta di aspettare ancora pochi giorni e poi nulla potrà fermare il treno del raddoppio della dorsale Adriatica tanto invocato.

Ci sono già 106 milioni di euro disponibili per la tratta Lesina- Ripalta, altri se ne potranno trovare grazie al programma europeo Connecting Europe Facility (CEF), che stanzia per i Corridoi europei 22,7 miliardi di euro, di cui 11,9 per il primo bando in scadenza a febbraio. Si passerebbe così dagli attuali 70 treni ai 240 al giorno. Rfi si è detta disposta a riprendere anche la discussione sul progetto ferroviario Bari-Altamura-Matera, anche in relazione alla scelta di Matera capitale europea della cultura 2019.

da Corriere del Mezzogiorno/Foggia

SAN PAOLO DI CIVITATE – sequestro beni Antonio Bocola

Pubblicato : mercoledì, 29 ottobre 2014

In data 27.10.2014, a San Paolo di Civitate, agenti della Questura –Ufficio Misure di prevenzione e Sicurezza e militari del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza di Bari, a seguito di complesse indagini patrimoniali svolte dagli specialisti della Guardia di Finanza, hanno proceduto all’esecuzione del provvedimento di sequestro dell’intero compendio aziendale e del relativo capitale sociale dell’impresa edile Edilbocola srl emesso dal Tribunale di Foggia — Sezione Misure di Prevenzione su proposta del Questore.

La società, operante dal 2006 nel settore delle costruzioni edili, con un volume d’affari di circa 500.000 euro, ha sede a San Paolo di Civitate ed è riconducibile al pregiudicato sanseverese Antonio Bocola, che nel novembre 2012, è stato colpito da un’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’operazione “Caronte” della Squadra Mobile di Foggia e del G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Bari, che aveva portato all’arresto di cinque pregiudicati dell’area garganica accusati di usura ed estorsione.

Le indagini eseguite dai finanzieri, che sono consistite nella valorizzazione in chiave patrimoniale degli elementi acquisiti nell’indagine penale, nonché nell’esame, nel confronto e nell’intreccio di informazioni estratte dalle diverse banche dati in uso alla Guardia di Finanza (es. Anagrafe Tributaria, Anagrafe dei rapporti finanziari e applicativo Molecola dello S.C.I.C.0.), hanno permesso di verificare l’assoluta sproporzione tra i beni nella disponibilità del pregiudicato e la sua capacità economica.

Nello specifico, le indagini condotte hanno portato a dimostrare che il Bocola, nell’ultimo quinquennio, a fronte di redditi leciti per soli € 100.000,00 aveva sostenuto spese ed investimenti per circa € 240.000,00. Riguardo alle strategie di contrasto alla criminalità organizzata, da tempo si è evidenziata l’importanza dello strumento delle misure di prevenzione personali e patrimoniali, capaci di limitare gli spostamenti dei malavitosi sul territorio e soprattutto, sul piano patrimoniale, di incidere sulla loro ricchezza nonché di determinare una “perdita di immagine e di prestigio” agli occhi dei loro adepti.

Insieme all’esecuzione delle ordinanze dì custodia cautelare in carcere, l’applicazione di misure di prevenzione personali e patrimoniali , da parte delle forze dell’ordine, si pone come significativo risultato nella lotta ai gruppi criminali più pericolosi. Il valore complessivo stimato dei beni del malavitoso sanseverese sottoposti a sequestro di prevenzione (oltre al complesso aziendale e una BMW 530) è di circa 2 milioni di euro. Foggia 29 ottobre 2014

da Stato Quotidiano

FOGGIA – Mafia, relazione Silvis: Gargano ricorda le terre sarde

Pubblicato : lunedì, 27 ottobre 2014

Presentazione questore Silvis (V.MAIZZI)

è una città dove i nomi delle famiglie mafiose non si dicono neanche in famiglia, la gente ha paura. E’ una città massacrata dagli omicidi anche da chi non ha pagato il pizzo. Sul caso Foggia non c’è il focus di nessuno, nessuno ne parla. C’è bisogno che la stampa ne parli.

Non dobbiamo aspettare stragi dove muoiono innocenti». Queste sono solo alcune delle parole, talaltro dure e veritiere, che il Questore di Foggia, il Dott. Piernicola Silvis, ha detto a Bari, il 28 giugno di quest’anno, innanzi la Commissione d’inchiesta per le intimidazioni mafiose del Senato della Repubblica. Verità talmente palesi che finanche i muri di una città come Foggia conoscono.

Parole, anzi fatti che non riescono ad emergere e che spesso non si dicono. A Foggia, per chi non l’avesse compreso, c’è una cosca malavitosa, più cruenta di altre operanti nella penisola: la cosiddetta famigerata “Società foggiana”. Questa ricatta, estorce, intimidisce, rapina, ammazza, si inocula nelle pubbliche amministrazioni controllandole.

E nessuno ne parla. Nessuno, finanche il giorno della celebrazione di due importanti processi, ne parla. L’inizio del processo Corona (della mafia foggiana della “Società”) e quello Dirty Bomb (mafia sanseverese) sono passati inosservati da chi dovrebbe informare l’opinione pubblica. Dai media neanche una parola, né 10 battute scritte. Tuttavia il problema è sentito dalla popolazione che chiede giustizia, legalità. Lo fa attraverso i social network. Ma non basta poiché oltre a essere in pochi, lo spazio è limitato.

Le uniche persone che hanno puntato i riflettori sull’inizio dei due processi sono state quelle dell’Associazione Antiracket “Capitano Ultimo” e il sottoscritto. Pochi ma buoni, ma pur sempre pochi. E Silvis lo evidenzia, esteso per tutto il fenomeno mafioso locale, riferendosi all’assordante silenzio dei media.

Ciononostante c’è da porre in evidenza che, grazie all’audizione del Questore, da qualche settimana il fenomeno mafia foggiana è sobbalzato improvvisamente alla ribalta su alcuni giornali nazionali. Ne ha parlato e ne parla “Il Fatto Quotidiano”, “Repubblica”, Rete4 con la trasmissione “Terra”, tracciando ciò che Silvis ha detto. È vero, ci voleva un’audizione per svegliare chi si è assopito in questa terra di Capitanata.

Ciò è grave perché la legalità dev’essere parte integrante di una collettività che la vuole debellare. A dirla tutta sul problema si era già espresso un portale d’informazione online. “Linkiesta” ha fiutato laddove nessuno vuol metterci il naso e ha fatto bingo.

«Al momento, una delle realtà più preoccupanti –ha scritto Linkiesta- è quella foggiana, dove non arrivano le “collaborazioni” di Sacra Corona Unita, ‘Ndrangheta, Camorra o Cosa Nostra, ma arriva una mafia autoctona che tiene in mano il territorio e si infila pure negli appalti pubblici, nel riciclaggio di denaro nei centri scommesse, nelle aziende del fotovoltaico, passando per le più classiche estorsioni e spaccio di droga.

A farla da padrone c’è la “Società foggiana”, come ha denunciato anche il Questore Piernicola Silvis». Sinteticamente riporto alcuni passi salienti dell’audizione del Questore Piernicola Silvis presso la Commissione d’inchiesta Antimafia del Senato della Repubblica, che potrete ascoltare sul video pubblicato dopo quest’articolo. Silvis ha detto: «In questi territori ci sono spinte delinquenziali affinché si modifichino gli assetti direzionali politici di un’amministrazione piuttosto di un’altra.

Territorio devastato dalla criminalità di tutti i tipi. C’è un’illegalità diffusa che fa paura, microcriminalità scatenata. Abbiamo un Gargano che ricorda le terre sarde con organizzazioni criminali che estorce tutti. A Foggia, 160mila abitanti, c’è un’associazione criminale chiamata la “Società” che è una vera e propria associazione per delinquere di stampo mafioso ex 416 bis, commette omicidi efferati, commette estorsioni violente cui tutta la città è estorta, dove tre/quattro bande di gangster si spartiscono il territorio e spesso vanno in conflitto tra loro e si sparano e si ammazzano.

E’ una città massacrata dagli omicidi anche da chi non ha pagato il pizzo….dove la gente ha paura. Foggia è una città dove i nomi delle famiglie mafiose non si dicono neanche in famiglia, la gente ha paura. Sul caso Foggia non c’è il focus di nessuno, nessuno ne parla. C’è bisogno che la stampa ne parli. Non dobbiamo aspettare stragi dove muoiono innocenti.

E’ un territorio dove bisogna aprire un focus nazionale. A Foggia non abbiamo una DDA, ci vorrebbe e come se ci vorrebbe. Nelle amministrazioni pubbliche e anche oltre ci sono (Silvis si riferisce a infiltrazioni mafiose,ndr )… basta. Però… ci sono. Ma non… .

Ci sono. Lo sappiamo perché abbiamo indagini in corso su cui ovviamente non potrò dire una parola…. . Le infiltrazioni ci sono… Attenzione, a Foggia non possiamo aspettare il morto come sempre succede in Italia per poter dire a ma Foggia c’era ma nessun ci ha detto…». Ad Maiora!

ALLEGATI INTIMIDAZIONI MISSIONE BARI PER RETE 28 GIUGNO (A cura di Nico Baratta – nicobaratta@alice.it)

“Gargano sfortunato, martoriato dal maltempo alla vigilia delle elezioni regionali”

Pubblicato : venerdì, 24 ottobre 2014

Renzi sul Gargano

Lo dichiarano i segretari dei circoli uniti nel coordinamento territoriale del PD Città Gargano: "Mortificante il fuoco incrociato di dichiarazioni sulle teste di chi ha riportato danni"

"Il Gargano ha avuto la tremenda sfortuna non solo di essere martoriato da un'anomala fase di maltempo, ma di esserci capitato alla vigilia della campagna per le elezioni regionali del prossimo marzo 2015".

Ad intervenire sul rimpallo di dichiarazioni tra i leader politici, riguardanti il riconoscimento dello stato di calamità per il Gargano, sono i segretari dei circoli uniti nel coordinamento territoriale del PD Città Gargano.

"E' oltremodo mortificante per i cittadini del Gargano, soprattutto per quanti hanno riportato danni di varia natura, veder passare sulle proprie teste questo "fuoco incrociato" di dichiarazioni, che sembrano tener conto più di una imminente campagna elettorale che delle reali condizioni del territorio, delle imprese e della loro impellente necessità di ripartire.

Speculare contando i giorni occorsi per la dichiarazione dello stato di calamità, senza tener conto delle reali concause che hanno prodotto il ritardo, ricorda molto il fare delle comari di paese, che non avendo altro da fare, attendono sull'uscio il malcapitato passante, per intavolare civetterie. A noi, qui sul Gargano, poco importa della forma e dei tempi: ciò che conta è la sostanza.

E cioè che il Governo Renzi abbia mantenuto gli impegni presi, cosa rara in Italia da alcuni decenni. Anzi, sui circa 7 milioni di euro promessi, ne sono stati stanziati ben 10,5, che si aggiungono al differimento al 20 dicembre dei termini di versamento dei tributi statali per i soggetti danneggiati, alle misure per gli interventi in campo agricolo accelerate dal ministro Martina e ai primi, immediati stanziamenti della regione Puglia per un totale di 2,8 milioni.

Fitto e i suoi amici scalpitanti per una poltrona alla Regione Puglia – concludono i democratici del Gargano – invece di contare i giorni o, peggio, di mettere il cappello su un provvedimento del Governo, farebbero bene ad impegnarsi insieme a tutti gli amministratori, di ogni colore politico, quelli della Regione, della Provincia e dei comuni (la maggior parte dei quali gestiti proprio dal loro centrodestra) per fare in modo che i fondi siano gestiti davvero in modo rivoluzionario rispetto al passato, destinando le risorse economiche in modo razionale ed evitando sperequazioni che vadano indistintamente a vantaggio dei soliti noti e penalizzino contesti maggiormente critici".

da Foggiatoday

Maltempo: pioggia e disagi viabilità nel Gargano

Pubblicato : giovedì, 23 ottobre 2014

 PERSISTE sulla Puglia una fase di maltempo caratterizzata da: precipitazioni a prevalente carattere di rovescio o temporale, anche di forte intensità, accompagnate da frequente attività elettrica e forti raffiche di vento; venti forti o di burrasca dai quadranti settentrionali e mareggiate lungo le coste esposte.

Sulla base di quanto previsto, il Centro Funzionale Decentrato della Puglia ha emesso un Avviso di criticità moderata, dalle ore 20 del 23 ottobre per le successive 24 ore, valido per le zone di allerta Puglia A (Gargano), Puglia B (Tavoliere), Puglia D (Salento), Puglia E (Bacini Lato e Lenne), Puglia H (Subappennino Dauno), Puglia I (Basso Fortore), decretando un’allerta arancione.

INTERVENTI VIGILI DEL FUOCO. Da raccolta dati, un’autovettura si è ribaltata sulla litoranea Mattinata-Vieste a causa del manto stradale reso viscido dalla pioggia. A Lesina una scarica elettrica ha colpito il vertice del campanile della chiesa dell’Annunziata. Intervenuta una una squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di San Severo con il supporto di un’autoscala del comando provinciale di Foggia. Minervini: stanziati fondi per Gargano, ne servono molti di più.

“Oggi il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo stanziamento di 10 milioni e mezzo di euro per far fronte ai danni prodotti dal maltempo sul Gargano nei primi giorni di settembre. Si tratta di una cifra che ci permette di iniziare solo con una parte di quegli interventi che hanno assoluta urgenza: non dimentichiamoci che i danni ammontano complessivamente a 318 milioni di euro”. Lo conferma l’assessore regionale alla Protezione Civile, Guglielmo Minervini.

“Auspichiamo perciò in tempi brevissimi un nuovo provvedimento da parte del Governo che consenta al Gargano di avviarsi verso una situazione di normalità. Non dimentichiamoci – prosegue Minervini – che il Gargano ha vissuto una situazione meteorologica assolutamente straordinaria, dove i danni sarebbero stati ancora più ingenti se non avessimo avuto dalla nostra un dispositivo di sicurezza che ha ben risposto all’emergenza. I 10 milioni e mezzo di euro saranno così ripartiti:

6milioni e 246mila euro per la realizzazione di interventi, anche strutturali, per la riduzione del rischio residuo connesso all’evento, finalizzati alla tutela della pubblica e privata incolumità; 3milioni e 622mila euro per il ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture strategiche; 591mila euro per l’organizzazione dei servizi di soccorso e l’assistenza alla popolazione”.

da Stato Quotidiano

FOGGIA – Incendio San Domino, terminata la bonifica: ecco il “cimitero delle bombole”

Pubblicato : domenica, 19 ottobre 2014

Terminate le operazioni di bonifica e messa in sicurezza, all'Isola di San Domino. Sul posto, i vigili del fuoco ddi San Severo rientrati in sede con l'elicottero 'Drago54' del nucleo di Pescara

Sono terminate questa mattina le operazioni di bonifica e messa in sicurezza all’Isola di San Domino, nell’arcipelago delle Diomedee, dove nel pomeriggio di ieri, nei pressi dell’eliporto un incendio di vaste proporzioni ha coinvolto un deposito di bombole d’ossigeno per sub.

INCENDIO SAN DOMINO: IL VIDEO

ùIncendio Isole Tremiti, brucia deposito bombole d'ossigeno „Sul posto, i vigili del fuoco del distaccamento di San Severo rientrati in sede con l’ausilio dell’elicottero ‘Drago54’ del nucleo di Pescara. Stessa modalità utilizzata per raggiungere l’isolotto nel più breve tempo possibile. L’incendio, lo ricordiamo, è divampato intorno alle 16 di ieri e, in breve tempo, avrebbe raggiunto e coinvolto una rimessa di bombole d’ossigeno nei pressi dell’eliporto.

FOTO | INCENDIO A SAN DOMINO: ECCO IL "CIMITERO" DELLE BOMBOLE D'OSSIGENO

 

 

 

 

 

Fortunatamente, il rogo non ha causato feriti, ma ha danneggiato l'attrezzatura utilizzata dai sub che si immergono per ammirare i fondali delle Tremiti e alcuni mezzi: due roulotte, altrettanti prefabbricati e alcuni gommoni ormeggiati poco distante. Sul posto, insieme agli uomini del 115, anche alcuni volontari della protezione civile, uomini dell'Arma e guardia di finanza.

da Foggiatoday

Gargano, «arriva il decreto» Centrodestra all’attacco

Pubblicato : domenica, 19 ottobre 2014

BARI - «La prossima settimana il governo dichiarerà lo stato di emergenza per il Gargano, vittima di un’alluvione nel settembre scorso». Arrivano dal sindaco di Bari, Antonio Decaro, le rassicurazioni sul mancato provvedimento adottato dal Consiglio dei Ministri dopo gli annunci (e la visita sul campo) del premier. «Ho sentito il presidente del Consiglio Matteo Renzi – dice Decaro – che, tramite il sottosegretario Delrio, mi ha fornito assicurazioni».

Le rassicurazioni sono arrivate allo stesso governatore della Puglia, Nichi Vendola, dopo che aveva contestato – in linea con l’eurodeputato Raffaele Fitto e i gruppi parlamentari di FI – la mancata inclusione del Gargano nell’elenco dei territori colpiti e, per questo, beneficiari delle esenzioni, nonostante la Regione avesse immediatamente fatto richiesta. Ma il sindaco precisa che «il governo ha atteso la quantificazione dei danni da parte della Protezione civile e della Regione Puglia e stanzierà i fondi necessari nel primo consiglio dei ministri successivo a quello della settimana appena trascorsa, che è stato monotematico sulla Legge di Stabilità».

 

Insomma, sarebbero stati i ritardi nella quantificazioni dei danni a far escludere i comuni del Gargano dall’elenco dei territori riconosciuti da Palazzo Chigi. Ma dal centrodestra, evidentemente ignaro dell’imput arrivato da Roma a Bari, continuano a soffiare sul fuoco delle polemiche. Francesco Schittulli, candidato alle primarie regionali del centrodestra, invita tutti a mandare un tweet al premier per ricordargli che «sono trascorsi ormai ben 46 giorni da quei due giorni di disastri ambientali che hanno flagellato il Gargano».

 

In un’iniziativa del centrodestra a Milano, l’ex presidente della Provincia di Bari, ha denunciato «il dimenticato disastro di Peschici» e la necessità di un sostegno alla battaglia della Puglia. «All’indomani della passerella nel fango, nessuno ha mai parlato più di Peschici, nè sono stati previsti interventi di ricostruzione nelle zone alluvionate».

 

«Il Gargano negli ultimi dieci anni è stato completamente dimenticato anche dalla programmazione del Governo regionale», dice il consigliere regionale del Movimento Politico Schittulli Davide Bellomo, secondo il quale «il silenzio del segretario regionale del Pd Michele Emiliano è vergognoso! E’ stato lui a vantarsi di aver convinto il premier Renzi a visitare le zone alluvionate, con un tweet ha fatto sapere che era lui ad accompagnarlo a Peschici. Ora con un tweet ci potrebbe far sapere – attacca Bellomo – perché alla politica renziana dell’annuncio non sono seguiti i fatti».

 

Tanta pubblicità sul Gargano turistico, ma «la superstrada si ferma a Vico del Gargano, la Ferrovia a cinque chilometri da Peschici. Se qualche turista si sente male il primo ospedale è San Giovanni Rotondo, da Vieste oltre un’ora e mezza di strada di montagna. E potrei continuare. Chi ha avuto un ruolo da protagonista politico, con un ruolo decisivo nelle scelte regionali, come il segretario regionale del Pd, Michele Emiliano, ora non può prendere le distanze – continua Bellomo – come se in questi dieci anni lui era tutt’altra parte e ora come un marziano si ritrova in Puglia.

 

Questo non lo può fare e se lo fa, come lo fa, mente spudoratamente a tutti i pugliesi: le scelte più determinanti per la Puglia prese dalla giunta Vendola sono state sostenute in Consiglio dal Pd, altrimenti non sarebbero mai passate. Il Pd ha una responsabilità politica e morale più pesante di chiunque altro nel centrosinistra del disastro che oggi vediamo sotto i nostri occhi. E Emiliano è segretario regionale del Pd dal 14 ottobre 2007».

 

«Il Pd ha una pelle particolare, che resta insensibile quando succedono alluvioni e calamità naturali – attacca il capogruppo Fi alla Regione, Ignazio Zullo – si esalta quando Renzi va nel Gargano, come Gianburrasca e si irrita quando la Puglia chiede come mai Renzi si sia ricordato delle Regioni del Nord, colpite da eventi naturali, dimenticandosi del Gargano». «Prendiamo atto – aggiunge – che il Pd sta dalla parte di Renzi e non dalla parte dei cittadini del Gargano che, con la solidarietà di tutti i pugliesi, reclamano lo stesso trattamento riservato alle aree alluvionate del Nord».

da La Gazzetta del Mezzogiorno

FOGGIA – Gargano escluso dal rinvio del pagamento imposte per alluvione, Scalfarotto getta acqua sul fuoco delle polemiche

Pubblicato : giovedì, 16 ottobre 2014

Il Governo non ha incluso il Gargano nelle aree colpite dalle alluvioni per il differimento dei tributi locali sollevando l’indignazione di esponenti politici ed economici. Ora il sottosegretario assicura: «Probabilmente, già lunedì il Consiglio dei Ministri delibererà stato di emergenza per il Gargano»

Renzi a Peschici dopo l’alluvione che ha colpito il Gargano

Non è stato possibile” sottolinea Scalfarotto “estendere al Gargano il rinvio del pagamento delle imposte disposto per altri centri, perché la norma è applicabile solo nell’immediatezza dell’evento calamitoso. Non ha lo scopo di soccorrere i danneggiati, tanto è vero che non comporta alcuno sgravio, ma solo un rinvio, bensì di evitare che l’irraggiungibilità degli uffici pubblici o il malfunzionamento dei servizi dovuto all’emergenza crei pregiudizio al contribuente.”

da Il Mattino di Foggia & Provincia

Progetto Geositi: seminario sulla geodiversità presso Il Parco del Gargano

Pubblicato : mercoledì, 8 ottobre 2014

Domani, presso la sede dell’Ente Parco, si terrà il Seminario sulla geodiversità in Puglia: aspetti normativi, tutela e valorizzazione, attività compresa nel Progetto Geositi della Puglia.

Obiettivo del Progetto è quello di far conoscere questo patrimonio al fine di poterlo valorizzare sia nei processi di pianificazione territoriale sia per lo sviluppo locale dei territori. In particolare sono stati schedati nelle aree protette pugliesi 440 geositi ed emergenze geologiche, molti dei quali ricadono nel territorio del Parco Nazionale del Gargano.

 
I geositi consentono di integrare le bellezze paesaggistiche, culturali, architettoniche e storiche dei territori e, allo stesso tempo, ampliare l’offerta turistica locale.

 
Questi beni geologici che costituiranno il catasto dei geositi della Regione Puglia potranno essere inseriti nei percorsi turistici dell’area Parco e favorire il processo di istituzione/riconoscimento del Parco del Gargano quale GeoParco.

 
Un Geoparco è un’area dai confini ben definiti, con un patrimonio geologico significativo e speciale per rarità, interesse scientifico, richiamo estetico e valore educativo. La sua identità è strettamente legata alla geologia, ma sono importanti anche il patrimonio naturale, culturale, archeologico, ecologico, storico e culturale. In buona sostanza il Geoparco è un tipo di parco che nasce dall’ idea di trasformare la natura in risorsa economica.

 

A differenza dei parchi naturali non pone vincoli sul territorio. In un Geoparco la tutela del patrimonio geologico si trasforma in opportunità di sviluppo locale. E’ un territorio che possiede un particolare patrimonio geologico e nel quale è stata avviata una strategia di sviluppo sostenibile. Presupposto per la realizzazione di un Geoparcoè il supporto della popolazione locale ed il coinvolgimento sia delle autorità pubblica, sia degli interessi privati, in un efficace collaborazione multidisciplinare.

“Un Geoparco – sostiene il Presidente, Avv Stefano Pecorella – è una opportunità da non perdere e deve coinvolgere tutti i principali attori di questo settore per centrare l’obbiettivo. Questa candidatura è la risposta concreta da parte di chi ama la propria terra.
Per il Garganopuò rappresentare non solo uno strumento per tutelare le risorse ambientali e culturali, ma anche per lo sviluppo locale ed il turismo. Una nuova sfida ci attende: vogliamo essere il primo Geoparco del Mezzogiorno.

 
Affronto questa sfida con la consapevolezza che i nostri siti carsici, le nostre grotte e le nostre doline sono tra i pochi apoter essere visitati. Un Geoparco – ha aggiunto il Presidente Stefano Pecorella – non è un vincolo , ma elemento di valorizzazione che sconfigge l’isolamento e reprime i reati ambientali (discariche abusive, tagli boschivi ecc..), perché crea sviluppo. Il compito dell’Ente Parco è quello di rendere fruibile il proprio patrimonio. Dunque, il Geoparco è ulteriore presidio alla bellezza del territorio, uno stimolo in più ad aggregare i vari tipi di offerta ed incentivare turismo alternativo.”

da Ondaradio

Gargano, Bordo: “Governo ascolti imprese colpite da alluvione”

Pubblicato : domenica, 5 ottobre 2014

“Il Governo deve prestare ascolto e fornire risposte concrete alle imprese turistiche del Gargano drammaticamente colpite dall’alluvione”. Lo afferma Michele Bordo, presidente della Commissione Politiche UE della Camera, che ha avuto un lungo colloquio telefonico con il presidente della Confcommercio Foggia Damiano Gelsomino per concordare le iniziative da assumere.

“Resto convinto che la presenza a Peschici del presidente del Consiglio e l’attivazione del tavolo di crisi al Ministero dell’Ambiente non siano gesti simbolici, ma l’espressione della volontà del Governo di agire in favore delle comunità garganiche colpite dall’alluvione – continua Bordo – ma comprendo l’urgenza delle imprese turistiche, oggi alle prese con la programmazione della prossima stagione, che sono ancora senza certezze sugli interventi di ripristino delle infrastrutture e su quelli di sostegno a vantaggio di chi ha subito danni alle strutture di accoglienza e servizio.

Quello del Gargano è un sistema turistico di valenza mondiale, fondamentale per l’economia foggiana e pugliese – conclude Michele Bordo – che oggi ha bisogno di una mano per rimettersi in piedi e presentarsi al meglio a milioni di turisti desiderosi di provare un’esperienza unica in un territorio meraviglioso”.

da Teleradioerre

Gargano, 30.09.1995: terremoto Ml 5.2 tra Apricena e Peschici

Pubblicato : martedì, 30 settembre 2014

La cronaca del Corriere della Sera
LA SCOSSA PIU’ FORTE, DEL 7° GRADO DELLA SCALA MERCALLI, SENTITA ANCHE IN BASILICATA, IRPINIA E MOLISE

Scuole e uffici evacuati, bloccata la fiera di Foggia, case crollate. Matrimoni bloccati al momento del ” si’ ” . Terrore nell ‘ ospedale voluto da Padre Pio. Nel pomeriggio una scossa di assestamento. Giovedi’ scorso un ” campanello d’ allarme “
La scossa piu’ forte, del 7 grado della scala Mercalli, sentita anche in Basilicata, Irpinia e Molise. Matrimoni bloccati al momento del “si’ ” Terrore nell’ospedale voluto da Padre Pio. Nel pomeriggio una scossa di assestamento Giovedi’ scorso un “campanello d’ allarme”
DAL NOSTRO INVIATO SAN GIOVANNI ROTONDO (Foggia) . La terra ha tremato proprio mentre don Vincenzo D’ Arenzo li stava dichiarando marito e moglie. Dal soffitto si sono staccati alcuni pezzi di intonaco, i muri hanno oscillato per lunghi e interminabili secondi, e loro, gli sposi Grazia Merla e Francesco Bisceglia, hanno dovuto rinviare il “si’ ” di un quarto d’ ora, il tempo di sistemare un tavolo nella piazzetta accanto alla chiesa di San Giuseppe Artigiano e di permettere agli invitati di guadagnare l’ uscita.

Operazione molto rapida, quest’ ultima, perche’ la scossa di terremoto delle 11.14 di ieri mattina, del settimo grado della scala Mercalli, e’ stata di quelle che mettono davvero paura. “Altro che psicosi . ha detto lo sposo ., qualcuno adesso dice cosi’ perche’ non ci sono stati morti ne’ feriti, ma la scossa di terremoto ci ha messo una paura… e chi se lo dimentica piu’ questo giorno!”.

Giorno indimenticabile anche per un’ altra coppia di sposi, Maria Monaco e Matteo Russi, di Ischitella. A loro poteva andare peggio, perche’ una parte del tetto della chiesa di San Francesco si e’ abbattuta proprio sull’ inginocchiatoio spaccandolo a meta’ .

“Dobbiamo ringraziare il ritardo nell’ inizio della cerimonia . dice il sindaco Franco Giordano .che ha fatto indugiare fuori sposi e invitati. Altrimenti il bilancio dei danni alle persone, qui a Ischitella, non sarebbe stato di una decina di feriti in modo lieve”.

Le nozze di Maria e Matteo si sono poi celebrate in una chiesetta di campagna, ma la paura in paese e’ rimasta, tanto che ieri sera il centro di riabilitazione motoria “Padre Pio” e’ stato trasformato in centro di accoglienza per le diverse decine di persone che non vogliono o non possono, per le lesioni alle abitazioni, trascorrere la notte in casa.

L’ epicentro della scossa sismica che ha allertato Puglia, Basilicata, Irpinia e Basso Molise, e che a Foggia ha fatto scappare numerose persone dalla sala in cui si stava inaugurando la Fiera campionaria d’ Ottobre, e’ stato individuato tra San Giovanni Rotondo, Monte Sant’ Angelo e Carpino, tre paesi nel cuore del Gargano, uno dei quali, San Giovanni Rotondo, sede di uno dei piu’ grandi e importanti ospedali del Sud, quella “Casa Sollievo della Sofferenza” voluta da Padre Pio. Proprio in quest’ ospedale, ieri mattina, il panico e l’ angoscia hanno assalito malati e visitatori. Nessun danno, per fortuna.

E’ andata peggio alle case del centro storico, una ventina delle quali, pericolanti, sono state sgomberate per ordine del sindaco, Nicola Placentino. Ma anche qui la paura fa tremare ancora le gambe. Del resto, non c’ era gia’ stato il campanello d’ allarme di giovedi’ ? Quella scossa che a Foggia s’ era fatta sentire con intensita’ del terzo grado Mercalli, conseguenza dello “scossone” di nono grado con epicentro in mar Adriatico, davanti alla costa dalmata? Meglio non fidarsi.

E non si fidano del buio della notte neanche a Rodi Garganico, dove per il crollo di un cornicione ci sono stati quattro feriti non gravi, tra i quali un bambino di dieci anni, e negli altri Comuni costieri, soprattutto a Vieste, dove alle 18 e’ stata avvertita la piu’ forte delle scosse di assestamento di ieri, che in tutto sono state quattro. Anche a Vieste, la gente si e’ riversata in strada e non sono stati pochi quelli che hanno scelto di aspettare l’ alba “tenendo d’ occhio la terra”.

Meno drammatici, ma preoccupanti, i sussulti della terra in Irpinia e Basilicata, dove ancora si piange (ma e’ stato dimostrato che molti si leccano i baffi) per il sisma del 1980: negli ultimi 10 giorni, altre tre scosse del quarto grado. Ieri, alla scossa piu’ forte, la ricomparsa dello spettro di 15 anni fa
“Terremoti di questo genere e di tale potenza si sprigionano in media ogni 4 5 anni nella zona del Gargano”, spiega il professor Calvino Gasparini della direzione dell’ Istituto nazionale di Geofisica da dove si controlla lo sviluppo del fenomeno. Essi sono i “normali segni” di una terra malata geologicamente e perennemente a rischio. “Un rischio di prima categoria”, sottolinea Gasparini.

Come in passato, anche in quest’ occasione tutto e’ accaduto secondo lo schema classico del “sisma periodico” con una scossa che ha raggiunto il sesto settimo grado della scala Mercalli seguita poi da una successione di scosse minori, piu’ lievi che non hanno superato il terzo grado, sempre della scala Mercalli.

Purtroppo non ci si puo’ stupire piu’ di tando perche’ e’ soprattutto dall’ Ottocento che questa parte dello Stivale registra pericolosi sussulti della terra con localita’, come Mattinata e Monte Sant’ Angelo, che sono rimaste nella memoria di scienziati e non per i danni subiti.

Ma anche in precedenza, nel luglio 1627, un terremoto causo’ addirittura cinquemila morti nel Foggiano, a Capitanata. Il suolo nella zona e’ soggetto ad uno spostamento naturale da Ovest verso Est. Ed e’ appunto uno slittamento della piattaforma adriatica che si inserisce sotto gli Appennini ad aver causato il terremoto: sono le strutture del nostro pianeta che inesorabilmente seguono, come in un sistema vivo, la loro evoluzione.

Tra la Puglia e la Dalmazia diverse faglie segnano la geologia del luogo e da esse nascono sismi che sono ancora piu’ gravi sulla costa montenegrina.

Il territorio italiano in quelle zone . notano gli esperti . e’ avvantaggiato da una natura calcarea molto solida. “Previsioni con i terremoti non se ne possono fare . nota Gasparini . ma bisogna stare all’ erta perche’ , appunto, l’ area ne e’ soggetta e la frequenza con cui avvengono e’ anche elevata. Ulteriori scosse, dunque, potrebbero verificarsi”.
Vulpio Carlo, Caprara Giovanni (1 ottobre 1995) – Corriere della Sera
da  rodigarganicoduepuntozero

Regione/ Sì alla calamità l’alluvione costa 200milioni

Pubblicato : martedì, 30 settembre 2014

Agricoltura e turismo, stilati i danni. L’assessore Nardini: “recepite le istanze locali”.

L’alluvione dei primi giorni di settembre che ha colpito il Gargano e le campagne dell’Alto Tavoliere ha causato danni per 200milioni di euro. La cifra è contenuta nella delibera della Giunta regionale, approvata ieri, con la dichiarazione dello stato di calamità naturale. Una cifra non molto lontana dalla prima stima effettuata nelle ore successive alla drammatica alluvione dalle organizzazioni agricole di Capitanata.
La delibera è stata trasmessa al ministero delle Politiche agricole; dal Governo infatti si attende il decreto che riconosce la gravità ed eccezionalità di quanto accaduto e lo stanziamento dei fondi. Al momento per le somme urgenze si sta operando con stanziamenti regionali.

Nella delibera, predisposta in queste settimane dagli uffici dell’assessorato regionale dell’agricoltura, viene ripartita la stima dei danni. Quelli più consistenti riguardano le colture, vite e pomodoro soprattutto, con circa 150milioni di danni; 500milioni quelli invece relativi al comparto della zootecnia e 16milioni di euro di danni alle infrastrutture.
È stato lo stesso Fabrizio Nardoni, assessore regionale all’agricoltura, ad illustrare il provvedimento alle organizzazioni agricole di Capitanata in un incontro svoltosi nel pomeriggio di ieri. Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Copagri hanno fatto il punto della situazione con l’assessore e soprattutto hanno verificato la percorribilità della strada invocata dal mondo agricolo: la moratoria dei crediti agrari attraverso una loro dilazione e rateizzazioni a lungo periodo.

Per questo la prossima settimana Nardoni incontrerà i rappresentanti degli istituti bancari. «Nella delibera abbiamo recepito le istanze che ci erano stato indicate dalle organizzazioni agricole di Capitanata, abbiamo anche chiesto l’anticipazione delle somme della nuova Pac – ha assicurato Nardoni al termine dell’incontro – si sta lavorando anche sulla rateizzazione dei crediti con le banche».
L’assessore Nardoni dopo la riunione in Coldiretti, è stato nelle sedi dei due consorzi di bonifica della provincia di Foggia. «Come Regione abbiamo stanziato un milione e mezzo di euro per ripulire i canali. Le procedure sono state avviate: i lavori sono già in corso». E proprio sul fronte dei lavori post-alluvione dal mondo ambientalista si sollecita molta attenzione su come e soprattutto dove in questi giorni sul Gargano si stanno abbancando i rifiuti inerti recuperati nelle strade, nei canali, lungo il litorale. Il rischio, se non saranno smaltiti regolarmente, e di aggiungere al danno ambientale già gravissimo, prodotto dall’alluvione, un altro altrettanto pesante.

da Ondaradio

Alluvione del Gargano/ La comunità dell’Ente Parco adotta provvedimenti

Pubblicato : lunedì, 29 settembre 2014

Per sostenere economicamente il ripristino del territorio il Parco chiede al governo il fattivo riconoscimento dello “stato d’ emergenza”.

E’ già passato quasi un mese dai violenti fenomeni meteoclimatici e, sebbene le cicatrici siano ben visibili, il Gargano, la sua popolazione e le sue Istituzioni non restano a guardare e piangersi addosso. Univocabilmente, la Comunità dell’Ente Parco, convocata dal Presidente Stefano Pecorella e dal sindaco di Vieste Ersilia Nobile, riunitasi a Monte Sant’Angelo lo scorso venerdì, ha deciso di adottare alcune iniziative amministrative per sostenere il ripristino del territorio rispetto ai danni subiti.

Così, #ilgarganovive ed #unamanoperilgargano, che stanno spopolando sul web trovano concreto riscontro anche nella realtà.

All’ordine del giorno della seduta monotematica ci sono stati lo “Stato di Emergenza per alluvione sul Gargano: proposte e determinazioni”, la “Presa d’atto della Deliberazione Presidenziale n. 49 del 08/09/2014: Emergenza alluvione sul Gargano-Richiesta riconoscimento dello stato di calamità naturale”ed una “Variazione di bilancio per il sostegno ai Comuni colpiti dall’alluvione”.

“Il Gargano ha dato grande segno di maturità e dignità – ha dichiarato il Presidente Pecorella al termine dell’Assemblea -. Ho chiesto, trovando ampio riscontro e collaborazione, che tutti i Comuni interessati forniscano un report dettagliato dei danni subiti per quel che concerne l’ambito agricolo e delle coltivazioni, che è di diretta competenza dell’Ente Parco.

A tal proposito abbiamo convenuto una variazione di Bilancio per il reperimento dei primi fondi che possano consentire un punto di partenza di questa fase di ricostruzione e rilancio. Da parte mia, ma anche a nome di tutti i sindaci dei Comuni accorsi coralmente ed affiatatamente attorno a questo tavolo tecnico dell’Ente Parco, auspico che i soggetti sovraterritoriali che nei giorni scorsi si sono recati sul nostro territorio diano seguito concreto alle promesse di aiuto. Non c’è tempo da perdere – ha concluso Pecorella -. Ogni giorno che si perde è un ulteriore handicap per il Gargano. Con gli atti d’indirizzo deliberati dalla Comunità del Parco impegniamo formalmente costoro ad aiutare, il più celermente possibile, il nostro territorio”.

da Ondaradio

Dalla grotta alla Via Longobardorum: il culto di San Michele sul Gargano

Pubblicato : venerdì, 26 settembre 2014

Azioni e tradizioni di Pino Donatacci

Il Santuario di San Michele sul Gargano ha da sempre segnato una meta importante per i pellegrini che, da secoli e per ragioni diverse, hanno scelto questo luogo impervio per condurre i loro pellegrinaggi.

LA GROTTA. La religione cristiana ha sempre dato un’enfasi particolare ai Santi che si venerano in una grotta. Lo stesso Gesù nasce e risorge dentro una grotta. Il culto micaelico si radica sui resti di culti pagani che trovavano sul promontorio del Gargano il luogo ideale di manifestazione del loro simbolismo.

L’archetipo della grotta indica il luogo interiore, la propria coscienza che è collegata in asse con la cima della montagna, luogo da raggiungere per redimersi dal peccato. Ed è proprio per questo motivo che il sito di Monte Sant’Angelo è stato scelto quale meta di pellegrinaggio già prima del IV secolo.

LA “LOTTA” DI GARGANO. Si narra che l’8 maggio del 490 un giovane di nome Gargano, facoltoso pastore sipontino, che portava al pascolo gli armenti, perse il suo bue più bello. Dopo averlo a lungo cercato, lo trovò davanti all’imbocco di una grotta. Per la rabbia gli scagliò una freccia che miracolosamente non colpì il toro bensì la caviglia di Gargano.

Turbato dall’evento, questi si rivolse al Vescovo di Siponto che, dopo aver ascoltato il racconto, ordinò a tutta la popolazione tre giorni di digiuno e preghiera. Alla fine del terzo giorno al Vescovo apparve in sogno l’Arcangelo Michele che si dichiarò patrono e custode dell’anfratto.

A questa apparizione ne seguirono altre due a distanza di un anno l’una dall’altra. La seconda apparizione avvenne al Vescovo di Siponto, San Lorenzo, in coincidenza di una battaglia nella quale, per intercessione di San Michele, i sipontini poterono avere ragione dei loro nemici.

LA CITTA’ LIBERATA DALLA PESTE. Il Vescovo, con il parere positivo del Papa Gelasio I, decise di consacrare la grotta a San Michele, ma gli apparve nuovamente l’Arcangelo, il quale assicurò al Vescovo di aver consacrato lui stesso quel luogo. Il 29 settembre dell’anno 492, sette Vescovi pugliesi e tutta la popolazione, si incamminarono verso la grotta di San Michele dove avvenne un altro prodigio: lungo la strada uno stormo di aquile dispiegò le ali per far ombra ai vescovi in marcia.

Giunti alla grotta trovarono un altare sormontato da una croce e, nella roccia, il segno del piede di un bambino, che la leggenda vuole sia quello di San Michele. La quarta apparizione avvenne nel 1656, in seguito all’epidemia di peste che colpì tutto il meridione. L’Arcivescovo invocò la protezione dell’Arcangelo con digiuni e preghiere e San Michele gli apparve in tutto il suo splendore, ordinando di benedire le pietre della grotta e di donarle alla popolazione dopo aver inciso le iniziali A.M. su di esse.

Chiunque fosse stato devotamente in possesso di una di tali pietre, anche se lontano dal luogo di culto, sarebbe stato graziato dalla terribile malattia. Fu così che la città si liberò dalla peste.

LA SIMBOLOGIA. Fin qui la leggenda, ma sappiamo benissimo che, già in epoca pagana, la pietra conservava un potere taumaturgico, capace di lenire le sofferenze più gravi. “La pietra di San Michele” è chiamata la pietra focaia presente sul Gargano. L’episodio del toro vuole indicare il predominio del cristianesimo sui riti pagani, ma ci riporta anche alla mente il rito di Mitra che soggioga il toro in una grotta.

Il parallelismo tra San Michele e Mitra è molto forte: Mitra nasce da una roccia ed ha un coltello tra le mani, lì dove San Michele ha una spada; Mitra personifica i due aspetti del cielo, diurno e notturno, lì dove San Michele, che rappresenta il Sole, ha sotto i suoi piedi il diavolo, il dio Pan, che rappresenta la parte oscura, sommersa ovvero l’elemento ctonio; infine, entrambi mirano alla salvezza dell’uomo.

Ma è nel rapporto tra l’iconografia e la cosmogonia che troviamo un elemento molto interessante circa la figura di San Michele. L’iconografia medioevale raffigura San Michele nelle vesti di un angelo antropomorfo con una lancia in una mano e con una bilancia nell’altra.

La lancia rappresenta l’asse di congiunzione tra la grotta, che sta alla base della montagna, e la sommità della stessa e, a livello cosmico, l’asse che congiunge l’equatore con il sole nel punto in cui si verifica l’equinozio d’autunno. Intorno al 29 settembre, il giorno è lungo quanto la notte.

La bilancia indica che il Santo ha le caratteristiche dello psicopompo ovvero di pesatore delle anime, mediatore tra la vita terrena e quella ultraterrena. L’etimologia della parola bi-lancia ci riconduce alla lancia doppia ovvero al punto mediano tra i due equinozi: infatti San Michele viene festeggiato anche a maggio.

L’ARRIVO DEI LONGOBARDI.

I Longobardi, convertitisi al Cristianesimo, elessero San Michele a protettore trasformandolo in un guerriero che sostituisce la lancia con la spada. Anche l’elmo e le vestigia militari sono il retaggio di un’epoca in cui la Chiesa era impegnata ad imporre il Cristianesimo con le armi attraverso le Crociate. L’ascesa dei Longobardi fa di Monte Sant’Angelo un luogo di culto obbligato prima di arrivare in Terra Santa per combattere le Crociate.

A Monte Sant’Angelo è collegata un’altra località, Mont Saint Michel in Francia, che si trova sulla stessa direttrice che collega Gerusalemme e Monte Sant’Angelo. Tra Mont Saint Michel e Monte Sant’Angelo intercorre la stessa distanza che passa tra Monte Sant’Angelo e la Terra Santa. Mont Saint Michel, luogo suggestivo sotto l’aspetto paesaggistico per via dell’alta marea che sopraggiunge quasi tutti i giorni dopo una certa ora lasciando isolata l’isola, ha molti punti in comune con Monte Sant’Angelo. Il Santuario si trova in cima ad un monte e il paese ha le fattezze di un labirinto.

La leggenda narra che nel 708 San Michele apparve in sogno al Vescovo Aubert e gli ordinò di consacrare al suo culto l’isolotto roccioso di Mont Saint Michel. Il Vescovo non fece nulla, credendo di essere stato ingannato dalla sua immaginazione, ma San Michele, in una successiva apparizione gli conficcò il dito nel cranio, oggi conservato all’interno dell’Abbazia.

Subito dopo, un toro che era stato rubato venne trovato in cima alla montagna come aveva annunciato San Michele. L’area del terreno calpestato divenne la base su cui il Vescovo Aubert costruì l’oratorio poi divenuto Abbazia.

Un altro merito che si deve ai Longobardi è quello di aver contribuito a creare le “infrastrutture” per mettere in comunicazione i siti sacri, formando la cosiddetta Via Sacra Longobardorum, che si estendeva fino alla grotta dell’Arcangelo Michele.

Giuseppe Donatacci da Foggiacittaaperta

GARGANO -Legambiente: Capitanata regina del mattone illegale

Pubblicato : martedì, 23 settembre 2014

Legambiente accoglie positivamente la notizia della convenzione firmata tra la Procura della Repubblica di Foggia e il Parco Nazionale del Gargano per l’abbattimento delle opere realizzate abusivamente nell’area protetta.

«L’abbattimento degli immobili fuorilegge, quindi il ripristino della legalità, è il miglior deterrente al nuovo abusivismo – dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – e in questa direzione va la convenzione stipulata tra la Procura di Foggia e il Parco Nazionale del Gargano ».

I numeri del rapporto Ecomafia 2014 sui reati legati all’edilizia sono impietosi: la Puglia svetta al secondo posto nella classifica del cemento illegale con 603 infrazioni accertate (quasi l’11% del totale nazionale), 880 persone denunciate e 318 sequestri effettuati.

È l’unica regione, insieme alla Calabria, in cui sono stati effettuati degli arresti: sono state infatti 14 le persone raggiunte da ordine di custodia cautelare. Quattro province su sei, Bari, Foggia, Lecce e Taranto, si sono piazzate tra i primi 14 posti della graduatoria provinciale del mattone fuorilegge.

Nel 2012 la Regione ha approvato la legge n. 15, “Norme in materia di funzioni regionali di prevenzione e repressione dell’abusivismo edilizio”, con la quale ha stanziato i primi 150.000 euro da destinare al Fondo regionale di rotazione per la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi.

La legge prevede anche che la regione attivi, in sostituzione dei Comuni, le richieste di finanziamento presso la Cassa depositi e prestiti previste dalla legge 326/2003. Un primo passo nella giusta direzione, che necessita però di maggiore incisività, a cominciare della indispensabile collaborazione da parte dei Comuni.

Sul fronte dell’abusiv ismo edilizio nelle aree demaniali, invece, nella classifica del dossier di Legambiente “Mare Monstrum 2014”, la Puglia è la quarta regione italiana con 420 infrazioni accertate, pari al 14,7% del totale nazionale, 906 persone denunciate e arrestate e 276 sequestri effettuati.

A fronte dei numerosi illeciti, però, non corrisponde un’alta percentuale di ordinanze di demolizione eseguite, anche quando previste da sentenze della magistratura diventate definitive.

Il dato sul rapporto tra ordinanze ed esecuzioni in Puglia è fermo al 5,25% (censimento dati dei Comuni capoluogo di provincia). Su scala comunale, la media a Lecce (8,3%) e Foggia (7,9%) è più vicina al dato nazionale, pari al 10,6%, mentre fanalino di coda è Brindisi con lo 0,9%. «Gli scorci più belli del paesaggio pugliese sono quelli che pagano il prezzo più alto all’appetito di affaristi», conclude Tarantini.

da La Gazzetta del Mezzogiorno

Operazione antidroga sul Gargano: 5 arresti

Pubblicato : martedì, 23 settembre 2014

Sono cinque gli uomini finiti agli arresti domiciliari per spaccio di stupefacenti eseguiti nell’ambito di una delicata operazione antidroga che ha visto impegnati i Carabinieri – dall’agosto dello scorso anno – nelle indagini su un’intensa attività di spaccio di cocaina e hashish tra Vico del Gargano, Peschici e Vieste.

Un’organizzazione composta da cinque uomini del luogo, dai 25 ai 37 anni, che aveva sviluppato anche un particolare codice criptico per comunicare durante le conversazioni telefoniche, ma che gli inquirenti – attraverso intercettazioni ambientali e varie tecniche investigative – sono arrivati presto a codificare riuscendo a cogliere in flagranza di reato due degli affiliati al gruppo di pusher, che avevano messo su un giro di affari che aveva fruttato circa 50.000,00 euro in soli quattro mesi.

da Teleradioerre

Il Gargano riparte: ospiti e cittadini alla prima puntata di “Casa Convì”

Pubblicato : lunedì, 22 settembre 2014

E torna l’appuntamento con Pane”idiano

Il Gargano che torna a vivere dopo nubifragio e alluvione. Se ne parlerà oggi, lunedì 22 settembre, alle 15 in diretta su Teledauna (visibile in tutta la Puglia al canale 87 del digitale terrestre) nella prima puntata di Casa Convì, talkshow condotto da Piero Russo e Germana Gea Zappatore.

I PROTAGONISTI. Ospiti della puntata il presidente ed il direttore di Confagricoltura Foggia Giovanni Terrenzio e Alfredo Giordano, il comandante provinciale del Corpo Forestale di Stato Angela Malaspina, il coordinatore del comitato ambientalista No Triv Raffaele Vigilante, il presidente del Consiglio Comunale di Peschici Donato Di Milo, alcuni cittadini peschiciani che hanno contribuito fattivamente ai soccorsi. Per intervenire in diretta da casa si potrà chiamare al numero 0881.33.00.35.

PANE”IDIANO. Prima di ‘Casa Convì’, alle 14,30, riparte anche Pane&Quotidiano, la prima rassegna stampa con ospiti girata all’interno di un supermercato e condotta da Piero Russo e Tony Di Foggia.

da Foggioacittaaperta

VIESTE – Sul Gargano il Raduno Nazionale della Protezione Civile: dal 18 al 21 settembre

Pubblicato : giovedì, 18 settembre 2014

Dopo 11 anni di raduni invernali svolti in Trentino Alto Adige, è la Puglia ad ospitare il primo Raduno estivo della Protezione Civile. Dal 18 al 21 settembre a Vieste i volontari di tutta Italia.

È la suggestiva baia di Pugnochiuso a Vieste a fare da cornice al primo Raduno Nazionale estivo della Protezione Civile, in programma da oggi 18 settembre fino al 21 settembre. Per l’occasione arriveranno da ogni parte di Italia volontari di Protezione civile, funzionari e dirigenti degli enti e delle istituzioni a qualunque livello (regioni, province, comuni) che si occupano di Protezione civile, rappresentanti istituzionali del Dipartimento nazionale di Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Dopo 11 anni di raduni in Trentino. Si tratta di un importante momento per il sistema di Protezione civile nazionale e pugliese in particolare. Per 11 anni questa originale iniziativa si è organizzata in Trentino Alto Adige, con il campionato italiano di sci della Protezione civile e il Raduno invernale della Protezione civile. Dal 2014 i fondatori dell’iniziativa, la Provincia Autonoma di Trento, il Dipartimento della Protezione civile nazionale e la rivista “la Protezione civile italiana” hanno deciso di spostarsi in Puglia, sia per la presenza sul territorio pugliese di una serie di località ad alto richiamo turistico, anche dell’efficienza del sistema regionale di Protezione civile pugliese.

Il programma della manifestazione prevede gare di corsa, pallavolo e nuoto, un torneo di calcetto e, sabato 20, il convegno nazionale con il capo dipartimento Franco Gabrielli dal titolo “Abolizione delle Province, riduzione delle Prefetture, riforma del Titolo V della Costituzione: cosa accadrà e cosa non dovrebbe accadere alla Protezione Civile…il dibattito è aperto”.

Le Istituzioni. Oltre che del Capo del Dipartimento nazionale di Protezione civile Franco Gabrielli, al Raduno è prevista anche la presenza del Governatore della Puglia Nichi Vendola, dell’assessore regionale alla Protezione civile della Regione Puglia Guglielmo Minervini, dei massimi vertici della Protezione civile delle Regioni italiane e del direttore della rivista “La Protezione Civile Italiana”, Franco Pasargiklian.

“Dopo i giorni del disastro – ha detto l’assessore regionale alla Protezione Civile, Guglielmo Minervini durante un incontro organizzato il 15 Settembre all’interno della Fiera del Levante di Bari – questo evento lancia due messaggi: il primo è che il Gargano è in piedi, non è chiuso per disastro, mentre curiamo le ferite andiamo avanti; il secondo è il riconoscimento del valore del volontariato pugliese e del sistema della Protezione Civile nella nostra regione. Storie di piccolo eccezionale eroismo – ha continuato Minervini – hanno impedito che quella ferita ambientale diventasse tragedia”.

Vendola. Un evento significativo anche per Nichi Vendola che ha spiegato come non sia un caso che un importante raduno, svoltosi per tanti anni in Trentino Alto Adige, oggi si faccia proprio in Puglia e proprio in quel Gargano che è stato ferito duramente dagli ultimi eventi alluvionali:

“E’ il riconoscimento di quanto sia cresciuta la Protezione Civile in Puglia in questi anni – ha commentato il governatore della Puglia – ieri non era niente mentre oggi è una macchina, un gioiello, un’organizzazione che è capace di mettere insieme il cuore e il cervello, di donare una parte del proprio tempo di vita al servizio della comunità, del territorio, a servizio degli altri”.

da Il Resto del Gargano

ISCHITELLA – #ilGarganovive: successo per il IV Raduno Bandisti del Gargano

Pubblicato : mercoledì, 17 settembre 2014

Un unico grande leitmotiv: ‘Restiamo uniti’. E’ stato questo l’invito che Antonio Falco, direttore artistico del IV Raduno bandistico del Gargano ha rivolto ai partecipanti, ai musicisti, a tutti coloro che hanno preso parte all’evento musicale lo scorso weekend a Ischitella.

Lo stesso messaggio, Falco lo aveva rivolto pochi giorni prima dell’evento – con un videomessaggio – a tutti i cittadini garganici, colpiti dall’alluvione del 6 settembre, esortandoli ad alzare la testa e a restare uniti, nel nome della musica, quella garagnica trasmessa di generazione in generazione.

206 bandisti hanno risposto all’appello dell’evento organizzato su iniziativa del Maestro Antonio Falco e del Corpo Musicale Cittadino ‘Pietro Giannone’, in collaborazione con le Ferrovie del Gargano e con il patrocinio del Comune di Ischitella.

Sono arrivati da Peschici, Carpino, Vieste, Cagnano Varano, San Nicandro Garganico, Vico del Gargano, San Giovanni Rotondo e Rodi Garganico per diffondere le note tipiche della montagna del Sole che vuole ancora stupire e affascinare con i suoi colori e i suoi profumi. Tra dedizione e passione per la propria banda locale, tutti – domenica 14 settembre – hanno rappresentato un’unica identità: la musica bandistica del Gargano, un ritmo noto anche a livello internazionale, un patrimonio promosso costantemente attraverso seminari, concerti e raduni proprio come quello svolto a Ischitella.

Blu e rosso i colori del Raduno: blu, l’uniforme, rosso come il cuore della campagna social #ilgarganovive, promossa sul web dal peschiciano Domenico Ottaviano e che in queste settimane ha raccolto consensi e adesioni da tutta la penisola, turisti legati da una profonda ammirazione per le baie soleggiate, per i sapori di una terra che sa di mare e montagna.

“Oggi la musica riesce ad unire cittadini di diverse realtà garganiche diventando un linguaggio universale che ci fa sentire tutti un unico popolo”, commenta entusiasta Falco.

Soddisfazione anche nelle parole di Pietro Colecchia primo cittadino di Ischitella: “Il Comune è fiero di ospitare per il quarto anno consecutivo il Raduno Bandisti del Gargano. Questa edizione però porta con sé un significato ancora più profondo” ha precisato il Sindaco ricordando le vittime dell’alluvione avvenuto 10 giorni fa.
In chiusura di serata, i live di ben quattro band del territorio che si sono esibite dopo il concerto itinerante: ‘New Group 3001’ di Vico del Gargano, ‘Casal Band’ di Cagnano Varano, ‘Tavola 28’, ‘Thor – The History Of The Rock’.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

da Teleradioerre

Il Gargano capitale dei «runners» europei

Pubblicato : lunedì, 15 settembre 2014

In piena attività l’or­ganizzazione del Gargano Running Week, il primo grande evento di running nel centro sud d’Italia. Oltre 1700 sono coloro che hanno già provveduto ad iscriversi all’appuntamento autunnale del 9-12 ot­tobre che farà diventare il Gargano ca­pitale sportiva.

Di essi sono fino a questo momento 507 gli sportivi che da dodici Paesi europei hanno fatto la loro iscrizione. Con loro parenti e amici che dall’estero li accompagneranno per rag­giungere Mattinata.

L’organizzazione, guidata da Davide Orlandi e che ha pure coinvolto tanti volontari garganici, ad iniziare dai componenti dell’ associazione mattinatese ‘Allenn” è pertanto soddi­sfatta di questi numeri, che vanno cre­scendo di giorno in giorno.

La stima, tenendo conto che le iscrizioni in corso si chiuderanno soltanto ad ottobre quando partiranno le gare, è di arrivare complessivamente a circa 3000 runners. A cui aggiungere tutti coloro che li seguiranno per assistere all’evento sportivo.

Si po­tranno incontrare gli amanti del trail, dello sky; del podismo, delle ultra-distan­ze, della velocità. Correre sul Gargano, attraversare le tre fasce: costa, campagna e foresta, rappresentate, nel logo, dai tre colori: blu, verde ulivo e verde cupo.

Da zero agli oltre mille metri sul livello del mare della Foresta Umbra, su tratturi antichi e single track tracciati ad hoc per i “Garganers” del prossimo Ottobre. Tre le distanze per il trail: 75,34 e 14 Km. Due le distanze previste. 10K e Mezza Maratona il tutto sotto il controllo della Fidal. L’evento, che non ha precedenti, è pos­sibile grazie alla sensibilità delle isti­tuzioni.

A partire da Puglia Promozione, agenzia della Regione Puglia, il vero mo­tore che per tre anni sosterrà, promuo­vendolo, l’evento. Sono stati creati servizi dedicati ai runners da parte delle strut­ture turistiche, la grande accoglienza pu­gliese troverà al sua massima espressione grazie all’impegno dei Comuni coinvolti e del Parco nazionale del Gargano.

Un grande appuntamento che fa della coralità il suo punto di forza.”Gargano Running Week, sottolinea Orlandi è l’emanazione di un territorio intero e farà conoscere il vero DNA di questa terra a tutto il mondo della sport”.

E’ in corso pure la straor­dinaria campagna di comunicazione che vede presente l’annuncio della manifestazione in tutt’Italia e all’estero, L’im­magine della costa garganica e delle Isole Tremiti già da alcuni mesi giganteggia nelle principali piazze, stazioni di tra­sporto; luoghi di aggregazione. Insomma un’occasione buona per vendersi sui mer­cati turistici diventati sempre piu competitivi.

Francesco Bisceglia da Ondaradio

ISCHITELLA – Raduno bandisti del Gargano rinviato al 14 settembre. Falco: “Restiamo uniti”

Pubblicato : venerdì, 12 settembre 2014

In 239 erano pronti per invadere Ischitella, tutti insieme per intonare le stesse note e per condividere la stessa passione: la musica bandistica. Domenica 7 settembre però, la data programmata per il IV Raduno Bandisti del Gargano, non poteva più essere la festa dei bandisti garganici. Non dopo il devastante alluvione che ha colpito la Montagna del Sole e che ha provocato vittime e disastri.

Per causa di forza maggiore, ma soprattutto per il rispetto di tutte le famiglie colpite da questo tragico evento, la manifestazione è stata posticipata a domenica 14 Settembre. Un appuntamento che ora si carica di un ulteriore significato, come spiega il direttore artistico del “Raduno Bandisti del Gargano”, il maestro Antonio Falco che invita i musicisti e tutti i cittadini garganici a restare uniti per dare forza all’intero territorio (VIDEO). L’appuntamento allora è per domenica 14 settembre a Ischitella a partire dalle ore 17.00.

da Bandisti del Gargano

Emergenza Gargano, da Roma subito 50 mln di euro. Ma per la Regione Puglia ne servono almeno 80

Pubblicato : giovedì, 11 settembre 2014

Buone notizie per il Gargano arrivano dal tavolo tecnico di questa mattina al ministero dell’Ambiente a Roma.

Alla riunione, convocata per affrontare l’emergenza alluvioni in provincia di Foggia, erano presenti il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola (accompagnato dall’assessore al Bilancio, Leonardo Di Gioia), il responsabile dell’unità di missione contro il dissesto idrogeologico di Palazzo Chigi Erasmo D’Angelis, il sottosegretario alle Riforme e ai Rapporti col Parlamento Ivan Scalfarotto, le istituzioni regionali, le strutture del ministero dell’Ambiente e dell’Agricoltura.

È stato avviato un coordinamento sulle attività necessarie per il territorio del Gargano. La Regione Puglia ha consegnato una prima relazione tecnica nella quale si descrivono gli eventi accaduti e le conseguenze, e si fa una prima stima degli interventi strutturali indispensabili (circa 80 milioni di euro) per mitigare il rischio idrogeologico nelle zone duramente colpite dall’alluvione.

Nei prossimi giorni si è convenuto di verificare se almeno una parte di tali interventi possa essere contemplato nell’ambito della parziale riprogrammazione (dando massima priorità alle zone colpite) delle risorse a disposizione nell’accordo di programma sul dissesto idrogeologico; riprogrammazione che dovrebbe nel complesso valere circa 50 milioni di euro.

In vista della dichiarazione dello “stato di calamità naturale”, è emersa dalla riunione la raccomandazione a valutare l’opportunità di posticipare alcune scadenze di pagamento per gli imprenditori agricoli nelle zone interessate dall’alluvione.

Il ministro Galletti ha inoltre chiarito che le norme introdotte col decreto “Competitività” e presenti nel provvedimento “Sblocca Italia” prevedono notevoli semplificazioni e velocizzazioni nelle procedure per gli interventi contro il dissesto. Il tavolo verrà riunito nei prossimi giorni per ulteriori approfondimenti tecnici.

da L’mmediato

FOGGIA – Gargano, dopo il diluvio chi ha colpa del disastro?

Pubblicato : giovedì, 11 settembre 2014

Disastro colposo, omicidio colposo, violazione delle leggi urbanistiche e omissione di atti d’ufficio. Sono queste le ipotesi di reato che hanno indotto la procura della repubblica presso il Tribunale di Foggia ad aprire un fascicolo d’indagine sull’alluvione che ha provocato danni, in particolare a San Marco in Lamis e a Peschici, e due vittime, il giovane allevatore di Carpino ed il pensionato di Peschici. Da qui anche l’ipotesi dell’omicidio colposo.

Nell’indagine non vi sono finora indagati e nelle prossime ore i magistrati potrebbero disporre una maxi perizia. L’indagine della procura di Foggia, che ipotizza anche il reato di omissione di atti d’ufficio, intende valutare pure l’ipotesi se siano stati omessi controlli e cautele da parte delle autorità competenti che, se adottati, avrebbero potuto evitare il disastro ambientale e, appunto, la morte di due persone. L’indagine riguarderà, quindi, anche la pulizia dei canali di deflusso delle acque piovane e i costoni che hanno ceduto a seguito del nubifragio.

Per questo motivo nei prossimi giorni i pubblici ministeri titolari delle indagini, coordinati dal procuratore di Foggia, Leonardo Leone de Castris, affideranno una consulenza collegiale ad un pool di esperti di cui faranno parte anche geologi e urbanisti.

A sollecitare l’apertura di una inchiesta nei giorni scorsi era stato il Codacons, che aveva peraltro presentato un esposto alla Procura di Foggia, mentre la Confedilizia provinciale di Foggia aveva chiesto una commissione di indagine (a questo punto alla Regione) sul ruolo dei Consorzi di bonifica (in provincia di Foggia ve ne sono due ed entrambi non commissariati, quello della Bonifica della Capitanata e quello della Bonifica del Gargano).

La decisione della procura foggiana ha già provocato le prime reazioni. Tra le più significative quella del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola: «La considero una buona notizia perchè bisogna capire se c’è una relazione tra alcuni effetti del disastro e alcune violazioni della legge dello Stato e naturale compiute in quell’area»,

«Abbiamo visto delle brutture e degli stupri all’ambiente – ha aggiunto il presidente Vendola – e stiamo tutti quanti imparando, finalmente, che non puoi pensare che la natura non reagisca se la strozzi. Ad un certo punto reagisce. Credo bisogna chiudere la lunga stagione dell’illegalità e dell’impunità in materia ambientale».

Nel frattempo mentre sul Gargano prosegue l’opera di prosciugamento e di sgombero del fango da parte dell’Esercito Italiano, c’è attesa oggi per l’insediamento del tavolo tecnico presso il ministero dell’Ambiente per definire le strategie di intervento e di messa in sicurezza delle aree garganiche, un adempimento che richiederà ingenti finanziamenti e che prescinde dall’opera di rilancio delle aree colpite, in particolare Peschici e dintorni, tra i luoghi di maggiore attrazione turistica della Puglia.

Filippo Santigliano da La Gazzetta del Mezzogiorno

FOGGIA – Gargano, Vendola al Governo: “Ora le parole di solidarietà si trasformino in risorse”

Pubblicato : giovedì, 11 settembre 2014

Il nuovo sopralluogo del governatore regionale

Il governatore della Regione Puglia raccomanda al Governo di stanziare al più presto i fondi per sostenere i Comuni del Gargano colpiti dalle alluvioni dei giorni scorsi. “Servono 52 milioni di euro per i soli danni da dissesto idrogeologico, poi occorrerà quantificare quelli alle strutture produttive”

da Foggiacittaaperta

Gargano, raduno nazionale Protezione Civile

Pubblicato : mercoledì, 10 settembre 2014

Dopo aver contribuito ad affrontare la grave emergenza relativa all’alluvione che si è abbattuto sul Gargano la scorsa settimana, il Sistema di protezione civile nazionale si ritroverà sul promontorio pugliese, a Pugnochiuso-Vieste, dal 18 al 21 settembre per il primo Raduno estivo Nazionale della Protezione Civile.

Il primo raduno estivo, che si terrà per la prima volta in Puglia, dopo 11 anni di raduni invernali nelle Regioni del Nord e Centro Italia, sarà lo scenario per gare sportive di nuoto, corsa campestre, beach volley e calcetto tra i volontari e i funzionari di Protezione Civile di tutta Italia.

Organizzato dal Servizio Protezione Civile della Regione, dal Coordinamento delle Associazioni di Volontariato della Provincia di Foggia, con il contributo della rivista“La Protezione Civile Italiana”, il raduno sarà l’occasione per il Sistema nazionale di protezione civile di scoprire, e per la gente del Gargano di far scoprire, le meraviglie di un territorio ricco per tradizioni e patrimonio naturalistico, che piano piano sta rialzandosi dopo il disastro.

In modo particolare, questo evento sarà un importante segnale di vicinanza e solidarietà ai cittadini colpiti dall’alluvione, e a tutti i pugliesi che amano questa terra, da parte dei numerosi volontari di protezione civile che giungeranno da tutta Italia sul Gargano per partecipare alla manifestazione.

Sabato 20 settembre, a chiusura dell’evento, è prevista la presenza del Capo del Dipartimento, Franco Gabrielli, del Governatore della Puglia, Nichi Vendola, dell’assessore regionale alla Protezione Civile, Guglielmo Minervini, del direttore della rivista “La Protezione Civile Italiana”, Franco Pasargiklian, e dei massimi vertici della Protezione Civile delle altre regioni, che si confronteranno nel pomeriggio sulle più attuali tematiche di protezione civile in un convegno nazionale.

Per info sul Raduno, per iscriversi alle gare e prenotare il soggiorno presso il Pugnochiuso Resort e le altre strutture del Gruppo Marcegaglia Tourism si invita a consultare il sito www.radunonazionalepc.it

da Stato Quotidiano

FOGGIA – Alluvione Gargano. Promodaunia a disposizione dei Comuni

Pubblicato : mercoledì, 10 settembre 2014

Per dare conforto alle popolazioni del Gargano colpite dall’alluvione la scorsa settimana, anche Promodaunia esprime il suo messaggio di solidarietà alle famiglie delle vittime e alle popolazioni garganiche: “I drammatici eventi, i pesanti danni patiti dall’ecosistema, dal paesaggio, dalle infrastrutture pubbliche e private si sovrappongono ad una congiuntura che già prima dell’alluvione era caratterizzata da una profonda crisi economica” – ha dichiarato attraverso una nota stampa la presidente di Promodaunia, Billa Consiglio.

“Nel sostenere l’urgenza della dichiarazione dello stato di crisi e nel prendere atto della volontà manifestata dalla Regione Puglia di inviduare il Gargano quale priorità in tutte le proprie politiche settoriali, Promodaunia ritiene che la necessaria ed urgente opera di ricostruzione debba essere sostenuta da un quadro organico di misure straordinarie”.

“A tal fine – conclude l’avvocato Billa Consiglio – Promodaunia metterà la propria struttura a disposizione dei Comuni e degli altri Enti garganici per studiare un piano straordinario di promozione del territorio da mettere in campo per il 2015, di concerto con Pugliapromozione e con la Regione Puglia”.

da Teleradioerre

Alluvione Gargano, Mongiello alla Camera: «Una tragedia per 6mila persone. Subito interventi idrogeologici»

Pubblicato : martedì, 9 settembre 2014

L’onorevole del PD sollecita il Governo ad un’azione straordinaria, prioritaria, per risollevare l’economia garganica dalla calamità che l’ha travolta

L’onorevole Colomba Mongiello (PD)

«L’acqua caduta in 4 gg sul Gargano e’ pari alla quantità di acqua caduta in 15 anni. Il parco nazionale del Gargano scrigno di biodiversità e di rare bellezze naturali è devastato da fango e detriti. Le imprese turistiche ed agricole chiedono interventi immediati.

L’acqua ha sommerso villaggi turistici come i campi di pomodoro in piena fase di raccolta con perdita di lavoro e reddito; lidi balneari e campi di ortofrutta spazzati via in un solo istante. Vigneti e oliveti sono sott’acqua e rischiano di asfissiare. Turismo, biodiversità, cibo di qualità sono i brand si successo della nostra terra», ha rimarcato l’onorevole Colomba Mongiello.

da Il Mattino di Foggia & Provincia

Alluvione Gargano, la Regione dà 1,3 milioni di € e chiede a Renzi stato d’emergenza e calamità

Pubblicato : martedì, 9 settembre 2014

Leo Di Gioia: «Nessuno sforzo e nessun impegno sarà risparmiato perché questa ferita aperta nel cuore della Puglia sia al più presto rimarginata e guarita».

L’assessore regionale al Bilancio, il foggiano Leo Di Gioia

“Registriamo positivamente” prosegue l’assessore “i segnali di attenzione del Governo, con la presenza del responsabile della Protezione Civile nazionale Gabrielli, del ministro per l’Ambiente Galletti, di quello per le Politiche Agricole Martina (che sarà in Capitanata domani, ndr). Ci attendiamo ora, fin dalla riunione tecnico-politica fissata per giovedì a Roma, che ci possano essere tempestivi e concreti interventi.”

da Il Mattino di Foggia & Provincia

“Alluvione Gargano era scritta nell’antica organizzazione geodetica alta Puglia”

Pubblicato : martedì, 9 settembre 2014

L’alluvione nel Gargano? Era scritta nell’antica organizzazione geodetica dell’alta Puglia. La prof.ssa Marisa Grande, del Movimento Culturale Synergetic-art, già nell’autunno 2010 in un articolo pubblicato sulla rivista ANXA news aveva illustrato alcuni particolari particolarmente interessanti ed attualissimi dopo i catastrofici eventi dei giorni scorsi.

Riportiamo integralmente l’articolo:

Anche se la conformazione geologica dei territori è molto complessa, tanto nella piccola, quanto nella grande scala territoriale, con il sistema delle celle geomorfologiche in espansione intorno ad un centro irradiante energia, è comunque possibile rendere leggibili su base geometrica le dinamiche che regolano l’attività vibrazionale della terra, dipendente dai cicli d’inclinazione dell’asse terrestre.

I recenti terremoti verificatisi intorno all’area garganica (Iside e Emsc terremoti INGV), infatti, non possono essere stati causati solamente dall’attività sismica della cella geomorfologica della Capitana, con il centro compreso tra Masseria d’Azzara e Masseria La Quercia, intorno al quale è stato possibile leggere la distribuzione di terremoti storici (www.anxa.it n. 7/8 – Luglio-Agosto 2010), ma anche per gli input sismici ricevuti dalle altre celle limitrofe, come avviene per ogni sistema complesso.

Nel 1889 un terremoto di magnitudo 5.55 registrato dal centro sismologico di Apricena (FG) colpì contemporaneamente tutto l’Appennino e si estese anche nel trentino, ossia l’energia tellurica interessò i centri delle celle collegati tra loro da un arco rivolto verso la macro-cella continentale europea che ha il suo centro in Ungheria, nei pressi di Budapest, la cui forza di espansione, contrastata dalla spinta verso nord della placca adriatica, provoca frequenti terremoti nell’area balcanica. Agendo verso ovest modella le due coste adriatiche e verso est la costa occidentale del Mar Nero.

Il modello geometrico di suddivisione a celle circolari del complesso sistema morfologico della crosta terrestre corrisponde ad una matrice di origine elettromagnetica, impressa sulla superficie esterna del mantello terrestre, i cui impulsi vengono trasmessi all’esterno, facendo aggregare, per elezione dovuta a proprietà affini, i materiali che compongono la litosfera.

I centri di fuoriuscita di elettromagnetismo che irradiano energia, corrispondono ai punti di arrivo sulla superficie terrestre dei moti convettivi interni, evolventi intorno a minerali buoni conduttori incolonnati lungo lo spessore del mantello terrestre, i quali conducono all’esterno i flussi di elettromagnetismo prodotti a causa dell’attrito tra i minerali alla base del mantello e quelli fusi sull’involucro incandescente del nucleo in rotazione.

Ne deriva che sulla crosta terrestre i minerali a minore conduzione si dispongano, quasi per ordine gerarchico dipendente dall’espansione da un centro magnetico, verso l’area periferica circolare di ogni cella. Tali minerali, che hanno minore forza di aggregazione, costituiscono il materiale di ricambio della litosfera rinnovabile. Scossi da terremoti e inabissati per subduzione, si fondono alla base del mantello e, divenuti più leggeri, riemergono in stato di magmi, che ciclicamente incrementano l’attività vulcanica del pianeta.

La tipologia frattale del sistema fa sì che la lettura dell’organizzazione territoriale su base elettromagnetica possa essere rapportata alla medesima configurazione a cella circolare in ogni tipo di scala, dalla grande alla piccola. Nell’area mediterranea la vicinanza delle terre implica una connessione complessa tra celle ravvicinate, le quali, aggregandosi come bolle di sapone, aderiscono tra loro secondo un sistema che descrive forme esagonali e altre derivate, nelle quali si possono leggere dei simboli universali ideo-grammatici, archetipi semantici, che contengono criptata un’antica conoscenza collegata alla geometria sacra. (Poster “Archetipi e celle geomorfologiche”, elaborato da Marco Lucio Sarcinella sulla base della mia teoria in occasione della Conferenza Nazionale di Geomitologia indetta dall’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale-ISPRA, svolta nei giorni 6-7-8 ottobre 2010 a Policoro in provincia di Matera). (M. Grande “La geomitologia è una scienza nuova a carattere interdisciplinare che salvaguarda il territorio”, 10-10-2010 http://www.corrieresalentino.it ).

Tale conoscenza sacra si basava sulla capacità di antichi geomanti di percepire l’energia elettromagnetica, in base alla quale individuare i centri d’irradiazione di ogni cella, che, espandendo il territorio, lo configuravano. La compressione verso la circonferenza periferica dei materiali più elastici li fa corrugare e crea vulcani trascorrenti ad arco su bacini magmatici fissi, i cosiddetti “anelli di fuoco” , oppure catene montuose ad arco, il cui materiale, spesso poco omogeneo, è soggetto a frane e a crolli nelle faglie di congiunzione circostanti.

L’organizzazione geodetica di origine megalitica, riproducente la forma di “tela di ragno” con la disposizione dei megaliti su cerchi concentrici, assecondava la tendenza all’espansione della cella geomorfologica. Particolari pietre o altri minerali, scelti per la loro capacità di conduzione elettrica venivano collocati, invece, sui nodi creati da intersezione dei cerchi con raggiere, per captare e rendere coerenti le linee di flusso del campo magnetico terrestre.

Tale operazione serviva ad imbrigliare, ricondurre al centro e stabilizzare i campi elettromagnetici prima che, irradiandosi verso le periferie, con la loro carica elettrica trasformata in energia sismica, potessero diventare distruttivi, provocando movimenti sismici di elevata intensità, crolli tettonici e attività vulcaniche.

Nell’alta Puglia, la cella con centro in Masseria d’Azzara- La Quercia corrisponde ad una cella minore, compresa, secondo il sistema proporzionale di tipo frattale, all’interno di una cella maggiore, con centro nel Golfo di Manfredonia, che si estende fino alle coste adriatica orientale, tirrenica e ionica.

La dimensione di questa cella corrisponde a quella del modulo di base dell’area mediterranea, dettata dal triangolo di fuoco tirrenico composto dai vulcani Marsili, Vavilov e Vesuvio, con attività sismico-vibrazionale basata sull’armonica sei. (www.corrieresalentino.it).

Una cella geomorfologica così estesa avrebbe sicuramente messo i dauni in condizione di interferire con i popoli circostanti. Inglobando non solo l’area di N-W della cella Peuceta, con centro in Monte Sant’Elia, ma anche parte dei territori delle attuali regioni Basilicata, Campania e Molise, avrebbe creato l’oggettiva difficoltà a stabilire i reali confini del territorio dauno.

Il problema consisteva nel dover scegliere tra il sistema geodetico megalitico a celle circolari basato sulla naturale espansione della cella geomorfologica o descrivere confini lineari naturali, come la Catena dei Monti Dauni e le valli attraversate dai fiumi Fortore ed Ofanto, sistema privilegiato dagli antichi popoli italici confinanti e mantenuto nel tempo.

Anche la frequentazione invernale del Tavoliere da parte di pastori nomadi provenienti dalle terre confinanti, i quali praticavano la transumanza con esemplari di capri-ovini e di bovini, il cui allevamento aveva avuto inizio in fase neolitica, estendeva la rete delle vie armentizie ben oltre i confini politici del dominio dauno.

La grande cella con centro nel Golfo di Manfredonia rende frastagliata e disseminata di isole la costa orientale adriatica e in Italia delinea parte di costa tirrenica e ionica. Nell’area interna della penisola passa per Pescara, per il Vesuvio, per il Monte Pollino e per Brindisi, località corrispondenti ai centri delle sei celle uguali che la intersecano, rendendo complesso il semplice sistema modulare.

All’interno della grande cella gli stadi di espansione sono segnati da circonferenze concentriche di minore dimensione, ma vi sono anche, secondo il sistema frattale, piccole celle decentrate. Una è quella che circoscrive il Promontorio del Gargano, le sue coste e il corso del torrente Candelaro, i cui sedimenti in milioni di anni hanno colmato il braccio di mare che lo isolava e lo hanno congiunto alla terraferma.

Geologicamente distinto dal territorio circostante, infatti, il Gargano si ergeva isolato sul mare, con le sue alture compatte dei monti Sacro (m.872), Spigna (m.1008) e Calvo (m.1056), che ne compongono la dorsale.

La precisa geometria del sistema fa sì che la circonferenza della cella avente il centro nel mare di Manfredonia, proprio quella che descrive perfettamente la curva del golfo omonimo, passando attraverso la Foresta Umbra, centro della piccola cella del Gargano, intersechi anche una circonferenza intermedia della cella “d’Azzara-La Quercia”, quella che modella la costa nord della Puglia.

Quale circonferenza periferica, questa, delinea il tratto di costa esteso tra i laghi di Lesina e di Varano e proseguendo verso N-W segue anche l’andamento curvo del Lago di Occhito. I bacini lacustri si pongono perciò su un’area geologicamente debole e la configurazione dei laghi Lesina e Varano è maggiormente soggetta a modifiche ambientali, poiché risente tanto delle dinamiche proprie dell’attività sismica ciclica, quanto di eventi catastrofici sottomarini che in passato hanno provocato devastanti onde anomale, come lo tsunami del 30 luglio 1627.

Alla modellazione delle coste contribuisce, infatti, l’interazione combinata tra l’azione prodotta dall’erosione marina e l’energia tellurica distruttiva, che provoca crolli in mare di materiale crostale friabile. Per il Lago Occhito, che si colloca sulla medesima corona circolare che comprende i laghi di Lesina a Varano, vale il medesimo discorso, poiché è posizionato sul lungo fronte di sovrascorrimento che, come una paleocosta, delinea la piattaforma apula, compresa tra le catene montuose appenninica e dinarico-ellenica.

Lungo tale direttrice vi è la lunga Fossa Bradanica, composta da depositi, la quale separa l’Appennino Calabro-Lucano dall’ Avampaese apulo. La faglia sottostante proviene dall’Adriatico e, attraverso Pescara, raggiunge il litorale ionico, dopo aver percorso una lunga valle di depositi marini solcati dai fiumi Bradano, Basento, Cavone, Agri e Sinni, che sfociano sul litorale della Basilicata compreso tra Metaponto e Policoro.

L’interazione di spinte geologiche ha determinato nel tempo la formazione di faglie orizzontali tutte parallele alla costa nord della Puglia, quali: la faglia Pescara-Dubrovnic, quella delle Tremiti e quella garganica estesa tra San Marco in Lamis e Mattinata e la faglia Nord Salentina all’altezza di Taranto e la Sud Salentina tra Leuca e Corfù.

Il territorio garganico non attraversato dai depositi fluviali risulta calcareo e carsico ed è perciò costellato da molteplici grotte, che costituirono ripari e luoghi di culto per l’uomo della paleo-storia, soprattutto se percorse da fiumi ipogei.

Nel territorio dell’Alta Puglia vi sono siti archeologici ipogei risalenti al Paleolitico, quali la grotta Paglicci, presso Rignano Garganico, la quale attesta, con i suoi numerosi strati archeologici e le sue antiche pitture rupestri, la continuità di frequentazione dell’Homo, dal Sapiens Neandertal al Sapiens-sapiens Cro-magnon.

La permanenza in grotta contribuiva ad affinare la sensibilità preposte a percepire le energie della natura e inventare modi per mitigare l’azione distruttiva di flussi elettromagnetici veicolati dai sali ionici disciolti nei flussi idrici sotterranei.

La frequentazione, con intenti equilibranti quel territorio percorso da faglie, da parte del popolo costruttore di megaliti che aveva elaborato il sistema per rendere coerenti le linee di flusso elettromagnetico e neutralizzare il loro carattere distruttivo, è testimoniata anche intorno alla grotta di Rignano e presso Vieste.

I dolmen ricordati a memoria d’uomo in area garganica oggi sono andati distrutti, anche se nel pianoro di Santa Trinita, al confine tra San Marco in Lamis e San Nicandro Garganico, nel 2007 è stato individuato un complesso composto da tre cerchi dal diametro di circa 50 metri e da specchie, delle quali una nel centro di uno dei cerchi, che hanno fatto pensare ai ricercatori Gabriele Tardio e Ludovico Centola che si possa trattare di costruzioni di tipo megalitico.

I cerchi qui rinvenuti fanno pensare ad allineamenti di tipo astronomico, tipici del megalitismo, a differenza della grande quantità di recinti a forma di “C”, corrispondenti a trincee di drenaggio scavate nella piana della località archeologica di Passo di Corvo, presso Foggia, abitata sin dal VI millennio a.C. Tale sensazionale scoperta, collegata ad oltre duecento insediamenti neolitici rinvenuti nell’ampia piana foggiana interposta tra l’anticlinare del Gargano e le Murge, avvenne nel 1946, quando il Bradford analizzò le fotografie aeree scattate dalla Raf durante la seconda guerra mondiale.

Proseguirono gli studi Dinu Adamesteanu (1962), E. M. De Julis, Sante Tinè, rinvenendone ancora un altro centinaio. Dall’analisi della configurazione geologica e idrologica, effettuata da Giuseppe Leuci del dipartimento di Paleontologia dell’Università di Napoli, è emerso che la funzione dei recinti a “C” era di drenaggio di un bacino naturale, i cui bordi sono delineati da un canale perimetrale che li comprende, effettuato ai fini di favorire il flusso delle acque della falda freatica, interrotta nel sottosuolo da numerosi banchi di argilla presenti nel territorio. Si tratta, quindi, di un’operazione di bonifica e di utilizzo delle acque, tramite l’impedimento alla loro emersione periodica e il ristagno in superficie.

Su lame e grotte già adibite da millenni a siti di carattere cultuale, presenti lungo l’estensione della faglia maggiore e delle faglie secondarie, sorsero anche in fase storica luoghi di culto, con l’intento di placare le divinità preposte alla modellazione del suolo (Ercole, Dioniso, Giano, che avevano il loro riferimento primo nella via maestra del cielo indicata da Orione), ai fini di poter limitare i danni dell’inevitabile carattere distruttivo dei movimenti tellurici.

Continua, infatti, anche in epoca moderna il culto praticato in grotta e ne sono esempio i siti allineati lunga la direzione W-E della faglia garganica, quali San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo, Monte Sant’Angelo e Mattinata.

In posizione intermedia lungo l’ Appia-Traiana, sulla via denominata in fase medioevale “Micaelica”, si trova la grotta di Monte Sant’Angelo, una delle cavità carsiche poste alle pendici della dorsale garganica, dedicata sin dal 490 d.C. al culto di San Michele, l’Arcangelo combattente per riportare ordine nel caos.

Divenne meta di pellegrinaggio di coloro che provenivano dal nord attraverso le vie della fede: Romea, Longobardorum, Francigena, per proseguire, poi a sud lungo la Puglia, dove sono numerosi i santuari e le chiese dedicate all’Arcangelo Michele.

Tappa finale italica per molti pellegrini era la chiesa dedicata alla Madonna Annunciata del Capo di Leuca, baluardo dell’Europa cristiana, proiettato verso la Terrasanta seguendo la via maestra del meridiano fondamentale naturale dettato dal percorso celeste della costellazione di Orione.

FONTE

http://synergeticart.wordpress.com/

L’alluvione nel Gargano era scritta nell’antica organizzazione geodetica dell’alta Puglia – Fonte meteoweb.eu

ALLEGATI

http://www.statoquotidiano.it/wp-content/uploads/2014/09/04-marisa-grande-lantica-organizz-geodetica-dellalta-puglia-anxa-sett-ott-2010-jpg2.jpg

da Stato Quotidiano

FOGGIA – Alluvione Gargano, si lavora per riaprire le strade. Mercoledì arriva il ministro Martina

Pubblicato : lunedì, 8 settembre 2014

Sul Gargano si lavora per tornare alla normalità. Oggi, complice un’altra bella giornata di sole, i volontari della Protezione Civile, Vigili del Fuoco e personale delle amministrazioni comunali hanno continuato i sopralluoghi nelle zone maggiormente colpite dai nubifragi della settimana scorsa.

A Peschici e Rodi Garganico i militari dell’Esercito stanno ripulendo dai detriti e dal fango le principali vie d’accesso ai centri abitati, ma si lavora anche per ripristinare la viabilità interna e i canali d’acqua.

Intanto mercoledì mattina sul Gargano arriverà il Ministro dell’Agricoltura Martina che accompagnato dall’assessore regionale Nardoni e dalla parlamentare foggiana Colomba Mongiello, visiterà i campi e le aziende agricole maggiormente colpite dal maltempo.

da Teleradioerre

RODI GARGANICO – A San Menaio la Festa regionale NCD. Attesi Alfano e Lorenzin

Pubblicato : lunedì, 8 settembre 2014

Si svolgerà dal venerdì19 adomenica 21 settembre prossimi la prima Festa regionale e provinciale del Nuovo Centrodestra.

Di assoluto rilievo il parterre degli ospiti, che va dai ministri del’Interno Angelino Alfano e della Sanità Beatrice Lorenzin al sottosegretario al Lavoro Massimo Cassano, nonché a parlamentari, consiglieri regionali, amministratori locali.

Particolarmente attesi gli interventi del leader del Nuovo Centrodestra Angelino Alfano, nella giornata inaugurale; il confronto tra il segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa e il coordinatore nazionale di Ncd Gaetano Quagliariello, per tracciare il percorso ‘versola Costituentepopolare’ che è la tematica portante della manifestazione, e il dibattito sul ruolo del Ncd in Puglia e in Italia. Ma si parlerà anche di sanità, ambiente, sviluppo, occupazione.

L’importante appuntamento si svolgerà presso l’elegante struttura ‘Orchidea Blu’ a San Menaio (Vico del Gargano). “Una scelta significativa anche alla luce dei terribili eventi che hanno flagellato il Gargano” sottolinea l’on. Franco Di Giuseppe: “la nostra presenza vuol testimoniare la vicinanza e la solidarietà del partito, a ogni livello, alle popolazioni e ai Comuni colpiti da una tragedia di portata epocale, e vuol essere un piccolo contributo alla ripresa dell’economia e alla volontà di continuare e rialzarsi, che deve prevalere sulla disperazione e sul dramma”./gg

da Teleblu

BARI – Una raccolta fondi Fc Bari 1908 per popolazioni del Gargano

Pubblicato : lunedì, 8 settembre 2014

Il nubifragio che ha messo in ginocchio il Gargano negli ultimi giorni ha scosso l’intera regione e anche la FC Bari 1908, che ha deciso di essere al fianco della popolazione colpita da questa calamità con iniziative benefiche per raccogliere fondi.
“Le immagini che in questi giorni stanno arrivando dal Gargano, afflitto da un fortissimo nubifragio, non hanno lasciato indifferenti nè me, nè la società – ha spiegato Ganluca Paparesta, presidente della FC Bari 1908 -.

Ci siamo già mobilitati per organizzare nelle prossime settimane iniziative benefiche, come partite amichevoli infrasettimanali, per raccogliere fondi da destinare alla popolazione del Gargano”.

“Ho detto in più di una occasione – ha aggiunto Paparesta – che la FC Bari 1908 non è solo una società sportiva concentrata sui suoi interessi, ma un’azienda che vuole essere presente sul territorio regionale anche dal punto di vista sociale”. “Noi – ha concluso – possiamo, e dobbiamo sfruttare la nostra posizione per diventare il volano di iniziative sociali e di solidarietà”.

da La Gazzetta del Mezzogiorno

Gargano, Protezione civile mette in salvo 40 turisti

Pubblicato : lunedì, 8 settembre 2014

Foggia – OPERA senza sosta la macchina dei soccorsi sul Gargano, affiancando l’Esercito che da domenica mattina è presente sul territorio con uomini e mezzi. Impegnativo il lavoro a sostegno della popolazione, degli sfollati e dei turisti svolto dall’intero sistema di protezione civile regionale.

Ieri, domenica, grazie a un accordo e alla piena collaborazione con le Ferrovie dello Stato, su sollecito dell’assessore Minervini e del presidente Vendola, la Prefettura di Foggia e il Servizio Protezione Civile della Regione Puglia si sono adoperati per far rientrare nelle loro città di residenza 40 turisti, di cui una decina stranieri (olandesi e danesi), che hanno perso ogni cosa durante la devastazione dei campeggi di Peschici nei quali stavano villeggiando.

Anche le associazioni di volontariato di protezione civile, in costante contatto con la Sala Operativa Integrata Regionale, continuano nelle loro attività di supporto e sostegno ai soccorritori e alla popolazione.

Considerato che la situazione, anche grazie all’assenza di pioggia, sembra essere maggiormente sotto controllo, alcune associazioni di altre province pugliesi sono rientrate, ma restano a disposizione per ritornare sul Gargano in caso di necessità.

da Stato Quotidiano

FOGGIA – Palla di fuoco sorvola i cieli del Gargano: si tratta di un bolide

Pubblicato : lunedì, 8 settembre 2014

L’avvistamento è avvenuto la sera del 7 settembre a San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Rignano Garganico e San Nicandro

Una palla di fuoco di colore rosso seguita da una luminosa scia, ieri sera ha attraversato i cieli del Gargano, tra le 23 e 23.30. Le segnalazioni giungono da Rignano Garganico, San Giovanni Rotondo, Marco in Lamis e San Nicandro. I testimoni sono certi che non si sia trattato di una stella cadente.

Si tratterebbe quindi di bolide, vale a dire una meteora di elevata luminosità, che avrebbe sorvolato i cieli del Promontorio per una quindicina di secondi e dopo pochi minuti provocato un forte boato avvertito nelle vicinanze di San Nicandro

da Foggiatoday

FOGGIA – Alluvione Gargano, WWF accusa: “Alcuni sindaci chiudono gli occhi davanti ad abusi”

Pubblicato : lunedì, 8 settembre 2014

Solidarietà a popolazione, denunce contro istituzioni

“Nel caso della bomba di acqua e fango che ha distrutto la baia di Peschici, nella zona del porto e dove insistono numerosi camping e lidi, le responsabilità umane sono evidenti”.

IL CORDOGLIO. Solidarietà sì, ma anche accuse e denunce. Il WWF interviene sulle conseguenze drammatiche delle alluvioni che hanno flagellato il Gargano. E lo fa con un intervento a gamba tesa del presidente della sezione foggiana, Carlo Fierro: “Nell’esprimere solidarietà alle popolazioni del Gargano colpite dai nubifragi e cordoglio per le vittime – spiega -, non si può però sottacere che in alcuni casi è possibile riconoscere un disastro annunciato”.

FOCE OSTRUITA. La prima denuncia riguarda “lo sbocco del torrente che ha invaso la distesa che era stato, infatti, letteralmente sbarrato da cemento e asfalto. Dalle foto aree antecedenti il disastro si vedono addirittura macchine parcheggiate sulla foce ostruita.

Il torrente in questione, sotto il paese di Peschici, raccoglie anche le acque dell’ampia piana di Calena e non ha altro sfocio”. Altro aspetto incredibile, evidenzia il WWF Foggia, è la presenza di strutture e fabbricati praticamente a ridosso dello stesso corso d’acqua ostruito al termine.

MALINTESO SVILUPPO DEL TERRITORIO. “Ci sono luoghi nel Gargano – evidenzia il WWF Foggia – dove ad enfatici pronunciamenti degli amministratori in favore del paesaggio, spesso corrisponde da parte degli stessi il silenzioso avallo di qualsiasi iniziativa di edificazione, in nome di un malinteso sviluppo del territorio.

Ad esempio, proprio il Comune di Peschici, spesso, in passato, è stato al centro di aspre polemiche con le associazioni ambientaliste, a causa degli interventi speculativi, autorizzati e non, che si sono susseguiti in un inarrestabile assalto di un territorio già troppo eroso dalla febbre edilizia indotta da una concezione becera e miope del turismo”.

I ”BUNGALOW”. Proprio a Peschici – denunciano – negli ultimi anni sono proliferate strutture turistiche autorizzate in vari modi, legge 3 e riqualificazione dei campeggi, dove sono state realizzate centinaia di villette praticamente sulla battigia, definite eufemisticamente “bungalow”.

IL CANALE ULSE. Altro esempio posto dal WWF, eclatante e confacente agli avvenimenti di questi giorni, è quello del canale Ulse, costruito dal Consorzio di Bonifica del Gargano proprio nel territorio di Peschici, già soggetto, peraltro, a diversi straripamenti negli anni scorsi.

Lungo il costone del canale è sorto un intero quartiere rurale di dubbia legittimità. Più in generale nel Gargano, osserva il WWF, alle cementificazioni più spregiudicate e aggressive, come le lottizzazioni e i centri alberghieri sulla costa.

ABBATTIMENTO DEGLI ABUSI. “Per evitare nuovi futuri disastri -conclude Carlo Fierro – è perciò fondamentale la lotta all’abusivismo edilizio. Sarebbe ipocrita negare che alcuni sindaci costruiscono il proprio consenso elettorale chiudendo gli occhi di fronte al fenomeno del mattone selvaggio.

Fra le principali funzioni di un Parco vi è ovviamente quella della difesa e della conservazione del territorio, intervenendo proprio quando i singoli comuni, per inerzia o convenienze elettorali, non intervengono. Proprio per scoraggiare altre aggressioni al territorio, l’auspicio è, pertanto, che il Parco del Gargano proceda agli abbattimenti degli abusi edilizi come previsto dalla legge”.

da Foggiacittaaperta

Gargano. La solidarietà del Presidente di Confindustria Foggia

Pubblicato : domenica, 7 settembre 2014

“Governo e Regione procedano con urgenza al riconoscimento dello stato di calamità per il Gargano, per far sì che quanto prima si possano dare risposte concrete alle esigenze di un’area strategica per l’intera economia pugliese”. E’ quanto ha dichiarato il neo Presidente di Confindustria Foggia, Gianni Rotice.

Per Rotice è fondamentale una ricognizione dei danni, ingenti, ad aziende turistiche ed agroalimentari nonchè va prestata massima ed urgente attenzione anche all’intera rete infrastrutturale e dei trasporti.

Solidarietà espressa dal Presidente di Confindustria Foggia nei confronti di tutti gli abitanti del Gargano colpiti dalla pesante ondata di maltempo: “auspichiamo – conclude Rotice – anche la rapida predisposizione e condivisione di un piano mirato di interventi per la messa in sicurezza del territorio, affinché tali tragedie non abbiano a ripetersi”.

Confindustria Foggia con la sua struttura ed i suoi uffici è a disposizione delle Aziende, dei Comuni e di tutti gli Enti interessati per ogni attività di collaborazione e supporto.

da Teleradioerre

Alluvione Gargano, la Prefettura smentisce il ritrovamento del settantenne

Pubblicato : sabato, 6 settembre 2014

Strutture turistiche evacuate, continua a piovere

Si ferma a uno, al momento, il conto delle vittime causate dalla bomba d’acqua che ha preso d’assedio l’interno promontorio del Gargano, abbattendosi con particolare violenza nelle ultime ore soprattutto nella zona compresa tra Peschici, Vieste e Vico del Gargano. Antonio Facenna, 24enne allevatore di Vico del Gargano, disperso mercoledì scorso, resta l’unica vittima confermata. La prefettura infatti, ha smentito il ritrovamento, da parte della Capitaneria di porto, del corpo del settantenne scomparso a Peschici, come riferito in precedenza sempre dalla stessa Prefettura (LEGGI). 

Alluvione Gargano, anche Vieste immersa nel fango
A Peschici campeggi completamente allagati
Trovato morto nel mare di Peschici il secondo disperso

 FUGA DAL GARGANO, ALBERGHI PIENI ANCHE A FOGGIA. Proseguono le attività di soccorso, ma il maltempo non accenna a placarsi. Cielo coperto e pioggia incessante nelle vicinanze del litorale garganico, praticamente ridotto ad un mare di fango, come testimoniano i video provenienti da Vieste (GUARDA) e Peschici (GUARDA): qui le operazioni di soccorso hanno consentito di mettere in salvo i villeggianti che erano nei campeggi e negli alberghi.

Molti di questi pertanto, come confermano alcune strutture, hanno raggiunto e in alcuni casi riempito gli alberghi del Capoluogo dauno. Sempre a Peschici poi, oltre ai mezzi di terra dei vigili del fuoco, dei carabinieri e della Protezione civile, ci sono anche mezzi anfibi della Capitaneria di porto e sommozzatori.

 IN 5 GIORNI, TUTTA L’ACQUA CHE CADE IN UN ANNO. Piove ancora in zona San Giovanni Rotondo, decisamente più colpita dall’acqua anche rispetto alla vicina San Marco in Lamis. In entrambi i comuni, le autorità hanno disposto le evacuazioni delle abitazioni poste nelle zone maggiormente sensibili a pericolo frane. Come conferma l’assessore regionale Guglielmo Minervini, sul posto da giorni per coordinare le operazioni, sono molte le strade interpoderali, urbane ed extraurbane dichiarate non percorribili.

“Da lunedì a oggi – ha fatto sapere Minervini – è caduta nei paesi del Gargano la quantità d’acqua che di norma cade in un anno. I millimetri caduti in questi cinque giorni – attesta l’Assessore – sono 638, quando in un anno sono 800”. Ed è sempre Minervini a fornire tramite i social l’aggiornamento delle strade non percorribili, raccomandando ai cittadini della zona di non avventurarsi in queste ore.  

LA FORESTALE AL LAVORO SENZA TREGUA . Determinante, anche, l’intervento del Corpo Forestale: venti pattuglie sono all’opera nelle attività di soccorso alla popolazione, da Vieste, Peschici e Rodi Garganico fino al lago di Varano e le zone interne. A Carpino, proprio questa mattina, la forestale ha tratto in salvo alcune persone che, preoccupate dal livello dell’acqua, avevano cercato riparo sul tetto di un’abitazione ,rimanendo isolate. Stessa sorte quella toccata ai passeggeri di un pullman i quali, bloccati dal fango sulla strada a scorrimento veloce Garganica all’altezza del bivio Ischitella, erano saliti sul tetto della vettura, così come altri automobilisti anch’essi rimasti fermi tra i sassi e la marea d’acqua. Risultano non raggiunte dalla rete elettrica nella zona circa 5.000 utenze.

da Foggiacittaaperta

Varano, trovato il corpo di Antonio – Evacuate 400 persone a San Marco

Pubblicato : sabato, 6 settembre 2014

Si tratterebbe di due bambini stranieri di 7 e 11 anni – Si cercano i sei occupanti di un camper finito in mare

Ritrovato dagli uomini della Protezione Civile il corpo di Antonio Facenna, il giovane di 24 anni scomparso da circa tre giorni. Il ragazzo, di Vico del Gargano, si stava recando nella masseria di famiglia, nelle campagne di Carpino quando l’automobile sulla quale viaggiava è stata travolta dalla violenza dell’acqua e dal fango.

L’automobile è stata trovata lungo il canale Puntone alla foce del Lago di Varano. Proprio sotto l’automobile, gli uomini della Protezione Civile hanno trovato il cadavere del ragazzo.

LA SMENTITA – Intanto la Prefettura di Foggia smentisce la notizia del ritrovamento in località Marina di Peschici del cadavere dell’uomo di cui non si avevano notizie da diverse ore, diffusa dai suoi uffici intorno alle ore 13. L’allarme sulla scomparsa era scattato nelle prime ore della mattinata di oggi in una Peschici alle prese con l’emergenza danni da maltempo.

L’uomo sarebbe quindi ancora disperso alla pari di due bambini stranieri di 7 e 11 anni mentre la Capitaneria di Porto fa sapere di aver tratto in salvo due turisti danesi di 55 anni, ospiti del camping Degli Ulivi. Si trovavano a bordo del proprio caravan, quando il mezzo è stato travolto dalla piena.

Pare che la coppia stesse per affondare quando è arrivata la motovedetta della Capitaneria. La donna è in buone condizioni, mentre l’uomo ha riportato soltanto una ferita al ginocchio. Non sono ancora state confermate, invece, le voci circa la scomparsa dei sei occupanti di un camper.

L’EMERGENZA – Da ieri sera il fronte dell’emergenza si era spostato sulla zona costiera del promontorio dopo i violenti temporali che hanno colpito Peschici e Vieste. A Peschici, in particolare, preso la scuola elementare, è stato attivato un punto di accoglienza per gli sfollati.

Si tratta nella maggior parte dei casi di turisti. Stamane risultavano ostruite le strade d’accesso alla nota località balneare mentre l’intera piana degli alberghi, case vacanza e villaggi turistici, sembra essere diventata un unico enorme pantano. Un ponte, probabilmente già precario sotto il profilo strutturale, è crollato lungo la statale 89 tra Peschici e San Menaio sottraendo alla cittadina una importante strada d’accesso. Non si arriva nella località nemmeno percorrendo la statale da Vieste, bloccata da detriti e alberi trascinati dall’acqua.

Ecco come il maltempo ha ridotto la piana di Peschici

SITUAZIONE DIFFICILE – Le squadre dei Vigili del fuoco stanno operando con idrovore per allagamenti in box, scantinati, abitazioni e campagne ma la situazione è difficilissima perché gli spostamenti dei mezzi di soccorso sono messi a dura prova dall’impraticabilità delle strade invase da fango e terriccio colato dal promontorio. Numerosi gli interventi effettuati anche in campeggi e altre strutture turistiche della zona. Sempre a Peschici all’interno di un camping è stato richiesto l’invio di un elicottero di soccorso per trasferire un bambino ospite con la famiglia nel campeggio Parco degli Ulivi e alle prese con un malore in un ospedale della zona.

Difficoltà si registrano anche lungo la provinciale Vieste-Peschici per la caduta di un albero; così come numerosi son gli allagamenti sul lungomare di Vieste. «Qui abbiamo paura. Siamo sul tetto di un’abitazione e stiamo aspettando che qualcuno ci aiuti» ha scritto in un sms un residente di Peschici ad un amico di Foggia, testimoniando la gravità della situazione del centro garganico completamente colpito dall’eccezionale ondata di maltempo che continua a flagellare il Gargano.

Nella cittadina sono saltate anche le linee telefoniche ed è possibile comunicare solo con telefoni cellulari. In alcune zone di campagna anche l’elettricità sarebbe saltata. Il sindaco di Vieste ha emesso un’ordinanza di sgombero dei residenti delle zone Montincello, Piano Piccolo e Santa Maria interessate dalla confluenza dei canali La Teglia e San Giuliano che, fortemente ingrossati dall’apporto delle acque piovane, stanno determinando un progressivo allagamento delle aree circostanti.

RICERCHE E SOCCORSI VIA MARE – Anche la Capitaneria di Porto di Vieste sta operando sia via terra che via mare a causa delle imbarcazioni che hanno avuto difficoltà a rientrare in porto per il maltempo. Diversi gli interventi effettuati dalle motovedette della Guardia Costiera lungo il litorale garganico. Anche per automobili e roulotte finite in mare dalla violenza dei fiumi di acqua piovana che hanno inondato camping e altre strutture turistiche. Fortunatamente gli uomini della Capitaneria di Porto hanno recuperato solo mezzi e al momento non si registrano ferito o dispersi.

da Corriere del Mezzogiorno/Foggia

Alluvione Gargano: un morto a Peschici, recuperato corpo in mare

Pubblicato : sabato, 6 settembre 2014

Il 70enne questa mattina era stato travolto dalla piena di un torrente di fango in zona Ialillo risulta ancora disperso. Sconosciuta l’identità del corpo recuperato dalla Capitaneria di Porto

Non è il corpo di Vincenzo Blenx quello recuperato in mare nello specchio d’acqua Ialillo dagli uomini della Capitaneria di Porto, ancora in corso di identificazione. Risulta ancora disperso il 70enne originario di Vico del Gargano, ma residente a Peschici, che questa mattina è stato travolto dalla piena di un torrente di fango in zona Ialillo. 

C’è quindi una prima vittama dell’alluvione che da alcuni giorni sta mettendo ko il Gargano. Risultato ancora disperso anche Antonio Facenna, 24enne di Vico del Gargano, la cui auto è stata recuperata nel canale Puntone a Foce Varano

da Foggiatoday

Alluvione Gargano: caravan travolto e trascinato in mare, turisti salvi per miracolo

Pubblicato : sabato, 6 settembre 2014

L’intervento della Capitaneria di Porto al Camping degli Ulivi a Vieste. Intervento dei Forestali anche presso il camping Selva dei Pini

Una coppia di turisti danesi di 50 e 55 anni è stata tratta in salvo dagli uomini della Capitaneria di porto, nel corso dei servizi di pattugliamento del litorale Garganico. I due sono stati sorpresi e travolti dalla piena e trascinati in mare mentre erano all’interno del loro caravan, all’altezza del Camping degli Ulivi. Provvidenziale la presenza e l’intervento degli uomini della CdP che ha immediatamente soccorso la coppia straniera prima che il mezzo si riempisse completamente di acqua marina e fango.

I Forestali invece soccorso numerose persone in difficoltà presso il camping Selva dei Pini a Vieste, impraticabile per la presenza del fango. Forestali che a loro volta hanno rischiato di essere travolti dalle piene dell’acqua mista a fango.Circa 5mila utenze non sono raggiunge dalla rete elettriche.
da Foggiatoday

Maltempo: isolate Vieste e Peschici

Pubblicato : sabato, 6 settembre 2014

Un ponte, probabilmente già precario sotto il profilo strutturale, è crollato lungo la statale 89 tra Peschici e San Menaio sottraendo alla cittadina una importante strada d’accesso. Non si arriva nella località nemmeno percorrendo la statale da Vieste, bloccata da detriti e alberi trascinati dall’acqua. Un campeggio inaccessibile a Calenella tra Vico del Gargano e Peschici. Bloccati gli ospiti

“Grave emergenza idrogeologica a Vieste. I C.C non fanno né entrare né uscire persone dal paese. Quasi tutte le strade allagate, molti canali hanno decimato i restanti a rischio. Le zone più colpite Meridiane, Santa Maria di Merino, Palude Mezzane etc… alle ore 9.00 stiamo iniziando a evacuare le zone più colpite. Non uscire dalle proprie case salvo estrema necessità. Non avventurarsi per nessuna strada del Gargano: colate di Fango, detriti frane allagamenti su strade. Resta situazione molto grave e non ancora controllata. Fare molta attenzione alle forti fulminazioni“. Lo annuncia, tramite un comunicato, Giovanni Pio Micale, volontario dell’Associazione “Pegaso” della Protezione Civile di Vieste.
da Il Mattino di Foggia & Provincia

SAN MARCO in LAMIS – Maltempo Gargano, a San Marco si contano i danni. Cera accusa i costruttori

Pubblicato : venerdì, 5 settembre 2014

Il sole ha fatto capolino tra le nubi grigie che per quasi tre giorni hanno scaricato sul Gargano almeno 300 millimetri di pioggia, provocando allagamenti, frane e smottamenti. La zona maggiormente colpita è quella tra San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis dove gli sfollati sono 200. Nel pomeriggio di ieri, grazie alla tregua che il maltempo ha concesso, a San Marco è iniziata la stima dei danni: fortunatamente nessun problema alle persone, solo tanta ma tanta paura per una notte trascorsa in strada. Molte abitazioni e scantinati sono stati invasi da acqua e fango, ma già in serata con l’ausilio dei volontari della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco è tornata la normalità. Resta, invece, il problema delle frane: ne sono state riscontrate almeno sette, tutte nella zona alta del paese a ridosso della montagna dove sono state costruite diverse case. Il sindaco, Angelo Cera, parla di disastro annunciato e accusa gli imprenditori edili. “Purtroppo vige la legge dei costruttori che pensano solo a guadagnare senza pensare alla sicurezza dei cittadini. Non si possono fare case sui terrazzamenti con i balconi attaccati alla montagna. Ecco perchè succede questo.
E’ una situazione molto grave e pericolosa quella che stiamo vivendo in queste ore. Spero che il ministro dell’Ambiente Galletti possa venire a trovarmi per rendersi conto di persona della grave situazione in cui versa il nostro paese”. Da oggi, tempo permettendo, inizieranno i sopralluoghi dei tecnici comunali e dei Vigili del Fuoco per determinare gli interventi da effettuare per evitare che si ripetano episodi analoghi. Priorità assoluta, monitorare costantemente le frane e mettere in sicurezza quelle zone dove si sono verificati gli smottamenti più pericolosi. Riaperte, questa mattina, al traffico anche quelle arterie chiuse per la presenza di fango e detriti sulla sede stradale.
da Ondaradio.info

Roma, arrestato corriere della droga foggiano: alloggiava in un albergo al Pigneto

Pubblicato : lunedì, 1 settembre 2014

Il 30enne di Serracapriola alloggiava in un albergo vicino a piazzale Prenestino, dove i carabinieri lo hanno sorpreso con 100 grammi di marijuana. Nella sua stanza trovati altri 900 grammi della stessa sostanza

La droga sequestrata

Un trentenne di Serracapriola è stato fermato e arrestato dai carabinieri della stazione Roma Tuscolana nei pressi di piazzale Prenestino, vicino al Pigneto, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il corriere della droga alloggiava in un albergo poco distante dal quartiere della movida capitolina, al cui interno i militari dell’Arma hanno trovato ben 900 grammi di marijuana, oltre ai 100 suddivisi in dosi rinvenuti al momento dell’arresto, e due grammi di eroina. Per la condotta di E.F., portato in caserma e in attesa di essere giudicato per direttissima, è stato proposto il foglio di via obbligatorio dal comune di Roma.

da Foggiatoday

GARGANO – Auto in panne e strade allagate: soccorsi automobilisti, albero cade a Vignanotica

Pubblicato : domenica, 17 agosto 2014

Numerosi gli interventi compiuti dai vigili del fuoco del comando provinciale di Foggia. Tre persone, tra cui un bambino, sono state soccorse sulla Ischitella-Carpino. Allagati gli uffici comunali di Lucera

Per i vigili del fuoco del comando provinciale, alla pari degli automobilisti in transito sulle strade del Gargano e della provincia, è stata una notte turbolenta. Il maltempo e il forte vento che hanno interessato la Capitanata hanno costretto gli uomini del 115 a compiere una serie di interventi.

Il primo intorno alle 5, a un km da Vignanotica, dove un albero è caduto occupando la corsia delle auto provenienti da Vieste, ostacolando in parte anche il transito delle autovetture provenienti da Mattinata.

Durante il nubifragio alcuni mezzi sono rimasti bloccati sulla provinciale che collega Vico del Gargano a Ischitella, mentre tre persone, tra cui un bambino di otto anni, intorno alle 6 sono state soccorse sull’arteria Ischitella-Carpino, nei pressi di un oleificio.

La pioggia che si abbattuta copiosa durante la notte ha provocato forti disagi e allagamenti sulla strada del Crocefisso verso Cagnano Varano, lungo la litoranea Lido del Sole-Rodi Garganico e all’interno degli uffici comunali di Lucera. Non si verificano danni a persone.

da Foggiatoday

GARGANO – Ponte di Ferragosto, il primo pienone

Pubblicato : sabato, 16 agosto 2014

In tanti dalla Foresta Umbra alle spiagge – Località di villeggiatura prese d’assalto, fino al 24 sarà così

Il laghetto della Foresta Umbra

Un Ferragosto da pienone per le località turistiche del Gargano, dalle isole Tremiti a Manfredonia. In molti si sono riversati anche nella Foresta Umbra per un pic nic, preferendo la frescura del verde del promontorio alle spiagge assolate e piene. Unica nota stonata della giornata di metà agosto, il forte vento di maestrale che ha spazzato le coste rendendo più difficoltosa la giornata per amanti del wind surf e diportisti.

PREZZI MODICI - Da Peschici a Vieste e fino ai laghi di Lesina e di Varano si è avuto quel colpo d’occhio che in questo fine settimana fa dimenticare, non certo per le perdite accusate dagli operatori turistici, i vuoti di fine luglio e di inizio agosto.

La macchina del turismo è finalmente entrata in azione e fino al termine della prossima settimana le attività ricettive preannunciano il pienone. In larga misura gli operatori turistici del Gargano hanno mantenuto prezzi invariati rispetto alla scorsa estate, c’è anche chi li ha volutamente abbassati in special modo sulle spiagge dove ombrellone e lettino erano più abbordabili. Il tutto allo scopo di non scoraggiare i turisti che anche quest’anno, almeno per quel che riguarda la Puglia, hanno mostrato di preferire di più le località del Salento.

da Corriere del Mezzogiorno/Foggia

E’ scattato il fermo pesca: rischio pesce straniero o congelato anche sul Gargano

Pubblicato : martedì, 12 agosto 2014

Per garantire il ripopolamento dei pesci in mare e salvare le marinerie dal collasso a Coldiretti avverte del rischio di mangiare prodotti stranieri e congelati al ristorante.

E’ in vigore da ieri e si protrarrà fino al prossimo 21 settembre, il fermo pesca biologico lungo la costa Adriatica da Trieste a Bari – Gargano compreso – il cui provvedimento è stato reso necessario – così’ come riferito dalla Impresa Pesca Coldiretti – per garantire il ripopolamento dei pesci in mare e salvare le marinerie dal collasso. Nel 2014 c’è stato un calo pari al 7% dei consumi di pesce fresco in valore nel primo bimestre.

Ma la Coldiretti avverte che con il fermo pesca aumenta anche il rischio di magiare – soprattutto al ristorante – prodotti stranieri o congelati, ad eccezione di quello Made in Italy proveniente da altre zone, dagli allevamenti e dalla limitata produzione locale delle barche di piccole dimensioni

. Secondo l’analisi dell’associazione, negli ultimi 30 anni l’Italia ha perso il 35% delle imbarcazioni e 18mila posti di lavoro. Per valorizzare il pesce pescato e allevato nel nostro Paese mediante la creazione di una filiera ittica tutta italiana che tuteli la qualità e l'identità nazionale del prodotto Coldiretti Impresa Pesca ha avviato iniziative pilota per la vendita diretta del pesce presso la rete di Campagna Amica.

da Foggiatoday

Sensazionale scoperta botanica nel Parco del Gargano

Pubblicato : martedì, 12 agosto 2014

Ritrovata dopo oltre un secolo una pianta endemica esclusiva del Gargano

È davvero un buon momento per la ricerca scientifica sul Gargano. Dopo la scoperta nella Valle dell’Inferno di una pianta nuova per l’Italia, Cerinthe retorta Sibth. & Sm., e la recente comunicazione della descrizione di alcune nuove associazioni vegetali esclusive del Gargano, arriva ora un’altra splendida notizia per il Parco.

Dopo oltre un secolo è stata rinvenuta, infatti, una pianta che cresce solo sul Gargano. Si tratta di Hieracium hypochoeroides Gibson subsp. sublanigerum (Belli) Gottschl. & Wagens., una pianta erbacea perenne, con fusto alto 30-50 cm, foglie sulla pagina inferiore solitamente di colore rosso vinoso, fiori gialli e piccoli frutti di 3 mm, di colore marrone-nerastro

. Essa appartiene alla famiglia delle Asteraceae (o Compositae), la stessa famiglia a cui appartengono alcune piante che tutti conoscono, come la margherita o il dente di leone ma, in questo caso, si tratta di una specie rarissima.

Gli autori dell’importante scoperta, Günter Gottschlich e Robert P. Wagensommer, hanno appena pubblicato i risultati delle loro indagini sulla rivista “Informatore Botanico Italiano”.

“Ringrazio per questo ritrovamento in primis l’amico Robert Wagensommer per il suo inesauribile sentimento di attaccamento ed amore per il  Parco Nazionale del Gargano. Sono, inoltre, fermamente convinto che il Gargano rappresenti un patrimonio di indiscutibile ricchezza per tutti quanti noi e per il nostro amato Paese.

Questi ritrovamenti e le nuove scoperte che ci vengono segnalate ci fanno capire che il Parco Nazionale del Gargano riserva valori naturalistici ancora nascosti ed è perciò che dobbiamo amare la nostra terra e chiedere che tutti la rispettino e facciano quanto in loro potere per curare e proteggere” esprime con soddisfazione il Presidente del Parco Stefano Pecorella.

 

da sangiovannirotondonet

Cinque persone tratte in salvo nelle acque del Gargano

Pubblicato : venerdì, 8 agosto 2014

Due diportisti in panne sono stati salvati dalla Guardia Costiere a Manfredonia, così come due turisti stranieri a bordo di un canotto a remi. Disavventura a Vieste per un surfista

Cinque persone tratte in salvo nelle acque garganiche. E' il bilancio delle operazioni di soccorso effettuate dalla Capitaneria di Porto. 

A Manfredonia sono stati tratti in salvo due diportisti a bordo di natanti andati in panne. Nello stesso momento, un'altra motovedetta ha tratto in salvo due turisti stranieri che non riuscivano a tornare a riva a bordo di un canotto a remi.  Paura anche per un surfista, soccorso sull'Isola di Portonuovo. L'uomo non riusciva a raggiungere la costa con il suo kitesurf.

Scattato l'allarme, il surfista è stato tratto in salvo e trasportato presso il porto di Vieste, fortunatamente in buone condizioni. 

da Foggiatoday

“Gargano in Piazza”/ Dal 2 agosto al 6 settembre il Festival dei Suonatori di Tarantelle del Gargano

Pubblicato : martedì, 5 agosto 2014

È partito sabato 2 agosto da Monte Sant’Angelo – dopo il grande successo della quarta edizione del Raduno dei Suonatori di Tarantella – il calendario degli appuntamenti di “Gargano in Piazza” – il festival itinerante dei Suonatori di Tarantelle del Gargano – uno degli eventi voluti dal Gal Gargano e che caratterizzerà l’estate sulla Montagna del Sole.

14 i comuni coinvolti, 15 i gruppi che si alterneranno sui palchi del Gargano. Peppe Totaro, direttore artistico: “La quarta edizione del Raduno ha rappresentato l’inizio di un nuovo percorso voluto fortemente dal Gal Gargano a cui va il nostro ringraziamento. Il progetto Suonatori di Tarantelle del Gargano diventa un festival itinerante che valorizza e promuove l’identità, la storia e la cultura del nostro territorio”.

“Gargano in Piazza” porterà in tutti i comuni del territorio eventi musicali e di danza legati alla cultura ed alla tradizione contadina, a cui si affiancheranno momenti di informazione e divulgazione sulle attività del Gal e sulle produzione tipiche. “Un impegno che punta a salvaguardare e diffondere anche tra le nuove generazioni la musica e gli strumenti tradizionali: dalla chitarra battente alla tammorra, dalla fisarmonica alle castagnole” – spiegano dal Gal Gargano

– “Un evento, con funzioni anche di intrattenimento, che attraverso le suggestioni di rappresentazioni artistiche, punta a rinnovare interesse per le  potenzialità economiche della tradizione rurale e a favorire quello scambio di esperienze tra aree costiere e interne che è elemento fondante dell’azione del Gal Gargano”.

Dopo il grande successo del Raduno a Monte Sant’Angelo i gruppi coinvolti si alterneranno, fino alla prima settimana di settembre, sui palchi allestiti nelle piazze degli altri comuni facenti parte del territorio del Gal Gargano. IL

PROGRAMMA DI “GARGANO IN PIAZZA”:

sabato 2 AGOSTO |

Monte Sant'Angelo _ centro storico serata inaugurale con “IL RADUNO DEI SUONATORI DI TARANTELLA"; *domenica** 3 AGOSTO | Rodi Garganico* _ Piazza Rovelli con Tarantula Garganica, Canti e suoni del Gargano, Rione Junno e Progetto Aria Sonora; *lunedì** 4 AGOSTO | Cagnano Varano* _ Piazza Aldo Moro con Cantori di Monte Sant’Angelo, Festa Farina e Folk, Le Mulieres garganiche, Folkanima; *domenica**

10 AGOSTO | Rignano Garganico* _ Largo Porta Grande *con *La Matracatroppa,Le Mulieres garganiche, Girollè, Ethnos; *lunedì**

11 AGOSTO | Vieste* _ Marina Piccola con Cantori di Carpino, Canti e suoni del Gargano, Le Mulieres garganiche, Agorart; *martedì**

12 AGOSTO | Carpino* _ Piazza del Popolo con Rione Junno, Cantatori del Gargano, Girollè, Progetto Aria sonora; *martedì**

19 AGOSTO | Peschici* _ Villa Comunale con Tarantula Garganica, Cantori di Carpino, Cantatori del Gargano, Ethnos;

*mercoledì** 20 AGOSTO | Mattinata* _ Corso Matino con Rione Junno, Canti e suoni del Gargano, Girollè, Le danzatrici di Aracne;

*giovedì** 21 AGOSTO | San Nicandro Garganico* _ Torre Mileto con Tarantula Garganica, Cantatori del Gargano, Rione Junno, Folkanima;

*sabato** 23 AGOSTO | Isole Tremiti* _ San Domino _ Piazza S. Pertini con Cantori di Monte Sant’Angelo, Cantatori del Gargano, Agorart;

*lunedì** 25 AGOSTO | San Giovanni Rotondo* _ Piazza Martiri con Cantori di Carpino, Tarantula Garganica, Festa Farina e Folk, Ethnos

; *martedì** 26 AGOSTO | Vico del Gargano* _ Piazza San Domenico con Cantori di Monte Sant’Angelo, La Matracatroppa, Festa Farina e Folk, Folkanima;

*sabato** 30 AGOSTO | Ischitella* _ Piazza De Vera D'Aragona; con Tarantula Garganica, Canti e suoni del Gargano, Festa Farina e Folk, Progetto Aria sonora;

*sabato** 6 SETTEMBRE | San Marco in Lamis* _ Villa Comunale con Cantori di Monte Sant’Angelo, Cantori di Carpino, La Matracatroppa, Agorart.

* tarantulagarganica@gmail.com < tarantulagarganica@gmail.com>*

da Ondaradio

Blue Toungue, arrivano i risarcimenti per gli allevatori del Gargano

Pubblicato : venerdì, 1 agosto 2014

Il Consiglio regionale della Puglia ha istituito nel bilancio regionale autonomo un capitolo di spesa a “Parziale ristoro dei danni patiti dagli allevatori pugliesi per l’affezione epidemica denominata “lingua Blu (Blue Tongue)” con una dotazione finanziaria per l’esercizio di bilancio 2014 di €. 400.000,00.

Una misura che interessa soprattutto gli allevatori di bufalina del Gargano, colpiti pesantemente negli anni scorsi dall’epidemia che riguardò anche la Puglia.

Confagricoltura Foggia esprime soddisfazione per la misura adottata dal Consiglio Regionale della Puglia a parziale ristoro degli ingenti danni subiti dagli allevatori di Capitanata. L’erogazione di tale somma andrà in misura sia pur parziale a ristorare gli allevatori del grave danno patito per la perdita e/o la mancata commercializzazione dei propri capi di bestiame e dei loro derivati colpiti dall’epidemia.

da Teleradioerre