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Tagli scuola: meno 27mila nello Stivale. La metà nel Sud. Precari scuola: a Foggia nasce comitato spontaneo protesta

Pubblicato: lunedì, 30 agosto 2010 Commenta questo articolo Nessun commentoTorna alla pagina iniziale

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Precari scuola: a Foggia nasce comitato spontaneo protesta

 MENO di trentamila posti tagliati in tutto lo Stivale. Di cui la metà nel Mezzogiorno. Ben 20mila i precari in attesa della nomina annuale, “13 mila docenti, e 7 mila Ata”. La richiesta dei precari della scuola al governo Berlusconi: il rilancio del piano Prodi, al fine di “poter stabilizzare 150 mila docenti”.

LA PROTESTA NELLA CAPITALE – A Roma c’è stata una giornata di protesta, per i precari della scuola, contro i tagli del ministro Gelmini. In piazza Montecitorio si sono riuniti i precari siciliani (tra cui il palermitano Giacomo Russo, in sciopero della fame da dieci giorni insieme ad altri due colleghi), i loro colleghi e i rappresentanti dei sindacati Flc-Cgil (Federazione lavoratori della conoscenza), Cps Roma (Comitato precari scuola), Unicobas, della Rdb-Usb Scuola. Non pervenute Cisl e Uil. Il sit in si è poi spostato a Trastevere, davanti al ministero dell’Istruzione.

INTANTO a Foggia si è costituito un comitato spontaneo di insegnanti di sostegno precari che ha organizzato una manifestazione di protesta contro i tagli indiscriminati al personale docente operato dall’Ufficio Scolastico Provinciale di Foggia. La manifestazione si terrà il prossimo 2 settembre 2010 alle ore 9 presso il Provveditorato agli Studi di Foggia. La costituzione del comitato ha ricevuto in mattinata, 30 agosto, l’autorizzazione da parte della Prefettura di Foggia.

Fra i componenti del comitato spontaneo di insegnanti di sostegno precari: il professore Bisceglia Pasquale, il Prof. Rizzo Roberto, il professore Mangano Matteo, la professoressa Calabrese Stefania e i professori Ciuffreda Paolo e Tranasi Lino.

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LA PROTESTA DI ROMA – La protesta, spiega alla Dire Anna Fedeli della Flc Roma-Lazio “è partita dalla Sicilia, ma oggi siamo qui a Roma, davanti alle sedi del Parlamento e del governo, perché sono il luogo simbolo della decisione dei tagli. Non si tratta solo di un fatto occupazionale, è in gioco la qualità della scuola pubblica”.

“Il Governo e il ministro Gelmini stanno adottando rispetto al sistema della scuola pubblica il metodo dell’ad di Fiat, Sergio Marchionne: quello dei licenziamenti”. Lo ha detto alle agenzie di stampa (fonte: Rassegna.it) il segretario generale della Flc Cgil, Mimmo Pantaleo, nel corso del sit-in dei precari della scuola davanti a Montecitorio. “La ministra Gelmini – sostiene Pantaleo – ha trovato il tempo di lodare il metodo Marchionne attraverso un’intervista in cui dà ragione alla Fiat per non aver reintegrato tre lavoratori. Ma rispetto ai precari della scuola non abbiamo sentito una parola”. La Cgil scuola teme che “il metodo Marchionne, che è quello dei licenziamenti, sia la stella polare con cui Gelmini e il governo intendono affrontare i problemi della scuola pubblica”.

La Flc ricorda che i tagli del ministro Gelmini riguardano 25.600 persone “e sono dati ufficiali – dice Pantaleo -, oltre il 50% dei quali concentrati nel sud d’Italia”. Questo anno i precari in attesa della nomina annuale sono circa 20 mila “13 mila docenti, e 7 mila Ata, ma le cifre definitive le sapremo solo al termine delle assegnazioni su cui si è in ritardo perché sono slittate di una decina di giorni”. La Cgil ricorda anche come i docenti precari nelle liste a esaurimento siano oltre 277 mila e che il governo Prodi aveva disposto per legge un piano di 150 mila stabilizzazioni in tre anni che è stato accantonato da questo governo.

Nicoletta Marchitelli da Stato Quotidiano

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