Vi sarò molto grata
se firmerete
questa petizione,
inviata dal prof. ANTONIO
VIGILANTE e sottoscritta
finora da 380 persone,
tra cui Mina Welby.
Una firma per Davide

Al
Tribunale dei Minori di Bari
Davide Marasco è nato il 28
aprile agli Ospedali Riuniti
di Foggia. Subito dopo la
nascita è stato trasportato
in terapia intensiva
neonatale per uno
pneumotorace. Nelle ore, nei
giorni successivi le notizie
si sono susseguite, in un
crescendo che ha via via
eroso la speranza: Davide
forse non ha i reni, Davide
certamente non ha i reni,
Davide ha la sindrome di
Potter. Nome simpatico per
una malattia terribile. I
bambini affetti da sindrome
(o sequenza) di Potter non
hanno i reni, hanno i piedi
torti, non hanno o hanno
poco sviluppati gli ureteri
e la vescica, hanno
malformazioni al viso
(facies di Potter) e, nel
60% dei casi, malformazioni
intestinali ed anorettali.
Nel caso di Davide, a ciò si
aggiunge l’altissima
probabilità di danni
cerebrali per mancanza di
ossigeno durante il parto.
La prognosi per la sindrome
di Potter è “costantemente
infausta” (R. Domini-R. De
Castro, Chirurgia delle
malformazioni urinarie e
genitali, Piccin, Padova
1998, p. 96). Quasi tutti i
bambini affetti da questa
malattia muoiono subito dopo
il parto. Nel caso di
Davide, le cose vanno
diversamente. Il bambino
sopravvive alle prime ore.
Nei giorni successivi le sue
condizioni polmonari
migliorano, fino a non
rendere più necessaria la
respirazione artificiale.
Nel raccontare i nudi fatti
abbiamo tralasciato di
riferire lo stato d’animo
dei genitori. Non occorre
spendere molte parole:
ognuno può figurarselo. I
genitori di Davide passano
dalla felicità per la
nascita al dolore, alla
speranza che cerca di
alimentarsi frugando nelle
pieghe dei resoconti dei
medici. I quali, però, di
speranze non ne lasciano.
L’indicazione che ricevono
dai sanitari è chiara: un
bambino con quella malattia
non può sopravvivere,
insistere sarebbe egoismo.
Si rassegnano, comprendono.
E’ doloroso, ma bisogna fare
i conti con la realtà.
Quando Davide comincia a
respirare da solo, la
situazione cambia di colpo.
Ai genitori, che con non
poca sofferenza hanno
accettato una situazione
così disperante, si chiede
ora di fare una scelta:
evitare ogni ulteriore
trattamento, oppure
autorizzare la dialisi. Non
è una scelta facile. Nessun
genitore vorrebbe arrendersi
alla morte del figlio. Ma la
dialisi è forse, in questo
caso, una forma di
accanimento terapeutico. Una
terapia dolorosa ed invasiva
che con ogni probabilità non
eviterà a Davide la morte. I
genitori sono confusi. Non è
facile passare dalla gioia
al dolore alla speranza alla
rassegnazione. Né è facile
capire cosa è bene e cosa è
male per Davide. Chiedono
tempo. Vorrebbero discuterne
con il comitato etico
dell’ospedale. Nella rivista
eMedicine si legge che nel
caso di sindrome di Potter
con pneumotorace “può non
essere indicato un ulteriore
trattamento”, e che “la
decisione dev’essere presa
dopo una discussione con i
genitori”. Così vanno
probabilmente le cose
all’estero; non in Italia.
Nessuna discussione, nessuna
riunione del comitato etico.
Con un atto di forza
incomprensibile ed
umanamente deprecabile, il
primario del reparto di
terapia intensiva degli
Ospedali Riuniti si rivolge
al Tribunale per i Minori di
Bari per chiedere la
sospensione dei genitori di
Davide dalla potestà
genitoriale, ottenere di
esserne nominato tutore e
autorizzare, in quanto
tutore, il suo trasferimento
presso un ospedale
attrezzato per la dialisi.
Viene accontentato. Con
provvedimento del 10 maggio
il Tribunale per i Minori di
Bari sospende la potestà
genitoriale dei genitori di
Davide. La decisione è presa
“inaudita altera parte e
senza ulteriori
approfondimenti del caso”,
dice il provvedimento. Che
vuol dire: senza ascoltare i
genitori di Davide e senza
nemmeno chiedersi cos’è una
sindrome di Potter.
Ora Davide si trova presso
l’ospedale Giovanni XXIII di
Bari. Vi è stato trasportato
senza che i genitori
venissero informati; hanno
saputo dove si trovava il
figlio solo a trasferimento
avvenuto. Ai medici
dell’ospedale di Bari,
persone umane e premurose,
non sono stati forniti i
numeri di telefono dei
genitori di Davide.
Le condizioni di Davide sono
attualmente disperate.
Non è facile, in situazioni
così gravi e difficili, fare
la cosa giusta. Sbagliare è
comprensibile, sempre; in
questi casi lo è di più. Ma
è difficile non scorgere in
alcuni passaggi della storia
che è stata raccontata una
incomprensibile
insensibilità nei confronti
di persone che si sono
trovate ad affrontare un
grande dramma umano. Il
provvedimento di sospensione
della potestà genitoriale è
offensivo e umiliante, ed ha
arrecato una grande
sofferenza psicologica a
persone già duramente
provate.
Per questo chiediamo che il
provvedimento venga sospeso
e che venga riconosciuto ai
genitori di Davide Marasco
il diritto di dire la loro
sul futuro di loro figlio e
sui trattamenti medici cui
sottoporlo.
Firma la petizione:
http://www.petitiononline.com/davmar/petition.html
Il
messaggio di adesione di
Mina Welby:
|
Mina Welby |
In questi
momenti così
difficili voglio
essere vicina a
Davide e ai suoi
genitori e
chiedere che il
Tribunale non si
accanisca contro
ogni ragione e
sia umano, dando
forte supporto
psicologico ai
genitori, per
poter decidere
loro in
consapevolezza e
responsabilmente
della sorte del
proprio figlio. |