Ralph de Palma, l'uomo più veloce del mondo, veniva da Foggia

Il libro “Ralph de
Palma. Storia dell’uomo più
veloce del mondo che veniva
da Foggia”, edito da Agorà
con prefazione di Andrea de
Adamich, verrà presentato
martedì 10 alle 18
nell’Auditorium della
Biblioteca Civica “Michele
Lecce” di San Giovanni
Rotondo. L’autore, il
giornalista Maurizio de
Tullio, affronta in 128
pagine la storia del noto
pilota automobilistico nato
a Biccari (Fg) che all’età
di 10 anni emigrò in
America. De Palma detiene il
record di 2557 vittorie su
2889 gare. Per milioni di
emigrati italiani fu il
primo "eroe dello sport". Fu
anche due volte campione
nazionale degli Usa e una
volta del Canada. Alla
presentazione, oltre
all’autore, interverranno il
sindaco Giuliani, l’editore
Renzulli, il dirigente
dell’ufficio cultura della
provincia di Foggia Inserra,
il presidente provinciale
del Coni Lapollo e il
responsabile del gruppo di
lettura della biblioteca
Gorgoglione.
La notizia ci dà lo spunto per recuperare una recensione di Terry Rauzino datata dicembre 2006 di cui vi offriamo una sintesi:
«Con questo volume, De
Tullio riesce nell’ardua
impresa di restituire alla
Capitanata l’immagine di un
eroe, Ralph De Palma, da noi
quasi ignorato, che fece
grande lo sport
dell’automobilismo,
divenendo ai suoi tempi
l’icona vivente del “grande
sogno americano”. Quel
bambino, vissuto a Biccari
fino all’età di dieci anni,
non aveva mai visto il mare:
solcherà per la prima volta
l’ Atlantico con la famiglia
per raggiungere Lamerica,
precisamente la Grande Mela.
Oltreoceano, quel bambino,
che non aveva mai giocato
con le macchinine, riuscirà
- come scrive De Tullio - a
far sognare milioni di
persone. Con auto vere. Le
sue straordinarie gesta
sportive lo imposero
all’attenzione planetaria:
per milioni di emigrati
italiani sparsi nel mondo
divenne l’eroe
internazionale di cui andare
fieri.
De Palma riuscì ad
affermarsi in un’epoca in
cui gli italiani erano
considerati all’ultimo
livello della scala sociale
statunitense: erano i paria
della società, un po’ come
oggi con gli
extracomunitari. Ecco perché
nelle prime biografie
apparse sui giornali
dell'epoca alcuni dati, a
partire dal nome
americanizzato in Ralph,
furono modificati per
accreditare un’origine
sociale più accettabile agli
occhi dei fans. Sulla sua
tomba, il campione farà
apporre soltanto le date di
nascita e morte, senza
accenno al luogo d’origine.
Nato il 19 dicembre 1882 a
Biccari, paesino del
Subappennino, partì con la
famiglia originaria di Troia
per gli Usa alla fine
dell’800, imbarcandosi a
varie riprese su piroscafi
che dopo un mese di viaggio
li sbarcò a Ellis Island,
l’Isola delle Lacrime, dove
come tutti gli immigrati
subì un’umiliante quarantena
prima di essere accettato
nel Paese della Libertà e
andare a vivere a Brooklyn,
uno dei più poveri quartieri
newyorkesi. Ralph cominciò
ad aiutare il padre nella
barberia di famiglia, poi
lavorò come pony express in
un negozio di frutta e
verdura. La bicicletta
diventò la sua prima grande
passione e nel 1899 vinse la
prima gara. Nel 1902 esordì
nel ciclismo
professionistico e nel 1908
nella carriera
automobilistica
concludendola nel ’34. Guidò
le auto delle migliori
marche dell’epoca: Fiat,
Mercer, Simplex, ma legò il
suo nome soprattutto alla
Mercedes. Partecipò alle
mitiche corse di Vanderbilt
Cup, Gran Premio di Francia,
500 miglia di Indianapolis
abbinando il suo nome a
questa corsa, lunga e
massacrante, sin dalla
seconda edizione del 1912,
vincendo quella del 1915 e
comunicando agli spettatori
proprio quanto si
aspettavano: emozioni,
passione, grinta, coraggio.
Una carriera longeva, la
sua, nel segno dell’agonismo
e della lealtà sportiva, a
dimostrazione che le gare si
possono vincere usando
l’intelligenza.
Quando gli Usa entrarono nel
primo conflitto mondiale, le
attività sportive
agonistiche vennero sospese
e De Palma si arruolò
nell’aviazione dopo aver
conseguito il brevetto di
pilota a Daytona. A fine
guerra (1919) vi ritornò
alla guida di una
potentissima Packard 905
bianca, la mitica vettura
con motore V12 montato su
auto prodotte in serie.
Sulla sabbia di Daytona
Beach, toccò la fantastica
media di 149,87 miglia
orarie (oltre 241 km
all’ora) e divenne “l’uomo
più veloce del mondo”!
Oggi riposa all’Holy Cross Cementery di Culver City, nei pressi di Los Angeles, California. Sulla lapide compaiono solo gli anni di nascita e morte: 1882 - 1956. L’epigrafe ricorda il campione automobilistico prediletto vincitore della corsa di Indianapolis del 1915».
Articolo tratto da www.puntodistella.it
ll volume di
Maurizio De Tullio
Storia dell'uomo più veloce
del mondo che veniva da
Foggia, Edizioni Agorà,
Foggia 12,00 (i.i.) - ISBN
88-89329-01-7 è in vendita
nelle librerie di Foggia o
può essere richiesto
collegandosi al sito
www.ilvademecum.it e
compilando l’apposita
scheda:
http://www.ilvademecum.it/VARIE/prenotazionedepalma2.asp