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PETIZIONE Salviamo e
valorizziamo Kālena!

Abbazia di Kālena, in agro di Peschici (FG). Foto di Romano Conversano
Lassociazione Italia
Nostra, il Centro Studi Martella si fanno portavoce per sollecitare un
intervento da parte delle Istituzioni per ridare dignitā allabbazia in
oggetto che la Legge 1089 del 1939 dichiara sottoposta alle disposizioni
di tutela contenute nella legge stessa; tutela completamente disattesa
dai proprietari che usano Kālena come deposito di macchine agricole.
Labbazia e le due chiese, un tempo
luogo di culto di grande interesse storico-culturale, testimonianze
irripetibili dello spirito dei luoghi, oggi versano in indicibile
abbandono. I tetti ormai inesistenti, in alcuni punti mettono in
evidenza capitelli ed affreschi che le intemperie e lumiditā
cancellano lentamente, parti preziose in irreversibile disfacimento.
Lesproprio ci sembra lunica strada
percorribile con un progetto di pubblico utilizzo che allontani
programmi speculativi giā in atto da parte dei proprietari.
Il complesso badiale deve tornare alla
collettivitā ed entrare nella politica di recupero e di valorizzazione
del patrimonio storico-culturale della nostra regione per tornare a far
parte di quel libro aperto su cui si possa ancora continuare a leggere
la nostra storia.
PRIMI FIRMATARI della petizione:
- Menuccia Fontana, Presidente Italia Nostra - Sezione Gargano;
- Teresa Maria Rauzino, Presidente Centro Studi Martella di Peschici;
- monsignor Domenico D'Ambrosio, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San
Giovanni Rotondo delegato della Santa Sede per il Santuario e le Opere
di San Pio da Pietrelcina;
- Raffaele Licinio, ordinario di Storia
medievale presso l'Universitā di Bari e Direttore del Centro di Studi
Normanno-Svevi;
-Giuseppe Cassieri, scrittore, Roma;
- Silvia Godelli, assessore al Mediterraneo
della Regione Puglia;
-Saverio Russo (ordinario di storia moderna,
Universitā di Foggia);
- Giuseppe Strappa, architetto, docente universitario, Roma;
- María Silvia Delpy, Universidad de Buenos Aires, Consejo Nacional de
Investigaciones Científicas y Técnicas SAEMED;
- Lucia Lopriore, studiosa di storia;
- Marco Brando, giornalista del Corriere del Mezzogiorno - Corriere
della Sera;
- Sandro Simone, Bengodi Sity;
- Sebastiano Valerio, professore associato di Letteratura Italiana
presso la Facoltā di Lettere dellUniversitā degli Studi di Foggia;
- Mariagraziella Belloli, ricercatrice IRRE Puglia;
- Sergio D'Amaro, scrittore e giornalista;
- Centro di Documentazione sull'Emigrazione di San Marco in Lamis;
- Centro Studi J. Tusiani di San Marco in Lamis;
- Peter Zeller, ricercatore di Storia della Scienza e delle Tecniche,
Facoltā di Lettere, Universitā di Foggia;
- Andrea Chiappella, studiosa di storia medievale;
- Teresa Di Maria, associazioneVoci di donne di Vico del Gargano;
- Raffaele Ferrante Formato;
- Francesco Granatiero, medico-poeta studioso dei dialetti garganici;
- Franco Cuttano, Quadro Tecnico di Equitazione - componente del
Comitato pro-IRIIP di Foggia;
- Gianfranco Piemontese, architetto;Foggia
- Giovanni Rinaldi, ricercatore e operatore culturale - Direttore del
progetto Casa Di Vittorio di Cerignola;
- Francesco Saggese, funzionario del Ministro del Lavoro e della
Previdenza Sociale;
- Marco Gasparrelli, giornalista, Vicedirettore del settimanale Cult
time e Responsabile Editoriale di Culttime.it;
- Emilio Panizio, libero professionista;
- Francesco Ferrante, giornalista e scrittore;
- Raffaele Vescera, scrittore, giornalista della redazione cultura
"L'Attacco";
- Antonio V. Gelormini, Esperto Turismo - Imprenditore Pubblicista;
-Saverio Serlenga, giornalista Teleradioerre e garganopress,
Manfredonia.
- Salvatore Speranza, presidente Associazione Liberamente, Foggia.
-Maurizio Serra, webmaster www.chiesecampestri.it, Villanovaforru(CA);
- Loris Castriota Skanderberg (giornalista, Direttore Responsabile
settimanale Cult time);
- Lidia Croce, scultrice, Siena.
- Giuseppe Maratea (Assessore alla Cultura della Comunitā Montana del
Gargano);
- Maria Giuseppina di Monte (funzionario storico Galleria Nazionale
d'Arte Moderna Roma).
- Maurizio De Tullio, giornalista, Foggia;
- Antonio Vigilante, insegnante e scrittore, Manfredonia);
- Arcangela Tatulli, presidente onorario Italia Nostra Sez. Bari;
- Franco Mastroluca, ex parlamentare, Direttore rivista Sudest,
Manfredonia;
- Giuseppe Laganella, pubblicista, Ischitella;
- Enzo DAmato, studioso di storia calenense e autore del dossier
Salviamo Kālena, Foggia.
- Giuseppe Losapio, Bisceglie (Bari),
- Vito Ricci, studioso di storia medievale;
- Fernando Giaffreda, segreteria di
www.storiamedievale.net
- Salvatore Villani (Presidente Centro Studi di
Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata)- Rignano Garganico;
- Enrico Ciccarelli, giornalista, direttore di
"Foggia&Foggia";
- Francesco Giuliani, docente e giornalista, San
Severo;
- Corrado Rainone, Rainoneeditore casa
editrice; Bergamo;
- Claudia Clemente, insegnante, Bergamo;
- Peppino Tavaglione, commesso parlamentare,
portavoce Comunitā Peschiciani a Roma;
- Victor Rivera Magos, Dottorando di ricerca Universitā degli Studi di
Siena;
- Pasquale Dal Sasso - professore ordinario di
Analisi e Pianificazione del territorio nell'Universitā degli Studi di
Bari;
- Tiziana Clara Luisi, storico d'arte, La
Spezia;
- Duilio Paiano Giornalista;
- Laura Malinverni (scrittrice, studiosa di
storia, coll. di www.storiamedievale.net) Novara.
- Francesco Ferrante, giornalista, San Severo.
- Sergio L. Imperio, giornalista vice direttore de "Il Meridiano.
- Leonarda Crisetti, ricercatrice di
microstoria, Cagnano Varano.
- Umberto Sangiovanni, musicista, Roma.
- Pino Casolaro, attore.
- Romano Conversano, pittore, Milano.
- Barbara de Miro dAjeta, docente
universitaria, Universitā degli Studi di Napoli, LOrientale.
- Giacomo Nigro,
impiegato, amante della Storia e dell'Arte, Collegno (TO).
- Stefania Mola, Storica dellarte medievale e
caporedattrice Mario Adda Editore - Bari
- Maria Antonia Ferrante, psicologa, Roma.
- Sara Conca (Caserta)
- Franco Altobelli/architetto/grafico/docente di
Progettazione grafica al Politecnico di Bari/BARI
- Angelo e Antonio Del Vecchio, Enzo Pazienza,
Mario Ardolino, del Coordinamento Amici di Paglicci, Rignano
Garganico.
- Garganopress
- Il Gargano nuovo;
- Piero Russo, giornalista professionista,
direttore agenzia di stampa Il Grecale, Foggia
- Lucia Leccese, direttore commerciale agenzia
di stampa Il Grecale, San Severo
- Laura Armillotta, giornalista, agenzia di
stampa Il Grecale, Foggia
- Maria Grazia Frisaldi, giornalista, agenzia di
stampa Il Grecale, Foggia
- Marilia Castelli, giornalista, agenzia di
stampa Il Grecale, San Severo
- Luca Preziusi, giornalista, agenzia di stampa
Il Grecale, Foggia
- Riccardo Zingaro, giornalista, agenzia di
stampa Il Grecale, Lucera
- Enza Gagliardi, giornalista, agenzia di stampa
Il Grecale, Lucera
- Leonardo De Luca, giornalista, agenzia di
stampa Il Grecale, San Severo
- Alfredo Russo, insegnante in pensione, Foggia
- Angela Mimmo, docente di lettere, Foggia
- Antonella Russo, studentessa, Foggia
- Andrea Russo, ingegnere, Foggia
- Fulvio Delle Donne, Napoli
- Santa Picazio, presidente Archeoclub dItalia,
sezione Foggia
- Lipari Vinicio, divulgatore scientifico,
Foggia.
- Rino Caputo Prof. Ord. di Letteratura Italiana
Univ. di Roma "Tor Vergata"
- Giovanni Ricco, dottorando Univ. Pisa
- María Luján Díaz Duckwen, Universidad Nacional
del Sur, Bahía Blanca, Argentina.
- Francesco Berlingieri, precario, Foggia
- Ugo Galli, Segretario Generale della Comunitā
montana del Gargano, Manfredonia.
- Massimo Santini - Firenze
- Tonino Soldo, presidente del Circolo
"Gaia" Legambiente, Foggia
- Il circolo di Legambiente " Gaia" di
Foggia
PER ADESIONI ON LINE INVIARE UN'E-MAIL con nome
cognome, qualifica e cittā a:
centrostudimartella@hotmail.com
Link utili:
http://groups.msn.com/CentroStudiGiuseppeMartella
Scheda monumento
KĀLENA
STORIA E LEGGENDE
DI UNANTICA BADIA OGGI SGARRUPATA
Un tempo, aveva una notevole influenza anche fuori dal Gargano
di TERESA RAUZINO
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Abbazia di Kālena, foto di Romano Conversano
L'abbazia di Santa Maria di Kālena, sita in agro di Peschici, č da
annoverare fra le pių antiche d'Italia. Sarebbe stata eretta nell'872.
Probabilmente vi fu una prima presenza di monaci basiliani. Un edificio
sacro esisteva nel XI secolo, come testimonia un atto di donazione del
1023: il vescovo di Siponto donō l'ecclesia deserta in loco qui vocatur
Kālena, cuius vocabulum est sancta Maria all'abbazia di Tremiti,
fornendo tutte le necessarie pertinenze: un orto, una vigna, dei terreni
da coltivare che permettessero ai monaci benedettini di poter vivere
senza problemi, trasferendosi in terraferma.
Nel 1058 il cenobio divenne una potente abbazia. Via via che papi ed
imperatori le concedevano ricchi privilegi, i suoi beni si estesero
oltre l'area garganica fino a Campomarino e a Canne. L'abbazia di Monte
Sacro, presso Mattinata, era una di queste ricche dépendances, ed ebbe
un secolare contenzioso con la casa-madre, che non voleva concederle
assolutamente l'autonomia. Per rendersi conto dell'entitā del prestigio
di Santa Maria di Kālena, basta ricordare che nel 1420, quando era giā
in declino, i beni in suo possesso consistevano in circa trenta chiese
del Gargano Nord, con relative pertinenze di mulini, case, terre,
oliveti, diritti di pesca sul Varano e diritti feudali sulla cittā di
Peschici e sul Casale di Imbuti. Contesa dai potenti monasteri di
Tremiti e Montecassino, essa riuscė a restare indipendente fino al 1445,
quando fu inglobata definitivamente a Tremiti, sotto i Canonici
Lateranensi.
E' certo che l'abbazia di Santa Maria di Kālena accolse molti
pellegrini, famosi e non, che sbarcavano sui litorali del Gargano Nord
per recarsi al Monte dell'Angelo. I redditi derivanti dalle numerose
donazioni dei fedeli le servirono indubbiamente per assolvere degnamente
questa funzione di ospitalitā. L'abate Benedicto Cochorella (che nel
1508 scrisse una Cronaca Istoriale di Tremiti), afferma che l'abbazia si
rese importante e ricca per concessioni e privilegi di principi, papi,
imperatori e fedeli. Questi, per recarsi alla miracolosa grotta
dell'Arcangelo S. Michele, facevano lungo il cammino la prima tappa a
Kālena e dopo presso i Santuari siti nella montagna garganica. I monaci
benedettini coltivavano, in un esteso orto botanico, innumerevoli
varietā di erbe officinali proprio per curare i pellegrini bisognosi di
cure e di ristoro. La presenza di pellegrini stranieri all'abbazia di
Santa Maria di Kālena č documentata dai resti delle sue fabbriche
conventuali, visibili a tutti ancora oggi.
Noti critici e storici dell'arte come Emile Berteaux hanno analizzato,
nelle loro pubblicazioni, le due chiese presenti nel complesso badiale:
presentano rare ed interessanti tipologie di architettura pugliese,
europea ed extraeuropea. Se la prima chiesa dell'abbazia si inserisce
infatti nel solco di un'originale tradizione costruttiva pugliese,
quella delle cupole in asse, la pių recente seconda chiesa, che si
addossa all'edificio pių antico, fu costruita con soluzioni
architettoniche di vasta circolazione europea ed extraeuropea da quelle
maestranze itineranti di scalpellini, di origine borgognona, che
percorrevano nei due sensi, con il traffico di pellegrini e crociati
verso la Terrasanta, la Via Francigena.
Lungo l'itinerario classico della Via Sacra dei Longobardi vi era la
cella della Santissima Trinitā di Monte Sacro, nei pressi di Mattinata,
che appartenne all'abbazia di Kālena dal 1058 fino al 1198. Secondo
Adriana Pepe, č proprio nel quadro dei rapporti con il santuario del
Monte Gargano, che il possesso della Santissima Trinitā di Monte Sacro
assunse un particolare interesse per i monaci benedettini calenensi. Una
lunga e difficile contesa nel corso del XII secolo (1127-1198) oppose
l'abbazia alla sua antica cella, che si era resa, di fatto,
indipendente. Oggi Monte Sacro risulta molto decentrata, rispetto alle
altre pertinenze di Santa Maria di Kālena, ma un tempo non era cosė. La
Alvisi, con il sussidio della fotografia aerea, ha individuato una fitta
rete di strade mulattiere che, sin dall'antichitā, collegavano i centri
abitati della costa settentrionale al porto di Siponto, e il cui
utilizzo dovette intensificarsi con lo sviluppo del Santuario di Monte
Sant'Angelo.
Intorno a Kālena, luogo-simbolo dell'immaginario collettivo di Peschici,
non mancano suggestioni e leggende Dall'abbazia, un camminamento
sotterraneo portava alla caletta del Jalillo: serviva ai frati per
sfuggire alle frequenti scorribande saracene. Da un'acquasantiera, posta
in fondo alla navata sinistra della chiesa nuova, giungerebbe il rumore
della risacca marina. Si racconta anche di un antico tesoro di
Barbarossa. Forse, era l'ammiraglio turco Khair ad-Din, attendente di
Solimano I, che assediō Tremiti.
Una leggenda popolare narra che Federico Barbarossa, in cammino verso la
grotta dell'Arcangelo, vi fece una sosta dolorosa: seppellė nella cripta
la sua figlia prediletta, ammalatasi durante il viaggio. Le pose, come
singolare cuscino, un vitello d'oro. Questo tesoro prezioso gli abitanti
di Peschici lo hanno cercato invano, dimenticandosi che č in piena luce,
sotto i loro occhi...
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Kālena foto di Romano Conversano
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