31 marzo. Palazzo
Fioritto Sannicandro
Presentazione del libro e
edl CD "Fonte di ogni bene.
Canti di risveglio ebraico
composti dal 1930 al 1945 a
Sannicandro Garganico"

M
U S I C A J U D A I C A
Istituto di Letteratura
musicale concentrazionaria e
Biblioteca internazionale di
musica concentrazionaria,
via dell'Industria 93 70051
BARLETTA, tel/fax 0883950639
cell 3402381725
musicajudaica@fastwebnet.it
con il patrocinio del Comune
di SANNICANDRO GARGANICO
(FG)
martedi 31 marzo 2009 ore
19,00 Auditorium Palazzo
Fioritto - Largo Terra
Vecchia
presentazione
del libro "Fonte di ogni
bene. Canti di risveglio
ebraico composti dal 1930 al
1945 a Sannicandro Garganico"
di Francesco Lotoro e Paolo
Candido, 128 pagg., saggio
illustrativo e note critiche
di Pasquale Troìa,
introduzione, testi e
musiche, CD musicale
allegato, ©2009 EDITRICE
ROTAS Barletta ISBN
978-88-96135-05-1
interverranno
Costantino Squeo Sindaco di
Sannicandro Garganico
Francesco Lotoro Pianista,
Autore Enciclopedia
discografica KZ MUSIK e
coautore del libro
Pasquale Troìa Docente
Pontificia Università S.
Tommaso d'Aquino, Roma
Grazia Gualano ricercatrice
di Storia dell'Ebraismo
sannicandrese
esecuzione di canti del
repertorio ebraico
sannicandrese a cura della
Classe di Canto della
Prof.ssa ROSA RICCIOTTI
(Conservatorio di Musica U.
Giordano
di Rodi Garganico)
Martedi 31 marzo alle ore
19:00 presso l'Auditorium
Palazzo Fioritto di
Sannicandro Garganico (FG)
verrà presentato il libro&CD
Fonte di ogni bene (Editrice
Rotas, Barletta) scritto dal
pianista Francesco Lotoro e
dal direttore d'orchestra
Paolo Candido (entrambi di
Barletta) sui canti di
risveglio ebraico composti
dal 1930 al 1945 da Donato
Manduzio, Concetta Di Leo,
Maria Frascaria e altri a
Sannicandro Garganico.
Il
libro Fonte di ogni bene
costituisce la prima pietra
sulla quale si intende
pubblicare l'integrale del
repertorio musicale ebraico
sannicandrese e contiene una
introduzione storica di
Francesco Lotoro, un saggio
musicologico ed
estetico-formale di Pasquale
Troìa, testi e musiche di 11
canti scelti a cura di Paolo
Candido, CD allegato
contenente gli 11 canti
scelti ed eseguiti dalla
comunità ebraica
sannicandrese.
L'intero lavoro editoriale e
discografico è stato reso
possibile grazie
all'Assessorato al
Mediterraneo della Regione
Puglia e gode del patrocinio
dell'Unione Comunità
Ebraiche Italiane.
Alla presentazione del libro
interverranno il Sindaco di
Sannicandro Garganico
Costantino Squeo, il
pianista e coautore del
libro Francesco Lotoro, il
Prof. Pasquale Troìa
(docente presso la
Pontificia Università S.
Tommaso d'Aquino di Roma e
studioso della fenomenologia
musicale ebraica di
Sannicandro) e Grazia
Gualano, ricercatrice di
Storia dell'Ebraismo
sannicandrese e lei stessa
membro della comunità
ebraica di Sannicandro.
La straordinaria storia di
Donato Manduzio (nella foto,
1885-1948) e degli Ebrei di
Sannicandro Garganico
rappresenta nella Storia
dell'Ebraismo di Puglia un
momento significativo che ha
continuamente suscitato
l'interesse di numerosi
storici in Italia e
all'estero.
Donato Manduzio era un
bracciante di Sannicandro
Garganico (Foggia) tornato
invalido dalla Prima Guerra
Mondiale.
Già durante la convalescenza
Manduzio scoprì doti
personali di guaritore e
cantastorie interessandosi
anche di religione.
Leggendo la Bibbia, ispirato
anche da una visione
profetica del 1930
sull'unicità di Dio,
realizzò che occorreva
seguire il Dio d'Israele e
la Legge di Mosé; tuttavia
ritenne che gli Ebrei
fossero scomparsi da secoli.
Nel 1931 un venditore
ambulante di passaggio a
Sannicandro rivelò a
Manduzio che nelle grandi
città italiane ci sono
numerosi Ebrei.
Pertanto Manduzio, tramite
diversi interlocutori,
riuscì a stabilire i
contatti con la comunità
ebraica di Roma che tuttavia
mantenne (secondo una prassi
consolidata non
conversionistica nè atta ad
incoraggiare le stesse
richieste di conversione) un
atteggiamento di riserbo e
prudenza.
La stessa comunità ebraica
romana intervenne
energicamente nel 1938
quando, nonostante le leggi
razziali, Manduzio e i suoi
seguaci si dichiararono
coraggiosamente Ebrei; non
solo perché questi non erano
"ufficialmente Ebrei" ma
anche per preservarli da
possibili quanto imminenti
persecuzioni.
Tuttavia, l'insistenza e la
perseveranza di Manduzio e
dei suoi seguaci fu tale che
Roma chiese alla comunità
ebraica di Napoli
(competente per
giurisdizione) di indagare
maggiormente su tale
fenomeno di risveglio
ebraico in questo paese del
promontorio garganico.
Nel suo report, Raffaele
Cantoni, figura di spicco
dell'Ebraismo italiano tra
le due Guerre (nel marzo
1946 divenne Presidente
dell'Unione Comunità
Israelitiche Italiane), ebbe
per la comunità
sannicandrese parole
entusiaste e di reale
riscontro di una vita
ebraica molto osservante, al
di là delle inevitabili
inadempienze halachiche
(circoncisione, kasheruth,
ecc.).
Indubbiamente, l'ebraismo
professato da Manduzio,
Tritto, Di Leo e gli altri
correligionari assomigliava
inizialmente a una sorta di
Caraismo basato su una
stretta aderenza al
Pentateuco.
D'altronde, mancava
totalmente la conoscenza
della lingua ebraica
(condizione indispensabile
per una conoscenza
approfondita delle Scritture
ebraiche), la Mishnà e un
pur minimo di studio
talmudico erano pressoché
sconosciuti (sembra che lo
stesso Manduzio, venuto in
possesso di un piccolo
digesto in lingua italiana
del Talmud, non lo avesse
particolarmente gradito).
Tuttavia tali lacune erano,
in un certo senso, colmate
da una intensa ed emotiva
partecipazione alla vita
comunitaria che si sviluppò
intorno al Manduzio, a una
sincero e profondo
attaccamento alle cose
ebraiche e al culto del Dio
d'Israele nonché a una
solerte e inflessibile
attenzione al riposo del
sabato e alle feste e
digiuni prescritti dalla
Torà.
Con non poca curiosità e
titubanza da parte di
autorità civili e
personalità del contesto
cattolico ed evangelico
presenti nel piccolo paese
garganico, la comunità del
Manduzio non solo crebbe ma
sviluppò una propria
letteratura poetica e
musicale.
La lingua italiana
utilizzata è spesso
ridondante e non priva di
inesattezze ma sempre
efficace e rispettosa del
contesto scritturale ebraico
dal quale essa prende
spunto.
Il canto di risveglio
ebraico sannicandrese è
anch'esso non immune da un
forte sostrato popolare;
tuttavia esso emana un
vissuto ebraico che sembra
provenire da lontano.
Non è affatto sbagliata
l'impressione di persone che
hanno ascoltato questi canti
e li abbiano istintivamente
paragonati al canto degli
Israeliti usciti dall'Egitto
e che tra modi e canti
solenni conducevano sulle
spalle il Mishkan, il primo
grande tabernacolo nel
deserto del Sinai.
Come dire, un canto
israelita precedente al
Tempio e alle istituzioni
ebraiche in Eretz Israel.
Nel 1943, quando nella
Puglia liberata dagli
Alleati arrivano 350
volontari ebrei della
Palestina Mandataria,
inquadrati nella VIII Armata
britannica, Manduzio e i
suoi correligionari li
accolsero con entusiasmo.
Gli Ebrei della Palestina
Mandataria prospettarono
loro di emigrare a guerra
finita; Manduzio non ne fu
affatto entusiasta.
Nell'agosto 1946 il Beth Din
(Tribunale rabbinico) di
Roma accettò la loro
conversione procedendo alla
circoncisione di 13 uomini,
seguita dalla tevilah dei
proseliti (uomini e donne)
nelle acque presso Torre
Maletta.
Si sancì così l'ingresso
ufficiale della comunità
ebraica di Sannicandro
nell'orbita delle comunità
ebraiche italiane.
Manduzio morì il 15 marzo
1948.
Tra il 1948 e il 1950, la
maggior parte degli Ebrei di
Sannicandro emigrò nel
neonato Stato d'Israele,
concentrandosi soprattutto
nelle zone settentrionali di
Biria e Safed; a Sannicandro
rimase soltanto un gruppo
ben organizzato il quale
perseverò nello studio e
nella pratica dell'Ebraismo.
Il repertorio musicale degli
Ebrei sannicandresi
(prevalentemente composto di
inni e canti scritti dallo
stesso Donato -Levi-
Manduzio, Concetta Di Leo,
Maria Frascaria) costituisce
attualmente un unicum di
inestimabile valore della
tradizione popolare e
religiosa pugliese ancora
sconosciuto nel panorama
culturale e musicale
italiano.
Il canto di risveglio
ebraico sannicandrese è
giunto intatto sino ad oggi,
subendo solo limitatamente
alcune piccole variazioni di
testo e arricchendosi di
ulteriori canti, più vicini
allo stile moderno.
L'attuale comunità, dotata
di una propria casa di
preghiera e una casa di
studio, è un punto di
riferimento non soltanto
della vita ebraica pugliese
(a Trani c'è una comunità
ebraica sezione di Napoli
istituita da diversi anni)
ma anche del vissuto storico
dei Paesi del Mediterraneo,
capaci come pochi altri
contesti socio-geografici di
offrire simili risorse del
pensiero e dello spirito
umano.
Musica Judaica, Istituto di
Letteratura musicale
concentrazionaria con sede
in Barletta (IMJ) diretto da
Grazia Tiritiello e
proprietario dell'omonimo
Archivio (dotato di oltre
4.000 partiture musicali
scritte nei Campi di
concentramento dal 1933 al
1945) nonchè produttore
artistico dell'Enciclopedia
discografica KZ MUSIK (Musikstrasse-Membran
Hamburg) in 48 CD-volumi, ha
ricercato, raccolto e
catalogato testi e musiche
degli inni e canti di
risveglio ebraico scritti
dal Manduzio e dai suoi
correligionari.
L'IMJ ha inoltre condotto
un'analisi critica di
carattere letterario,
linguistico e musicale
basandosi su diverse fonti:
la registrazione fonografica
dei canti realizzata a Z'fad
da Ester Bux, la
registrazione fonografica
dei canti effettuata dall'IMJ
presso la casa di preghiera
di Sannicandro Garganico, il
quaderno originale dei canti
del Manduzio e diversi
filmati della
Radiotelevisione italiana e
tedesca.