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Lettera di un ex allievo (LORENZO MARIA DINAPOLI) dopo la lettura del Regio Liceo Lanza

Roma, 3 gennaio 2005

Gentile Professoressa,

vivissimi complimenti per la felice intuizione di pubblicare il libro sul Liceo Lanza di Foggia, una scuola che ha “maturato” mio padre e i suoi quattro figli, mia moglie e probabilmente anche mio nonno; i miei due figli, invece, per i miei frequenti spostamenti di lavoro in diverse città d’Italia, hanno conseguito la “maturità classica” a Reggio Calabria ed a Pescara.

La sua è stata una ricerca davvero meticolosa e puntuale che ha finalmente reso onore ad uno spaccato storico di particolare rilievo nella vita della nostra città.

Mi accorgo di essere entrato subito nel vivo, nel gran mare di ricordi che il suo libro, poi, nella seconda parte, è riuscito a far rivivere: dall’ambiente, ai professori, al Preside, agli amici, alle feste, alle gite, allo sport.

La storia del Regio Liceo Lanza, scoperta dal nostro fratello più piccolo, è stata, a ripetizione, uno dei regali più graditi dalla nostra famiglia nelle recenti festività e sono sicuro che lo sarà stato anche per tutti gli ex allievi del nostro Liceo, alcune testimonianze dei quali, riportate nel suo libro, sono delle autentiche pennellate. Tra queste, mi ha colpito quella di Antonio Pellegrino a proposito della festa danzante cui non parteciparono i professori e che suscitò lo sdegno del Professor de Miro. Ebbene, solo qualche anno più tardi, credo nel 1958, fu lo stesso de Miro a partecipare ad una festa danzante di carnevale, organizzata nel salone delle feste del “Cicolella”, dagli alunni del liceo; in questo caso accompagnava la figlia Ester Carla, sorella dell’allora piccola Barbara de Miro d’Ajeta, da lei citata.

E ancora, a proposito delle gite: nel 1959, quando ormai da alcuni anni si riuscivano ad organizzare delle gite in altre città (mete più lontane Napoli e Pompei, ovviamente con partenza e rientro nello stesso giorno), alcuni alunni della Terza A riuscirono a varare una gita scolastica addirittura senza professori, coinvolgendo anche la sezione C e, soprattutto, la sezione B, quella delle ragazze; in questo caso lo sdegno, del giorno dopo, fu della professoressa Onorato, decana del corso B.

Anche se per me quelli del liceo furono anni difficili per lo studio (ereditavo un vulnus dalla scuola media, fortunatamente cancellato nell’ultimo anno), ho un bellissimo e caro ricordo di tutti i miei professori, alcuni dei quali indimenticabili: dal Professor Erminio Paoletta (famoso per la sua bravura e per i voti che passavano dal negativo all’appena positivo), a Carlo Gentile, alle professoresse Rondinone e Savastio (io la ricordo particolarmente simpatica), alla Sepe, alla Cucci, al Professore Iorio (il mitico “Zio Giovanni”), a Vivoli, alla meteora Loperfido (da Ferrara) e infine, uno per tutti, il Preside Regina, il quale, per quanto mi riguarda, aveva al suo attivo diverse mie sospensioni dalle lezioni a causa di una condotta forse troppo esuberante per quei tempi. Che dire dei miei compagni, di quello che facevamo e di quello che non facevamo!..... Grazie per aver contribuito a rinnovare tanti bei ricordi e per aver restituito ad un foggiano, che dai tempi della “maturità” non vive più nella sua città, uno spaccato così autentico.

 

Lorenzo Maria di Napoli

 

P.S.: in caso di ristampa, potrei segnalarle un compagno di scuola che ha raccolto diverse testimonianze e che spesso riunisce i suoi vecchi compagni della IV ginnasiale, sez. E (Vincenzo CAMPOBASSO, i suoi recapiti credo che possa fornirli l’Avv. Pierluigi COSTA, tel. Uff. 0881.722624); personalmente sono anche io volentieri a sua disposizione (lodinapo@tin.it).

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