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PESCHICI / La vertenza
ora è ferma. Abbazia di Kàlena, calato il silenzio
di Francesco Mastropaolo
articolo de "La Gazzetta del Mezzogiorno" 28 luglio 2006
Calato il velo dell’oblio sul recupero dell’abbazia di Kalena, l’ex
insediamento benedettino ubicato nella piana di Peschici.
Perse letteralmente le tracce di tutte quelle iniziative
dell’amministrazione comunale che avevano portato a far ben sperare su
una possibile, immediata azione di recupero dell’importante opera, la
cui costruzione risale ad oltre un millennio addietro.
Ma Kàlena è anche custode di segreti, passioni ed emozioni che toccano
profondamente il sentimento comune.
A risvegliare le «coscienze» è stato, ancora una volta, mons. Domenico
D’Ambrosio, vescovo della diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni
Rotondo, nativo di Peschici, in occasione della ricorrenza della
festività di sant’Elia Profeta.
Mons. D’Ambrosio continua ad essere, dunque, non solo attento
osservatore. Aveva preannunciato che non sarebbe rimasto a guardare
perchè - disse – ho sognato Kàlena recuperata e valorizzata, ora voglio
sognare ad occhi aperti e, per questo, mi adopererò perché l’ex abbazia
torni ad essere luogo di culto».
Un anno fa, il sindaco annunciò l’inizio delle procedure di esproprio di
quelle parti dell’abbazia sottoposte a vincolo e che sono quelle che
presentano, più delle altre, preoccupanti situazioni di degrado, tanto
da rappresentare un vero e proprio pericolo per la incolumità pubblica e
privata.
La strada dell’esproprio era risultata obbligata in quanto con la
famiglia Martucci, proprietaria struttura, non era stato possibile
chiudere con un accordo le trattative che andavano avanti da tempo.
Iniziativa dell’espoprio era anche dettata dall’urgenza di cantierizzare
i primi lavori di ristrutturazione dell’importante complesso monastico,
pena la perdita di un finanziamento di trecentocinquantamilaeuro
concesso dal Tesoro.
Abbazia di Kàlena. Peschici (FG) Foto scattate dal pittore Romano
Conversano negli anni Sessanta


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