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G ianfranco
Piemontese
(Foggia 1959),
architetto, è
docente di
Storia dell’arte
al Liceo
Classico “N.
Zingarelli” di
Cerignola.
Docente a
contratto della
SSIS Puglia e di
altre Agenzie di
Formazione
postuniversitarie,
ha svolto
ricerca sui beni
culturali
architettonici
per conto del
Ministero per i
beni e le
attività
culturali.
Per l’Istituto
per la
Tecnologia delle
Costruzioni-CNR
di Bari, ha
partecipato al
progetto di
ricerca “ Valorizzazione
dei beni
culturali della
Valle
dell’Ofanto”.
Ha partecipato,
come consulente
sui beni
culturali, alla
redazione del
Piano
Territoriale di
Coordinamento
della Provincia
di Foggia.
E’ componente
del gruppo di
studiosi che sta
redigendo la
Storia di
Manfredonia.
Tra le sue
pubblicazioni si
segnalano:
Concezio
Petrucci e il
progetto
dell’Opera San
Michele a Foggia
Architettura
sacra
nell’Italia
degli anni
Trenta,
Bari 2002;
I palazzi dei
Pinto
in
Ischitella e il
Varano-Dai primi
insediamenti
agli ultimi
feudatari,
Vasto 2003;
Cerignola Terra
Vecchia,
Cerignola 2005;
Arte e artisti
nelle
architetture di
Concezio
Petrucci
in
Vecchie città/Città
nuove- Concezio
Petrucci
1926-1946,
Bari 2006;
I segni dei
lapicidi
nell’Abbazia di
Càlena,
in Chiesa e
religiosità
popolare a
Pechici,
Foggia 2008;
Tra torri e
castelli e
Le mappe
catastali in
imago Gargani,
Foggia 2008 e
Delle scomparse
città di
Capitanata
in in Tabula,
Foggia 2008.
Ha partecipato
alla stesura di
schede sul
patrimonio
architettonico
nel volume
Sulle tracce
della Dogana,
Foggia 2008.
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D i
Saverio Altamura
si è soliti
ricordare il suo
viaggio del 1855
a Parigi. Dai
resoconti del
soggiorno
parigino si fa
partire
l’avventura dei
pittori che si
riunivano al
Caffè
Michelangelo
della città
toscana: i
Macchiaioli. Il
pittore sarà poi
citato solo per
la sua
produzione
impregnata di
romanticismo.
Della produzione
artistica di
quella che sarà
chiamata la
Scuola di
Staggia,
fino ad oggi non
esistono opere
pubblicate. A
questo vuoto
oggi si inizia a
dare una prima
risposta con
alcuni suoi
studi e dipinti
qui pubblicati.
Il pittore
foggiano ebbe
anche un intenso
rapporto d’amore
e d’arte con
Elena Bùkuras,
venuta a
studiare Arte in
Italia nel 1848.
Con lei oltre al
sodalizio
artistico,
contrarrà
matrimonio e
avrà tre figli
Giovanni, Sofia
e Alessandro.
Sono questi gli
Altamura
sconosciuti,
scomparsi dalla
memoria storica;
una moglie e
figli di cui
due, Giovanni e
Alessandro
seguiranno le
orme dei
genitori nel
mondo delle arte
pittorica.
Le ragioni di
questa ricerca
vanno
individuate
nella totale
ignoranza
dell’esistenza
di questi tre
artisti e della
assenza di una
bibliografia a
loro dedicata.
Si è iniziato
con Giovanni,
che nato a
Firenze nel 1852
morirà a Spetse
a soli 26 anni
nel 1878, si
proseguirà con
Alessandro ed
Elena Bùkuras
Altamura.
Parlare di
Giovanni
Altamura non
poteva esulare
dallo scrivere
dei suoi
familiari, per
questo si
troveranno
notizie e primi
documenti
relativi ad
Elena Bùkuras ed
Alessandro
Altamura.
Dell’attività di
Giovanni viene
pubblicata una
mole di opere e
studi che
corrispondo a
quasi la metà di
quanto egli ha
realizzato nella
sua breve vita.
Una
catalogazione
iniziata, che
deve
necessariamente
proseguire, per
potere dare un
giusto e
meritato posto a
questo pittore
impressionista
che amava il
mare.
Nel libro sono
illustrati
dipinti ad olio,
acquerelli,
disegni e
schizzi
provenienti
dalla Grecia,
conservati
presso la
Galleria
Nazionale d’Arte
di Atene e
presso alcuni
collezionisti
greci.
Gli Altamura
ritrovati vuole
essere il primo
passo per
togliere
dall’oblio
questi artisti. |